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ISPAT – PAT * OCCUPATI E DISOCCUPATI IN TRENTINO – 3° TRIMESTRE 2020: « LETTURA DATI COMPLESSA, ALLE DINAMICHE STAGIONALI SI AGGIUNGONO LE DISTORSIONI PER FARE FRONTE ALLA PANDEMIA »

Occupati e disoccupati in Trentino –  3° trimestre 2020. L’Istat ha diffuso oggi i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione relativi al 3° trimestre 2020 (da luglio a settembre 2020). La rilevazione, in provincia di Trento, è coordinata dall’ISPAT (Istituto di statistica della provincia di Trento).

La lettura dei dati è complessa perché alle dinamiche stagionali del sistema produttivo trentino si aggiungono le distorsioni dovute alle misure per far fronte alla pandemia in atto. Il terzo trimestre 2020 mostra un mercato del lavoro che riesce a difendersi ma che non evidenzia indirizzi chiari. Nei confronti dello stesso periodo del 2019, le forze di lavoro aumentano con un’intensità più o meno simile per gli uomini e le donne, l’occupazione diminuisce nel complesso e solo per la componente femminile, la disoccupazione aumenta nel complesso e solo per la componente femminile, gli inattivi rimangono sostanzialmente stabili e diminuiscono gli uomini e aumentano le donne.

In considerazione della straordinarietà della situazione, si riporta anche l’andamento congiunturale del mercato del lavoro. Nei confronti del trimestre precedente si osserva una marcata ripresa delle forze di lavoro e dell’occupazione, soprattutto nella componente maschile, un calo importante della disoccupazione maschile e un aumento ancora più significativo per la componente femminile con un incremento nel complesso della disoccupazione. L’inattività si riduce con intensità elevata per gli uomini.

Le forze di lavoro sono aumentate di circa 1.600 unità, con una prevalenza per la componente femminile (oltre 800 unità). Le forze di lavoro sono ora 254mila, passando dalle 253mila del terzo trimestre 2019 e da una media 2019 pari a Le forze di lavoro

sono tornate sui valori medi degli ultimi anni evidenziando un incremento, seppur non significativo. I dati del terzo trimestre indicano che congiunturalmente è stata assorbita la perdita marcata del secondo trimestre 2020, quando le forze lavoro erano scese a 246mila unità. In variazione percentuale si osserva un aumento tendenziale di 6 decimi di punto nel complesso, uguale la crescita per la componente maschile e un po’ più elevata quella femminile (0,7%). L’incidenza delle donne attive sul mercato del lavoro rimane sostanzialmente stabile rispetto al terzo trimestre 2019 (45,3%), attestandosi al 45,4%.

Gli occupati nella classe 15 anni e più diminuiscono di circa 750 unità e si attestano a 241mila unità, con un’incidenza delle lavoratrici superiore al 44% (44,3%), in calo rispetto ad un anno fa (44,7%). La diminuzione dell’occupazione è interamente imputabile alle donne che registrano una perdita più o meno doppia rispetto alla crescita dell’occupazione I lavoratori aumentano, su base annua, dello 0,6% mentre le lavoratrici diminuiscono dell’1,4% portando ad una riduzione complessiva degli occupati pari allo 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il calo nell’occupazione si osserva sia nell’industria (-1,4%) che nei servizi (-1,3%). Nello specifico è l’industria in senso stretto a perdere, su base annua, occupazione (-4,1) e le altre attività dei servizi (-2,9%). Aumentano agricoltura, costruzioni (6,2%) e commercio, alberghi e ristoranti (3,1%). Quest’ultimo comparto, nel confronto con il trimestre precedente, cresce di oltre il 20%, tornando su valori abituali rilevati prima del
Per posizione professionale, su base annua, si rileva un calo dei dipendenti pari al 3,4% e un aumento significativo degli indipendenti (13,8%) che però non permette all’occupazione nel complesso di crescere. Infatti gli indipendenti incidono sull’occupazione per una percentuale di circa il 20%, in aumento rispetto allo stesso trimestre 2019 di quasi tre punti percentuali. I dipendenti diminuiscono nell’industria in senso stretto, nelle costruzioni e nelle altre attività dei servizi; crescono invece nell’agricoltura e nel commercio, alberghi e ristoranti. Gli indipendenti aumentano in modo generalizzato; unica eccezione le altre attività dei

I disoccupati sono circa 13mila unità, con una prevalenza delle donne. Queste ultime incidono per il 65% sul totale. Nel complesso i disoccupati, su base annua, sono aumentati del 21%, con la componente maschile sostanzialmente uguale ad un anno fa (0,6%) e la componente femminile in incremento marcato (36,5%). Circa la metà sono disoccupati ex-occupati. In crescita marcata i disoccupati ex-inattivi rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Questo gruppo rappresenta circa il 35% dei disoccupati complessivi. Gli aumenti significativi si rilevano nei disoccupati ex-inattivi e nei disoccupati senza esperienza di lavoro; questi ultimi, pur essendo l’insieme più contenuto dei disoccupati, crescono, su base annua, del 58,8%. I disoccupati ex-occupati, invece, sono diminuiti del 2,2% rispetto al trimestre precedente. Si rilevano aumenti elevati dei disoccupati ex-inattivi e di quelli senza esperienza di lavoro che tornano sul mercato del lavoro dopo il periodo di fermo obbligato dovuto alle misure di distanziamento sociale e al lockdown della scorsa primavera. Sono soprattutto i maschi ad essersi attivati in modo massiccio in azioni di ricerca di un’occupazione.

Gli inattivi in età lavorativa risultano uguali ad un anno fa, tornando a diminuire in modo evidente (-7,8% dal secondo trimestre 2020) dopo la crescita nei primi due trimestri 2020. Si osserva, su base annua, una diminuzione della componente maschile simile all’aumento della componente femminile. Le donne rappresentano il 61,5% degli inattivi, aumentando di 6 decimi rispetto allo stesso periodo del 2019 (60,9%). In termini percentuale, gli uomini diminuiscono dell’1,6% e le donne, invece, aumentano dell’1,0%.

 

Per il terzo trimestre 2020 i tassi caratteristici del mercato del lavoro evidenziano che:

Il tasso di occupazione (15-64 anni) è pari al 68,6% (76,2% gli uomini, 61,0% le donne) con un aumento di 4 decimi di punto percentuale per gli uomini e una diminuzione di 1,5 punti percentuali per le donne. Questo tasso torna, seppur più contenuto, sui valori abituali del mercato del lavoro degli ultimi Nel terzo trimestre 2019 era pari al 69,2% e nella media 2019 al 68,5%. Si amplia il gap di genere in modo marcato rispetto al trimestre precedente. Tra il secondo e il terzo trimestre 2020 la distanza del tasso di occupazione femminile da quello maschile è pari a circa 15 punti percentuali, aumentando di oltre 5 punti percentuali.

Il tasso di disoccupazione (15 anni e più) è pari al 5,3%, un po’ più alto di quello medio del 2019 (5,0%) e quasi un punto percentuale in più rispetto al terzo trimestre 2019 (4,4%). È tornata ad essere evidente la marcata differenza fra il tasso per genere. Nel trimestre il tasso di disoccupazione femminile è più del doppio di quello maschile (7,6% contro 3,4%).

 

Il tasso di inattività (15-64 anni) è pari al 27,5%, pressoché uguale al terzo trimestre 2019 (27,6%). Questo tasso, su base annua, diminuisce di 4 decimi di punto percentuale per gli uomini e aumenta di 3 decimi di punto percentuale per le
Rispetto all’Italia questi tassi notoriamente presentano una situazione migliore, con differenze positive evidenti per il mercato del lavoro trentino: circa 11 punti percentuali sul tasso di occupazione (58,0% in Italia) e 5 punti percentuali per il tasso di disoccupazione (10,0% in Italia).

 

 

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