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INPS TRENTO E BOLZANO * RENDICONTO SOCIALE INPS 2019: « EFFETTI COVID-19 E REDDITO DI CITTADINANZA, NEL 2020 IN TRENTINO RICONOSCIUTO A 10.973 PERSONE, IN ALTO ADIGE A 1.369 »

Presentato il Rendiconto sociale INPS 2019 per le province di Bolzano e Trento con approfondimento dedicato alle prestazioni di protezione sociale dell’Istituto contro gli effetti del Covid-19.

Si è svolto ieri mattina il Webinar organizzato dalla Direzione regionale INPS del Trentino-Alto Adige, dedicato al Rendiconto sociale INPS 2019 per le province di Bolzano e Trento con un Focus in materia di prestazioni di protezione sociale erogate sul territorio nel corso della pandemia.

Il Presidente del Comitato regionale INPS, Alfred Ebner, il Direttore regionale INPS per il Trentino – Alto Adige, Antonio Maria Di Marco Pizzongolo, hanno presentato, con la partecipazione della Vicepresidente INPS Luisa Gnecchi e del Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) INPS Guglielmo Loy, il Rendiconto Sociale INPS 2019 per le Province di Bolzano e Trento. L’evento è stato caratterizzato anche da un approfondimento dedicato alle tutele attivate nel 2020 contro gli effetti della pandemia.

L’incontro è stato introdotto dal Presidente Ebner, cui è seguita la presentazione del Direttore regionale che ha esposto in sintesi i dati delle attività svolte dalle strutture territoriali INPS nel corso del 2019 e, per alcuni aspetti, nel 2020.

“La demografia delle imprese soggette agli obblighi contributivi ha, nel 2019, anno ante pandemia, mostrato segni di concreta stabilità in entrambe le province autonome. L’Alto Adige ha registrato un tessuto imprenditoriale composto da 61.892 aziende, dato in linea con il 2018 che si era chiuso con 61.725 imprese. Situazione analoga anche in Trentino – ha osservato Di Marco – dove a fine 2019 si sono registrate 53.185 aziende contro le 53.363 del 2018.

Guardando ancora alle imprese e alla loro classificazione dimensionale, le province di Trento e Bolzano si caratterizzano entrambe per annoverare il maggior numero delle aziende nella classe fino a 10 dipendenti (58.369 Alto Adige e 50.405 Trento). In entrambi i territori – ha aggiunto il Direttore- le grandi imprese, quelle oltre i 50 dipendenti, sono comunque ben presenti: 542 in Alto Adige e 449 in Trentino.”

Alla descrizione relativa al mondo delle imprese è seguita una rapida disamina sull’occupazione.

“Nel 2019 – ha osservato Di Marco – le due province autonome hanno avuto un incremento occupazionale del lavoro dipendente di +2,6%. Qualche lieve segnale di contrazione invece nel comparto del lavoro autonomo. In Trentino, infatti, gli artigiani e commercianti si sono ridotti, rispettivamente, del 2% e del 2,4%; in Alto Adige il decremento si è arrestato a – 1,2% e -1,9%. Nel complesso, però, gli assicurati dell’Istituto sono aumentati in entrambe le province di +1,6%.”

Il Direttore ha concluso l’intervento con rapidi spunti su prestazioni a tutela del reddito e pensioni.

“Per quanto attiene al 2020, anno della pandemia, l’Istituto è stato fortemente impegnato anche a livello locale nell’erogazione delle prestazioni a tutela della continuità reddituale. Per rendere quanto più celere l’erogazione delle prestazioni dei Fondi territoriali, tra cui la cassa integrazione in deroga, la Direzione regionale e le due Sedi provinciali di Trento e Bolzano hanno collaborato fattivamente gestendo, per la sola fase emergenziale, attività ordinariamente garantite dall’Istituto a livello centrale. Dall’inizio della pandemia a fine anno le strutture territoriali hanno gestito oltre 40 mila domande d’intervento per assegno ordinario e Cassa in deroga, per circa 250 mila prestazioni.

Si è creata una fortissima sinergia tra tutti i lavoratori e le lavoratrici dell’INPS: con elevatissimi standard di produttività, hanno assicurato al contempo la correntezza delle altre prestazioni previdenziali.”

“Se guardiamo ai dati più generali delle prestazioni per disoccupazione – ha proseguito Di Marco -, nel 2019 non si sono registrati particolari scostamenti rispetto agli anni precedenti. In provincia di Bolzano i fruitori di prestazioni di protezione sociale (cassa integrazione, disoccupazione, mobilità etc.) sono stati 24.948, equamente suddivisi tra uomini (12.171) e donne (12.777). Situazione analoga anche in Trentino, dove sono stati erogati assegni a 25.554 beneficiari: 12.442 donne e 13.112 uomini.”

“Quanto alle pensioni – ha concluso Di Marco – si osserva che in Alto Adige, sul fronte del reddito pensionistico, nel 2019 i 127.814 pensionati hanno ricevuto un assegno pensionistico medio annuo pari a € 19.943, contro i 19.410 euro del 2018. Condizione analoga anche per i 141.391 pensionati trentini il cui reddito pensionistico medio pro-capite è passato da € 19.358 a € 19.920.”

Nel corso dell’approfondimento dedicato agli effetti della pandemia, il vicario del Direttore regionale, Helmut Warasin, ha illustrato il ricorso agli ammortizzatori sociali, Cassa integrazione e Fondi territoriali di Trento e Bolzano – Alto Adige, illustrando brevemente anche la complessità della gestione amministrativa di tali prestazioni.

“In estrema sintesi – ha detto Warasin – nel corso del 2020 sono state autorizzate 18.285.500 ore di Cassa integrazione ordinaria in provincia di Bolzano e 15.021.278 nel Trentino. In Alto Adige è stato significativo anche il ricorso alla Cassa in deroga con 7.495.050 ore autorizzate, mentre più contenuto in provincia di Trento il ricorso a questo ammortizzatore che si è fermato a 767.967 ore. Sempre in Alto Adige – ha proseguito il Vicedirettore – è stato importante anche il ricorso all’Assegno ordinario del Fondo di Integrazione Salariale (FIS) con oltre 11 milioni di ore autorizzate. Nel vicino Trentino, invece, il ricorso al FIS si è fermato a 1.542.824 ore. Infine, i Fondi territoriali hanno pagato per l’assegno ordinario oltre 102 milioni di euro, equamente suddivisi tra le due province.”

Il Focus sulle attività Inps a contrasto degli effetti della pandemia, è proseguito con l’intervento del Dirigente regionale Andrea Mario Bohuny, che ha posto l’attenzione su povertà e Bonus legati alla pandemia.

“A consuntivo 2020 vediamo – ha illustrato Bohuny – che i nuclei familiari percettori del Reddito o Pensione di cittadinanza sono aumentati in entrambe le province. Nel 2020 sono state 597 le famiglie che in Alto Adige sono ricorse a questo strumento di contrasto alla povertà contro le 447 dell’anno precedente. Un trend che ha riguardato anche il Trentino dove si è passati da 3.485 a 4.806 nuclei familiari. Significative anche le domande di Reddito di Emergenza. Nel 2020 sono state 3.101 le famiglie che hanno fatto richiesta di sostegno in Trentino e 1.364 in Alto Adige.
Quanto al Bonus “600euro” – ha concluso il Dirigente regionale- l’intervento è stato erogato a 79.958 lavoratori indipendenti in Alto Adige e a 63.108 in Trentino.”

Al termine dei lavori è intervenuta la Vicepresidente INPS, Marialuisa Gnecchi, che ha sottolineato “il valore dei Fondi territoriali che con l’attiva partecipazione delle Parti Sociali possono essere la giusta risposta ai bisogni particolari delle specificità territoriali.”

Le conclusioni dell’evento sono state affidate all’analisi del Presidente CIV Guglielmo Loy. Il Presidente, tra le altre osservazioni, ha ricordato il ruolo importante delle Parti Sociali “coprotagoniste della costruzione delle leve di protezione sociale anche sui territori.”

Numerose le rappresentanze delle Istituzioni locali e del mondo del lavoro che hanno preso parte all’evento. Tra questi, il Presidente del Consiglio provinciale, Roberto Paccher, il Commissario di Governo di Trento, Sandro Lombardi, la Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Waltraud Deeg e la Presidenza della Provincia Autonoma di Trento. Presenti anche le rappresentanze delle Associazioni di categoria di Albergatori, Artigiani e Commercianti e del mondo sindacale.

 

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