PROVINCIA DI TRENTO

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L’unità statistica di rilevazione è rappresentata dal lavoratore domestico che ha ricevuto almeno un versamento contributivo nel corso dell’anno o del trimestre, se riferito a dati trimestrali. I dati relativi al decennio 2009-2018 sono pubblicati nel portale Inps all’interno della banca dati Osservatorio sui Lavoratori domestici.

Nell’anno 2018 -si legge nella nota- i lavoratori domestici1 contribuenti all’Inps sono stati 859.233, con un decremento rispetto al 2017 pari a -1,4% (-11.807 in valore assoluto); una più ampia diminuzione si è registrata nel biennio 2013-2014 (-4,9%), dopo il forte aumento del numero di lavoratori del 2012 (+12,3% rispetto all’anno precedente) per effetto della sanatoria riguardante i lavoratori extracomunitari irregolari (D. Lgs. n.109 del 16 luglio 2012).

La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con 155.467 lavoratori pari al 18,1%, seguita dal Lazio (14,8%), dall’Emilia Romagna (8,8%) e dalla Toscana (8,7%). In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri, che nel 2018 risultano essere il 71,4% del totale. Con riferimento alla distribuzione regionale per nazionalità, in Lombardia si concentra la maggior parte dei lavoratori domestici stranieri nell’anno 2018, con 125.547 lavoratori (il 20,5% del totale dei lavoratori domestici stranieri), a seguire il Lazio (17,1%) e l’Emilia Romagna (10,1%); i lavoratori italiani, invece, sono maggiormente presenti in Sardegna (15,2%), Lombardia (12,2%) e Lazio (9,0%).

Rispetto al trend decrescente del complesso dei lavoratori domestici, nel triennio 2016- 2018 i lavoratori italiani mostrano un andamento decisamente crescente pari a +11,4%. Nell’ultimo anno a livello regionale i lavoratori domestici italiani aumentano in quasi tutte le regioni, in particolare in Umbria (+7,0%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%) e Toscana (+6,0%), mentre solo Calabria, Basilicata, Trentino Alto Adige e Campania presentano variazioni negative.

Al contrario i lavoratori domestici stranieri nel suddetto triennio diminuiscono del 6,3%, -3,3% nell’ultimo anno con una diminuzione generalizzata in tutte le regioni, in particolare Basilicata (-9,9%) e Puglia (-8,8%) e con la sola eccezione del Friuli Venezia Giulia in cui si registra un aumento dei domestici stranieri del 2,1%.