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GUGLIELMI (FASSA) * DDL 55 – SOSTEGNO PAT PER FAMIGLIE: « HO PREFERITO RITIRARE LA PROPOSTA DI MOZIONE PER SOSTITUIRLA CON UN ORDINE DEL GIORNO »

Proposta di Ordine del giorno – Ddl 27 aprile 2020, n. 55/XVI “Ulteriori misure di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e conseguente variazione al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2020 – 2022”.

INTERVENTO IN SEDE NAZIONALE SU INAIL

L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus ha indotto, per il suo contenimento, lo stop immediato e forzato di tutte le attività economiche ed imprenditoriali del nostro Paese. Questo non ha però fermato lo spirito di tantissimi imprenditori ed attori economici che, anche nel periodo di quarantena, hanno continuato a ragionare, ad interrogarsi, a cercare risposte per poter ripartire appena possibile. Diversi sono stati i momenti di confronto tra le categorie economiche e sociali anche della nostra provincia con i dipartimenti competenti. Dai tavoli di lavoro costituiti per delineare i disciplinari per la ripartenza lo spirito è sempre stato costruttivo e dettato sì da incertezze ma soprattutto dalla grinta, dalla voglia di “rimettersi in pista” il prima possibile ed in sicurezza.
Uno dei settori che dovrà “reinventarsi” in maniera quasi totale sarà anche quello della ricettività, dell’alberghiero. Uno dei più trainanti tanto per la nostra Provincia che per lo Stato Italiano.
È compito anche della politica accompagnare il mondo imprenditoriale e sostenerlo nella ripartenza, indicando modalità che garantiscano sicurezza ma che non disincentivino l’imprenditore nella ripartenza. Questo in Provincia Autonoma di Trento è stato fin da subito chiaro ed attuato, pare che la stessa cosa non sia stata interpretata allo stesso modo a livello nazionale. Con il decreto “Cura Italia” infatti, nell’ambito delle misure inserite nel titolo I (Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale), all’INAIL (Istituto Nazionale Infortuni sul lavoro e malattie professionali) è dato il compito di far fronte a questa situazione emergenziale.
La tutela infortunistica INAIL nei casi di infezione da coronavirus avvenuti in ambito lavorativo (chiarita all’articolo 42 comma 2) tutela tali infezioni inquadrandole, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro, ponendo sullo stesso piano la causa virulenta alla causa violenta. Proprio le ultime circolari INAIL considerano il contagio da Covid come infortunio sul lavoro e non come malattia, portando così diverse aziende a non considerare l’opportunità di riaprire nel breve/medio termine e in alcuni casi a non farlo mai più.

Se molte aziende sono disponibili e pronte ad attuare e prevedere protocolli ad hoc di sicurezza molte meno sono quelle pronte ad assumersi la responsabilità penale di un contagio indicato come infortunio sul lavoro.
Una situazione che preoccupa anche il settore alberghiero che, con la voce unitaria di Federalberghi, aveva fatto presente questo tanto al Governo nazionale, senza peraltro essere stato, viste le conclusioni, ascoltato.
Non solo, si pensi a tutta la filiera dell’industria; devono far riflettere le dichiarazioni del Patron de “La Sportiva” Lorenzo Delladio che, a seguito della decisione INAIL di considerare l’imprenditore come responsabile diretto del contagio, ha dichiarato di non riaprire la produzione, pur essendo tecnicamente pronto a ripartire.
Conscio che la disciplina è di stampo nazionale, sapendo che l’Assessorato è già impegnato in interlocuzioni istituzionali

Tutto ciò premesso, il Consiglio Provinciale impegna la Giunta ad:

• Attivarsi in tutte le sedi di ogni ordine e grado competenti al fine di modificare queste circolari e nello specifico l’equiparazione causa virulenta a causa violenta.

• Attivarsi nei confronti del Governo nazionale affinché lo stesso ponga in atto reali aiuti alla ripartenza, evitando “sgambetti tecnici” che porteranno solo alla serrata definitiva di diverse aziende che chiedono invece esclusivamente di poter tornare a produrre reddito, a fare economia.

Consigliere
Luca Guglielmi

 

 

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