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GUARDIA DI FINANZA – TRENTO * CONTROLLI TERRITORIO: « SEQUESTRATE TRENTA DOSI DI COCAINA, DENUNCIATO UN TUNISINO »

Nonostante il periodo di emergenza nazionale, che ha imposto la chiusura della quasi totalità di esercizi pubblici, la Guardia di Finanza di Trento non abbandona il controllo del territorio, rivolgendo la propria attenzione investigativa a quegli ambiti che maggiormente cercano di approfittare del clima di tensione generale, come è stato riscontrato per lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Come rivelato nei giorni scorsi, gli spacciatori si sono organizzati fornendo un servizio di “prenotazione” tramite social media, ricevendo la droga direttamente a casa.
Nella giornata di ieri, un altro pusher è stato individuato: al termine di alcuni giorni di osservazione e pedinamento, che tuttavia non avevano consentito di cogliere sul fatto il soggetto nordafricano monitorato, i militari hanno colto al volo l’unica possibilità che si è presentata.

Uscito dalla palazzina dove verosimilmente era domiciliato, J.V., tunisino pregiudicato di 39 anni, è stato avvicinato da un ragazzo al quale ha consegnato velocemente qualcosa, probabilmente una dose. A quel punto, è stato immediatamente bloccato e trovato in possesso di una dose di cocaina, che il nordafricano ha dichiarato essere per uso personale. Però aveva indosso anche la chiave di un appartamento, grazie alla quale i finanzieri hanno individuato l’appartamento dove dimorava.

La perquisizione domiciliare eseguita, ha permesso di ritrovare e sequestrare complessivamente 30 dosi di cocaina: alcune sono state rinvenute occultate nelle pieghe di una bandiera italiana, accuratamente ripiegata ed appoggiata sul comodino vicino al letto del tunisino. Questo particolare affetto del nordafricano verso la nazione che lo ospita ha destato il sospetto delle fiamme gialle che, distendendo il tricolore, hanno trovato diverse dosi già confezionate di cocaina. Altre dosi sono invece state scoperte abilmente cucite negli orli di due pantaloni appesi nell’armadio e di una coperta. Pluripregiudicato ed irregolare sul territorio nazionale, è stato denunciato alla Procura Distrettuale della Repubblica e nei suoi confronti sarà avviato l’iter per l’espulsione.

Gli ulteriori accertamenti svolti sul domicilio occupato dallo spacciatore, peraltro un appartamento dell’ITEA, hanno consentito di accertare che il tunisino pagava, in nero, l’affitto all’italiano che ha la titolarità dell’appartamento, per giunta titolare di reddito di cittadinanza: con riguardo a questi ultimi aspetti, l’italiano sarà perseguito per l’indebito conseguimento delle agevolazioni sociali sia con riguardo all’abitazione che all’assegno mensile.

Nella giornata di ieri, inoltre, i servizi di controllo del territorio per l’osservanza del Decreto del 9 marzo inerente il contenimento dell’emergenza epidemiologica, hanno consentito di individuare, a Borgo Valsugana, tre giovani tra i venti ed i trent’anni che fumavano una sigaretta serenamente appoggiati alla loro autovettura.

Alla richiesta di chiarimenti dei finanzieri della Tenenza di Borgo sul perché non osservassero l’obbligo di legge di rimanere in casa, hanno dichiarato di essere diretti a Bolzano alla ricerca di lavoro, sventolando serenamente l’autocertificazione recante persino la denominazione di una ditta alto-atesina. Gli immediati riscontri eseguiti, tuttavia, hanno accertato che la ditta, realmente esistente, era tuttavia chiusa già dal 9 marzo, per rispettare le direttive centrali. In conseguenza di ciò, i 3 uomini, tutti residenti fuori provincia, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per inosservanza dei provvedimenti imposti dalla Presidenza del Consiglio, e si uniscono ad una ragazza fermata nei giorni scorsi, che ha giustificato la lontananza dal proprio domicilio con il desiderio di andare ad incontrare il fidanzato, residente ad alcune decine di chilometri di distanza.

I finanzieri del Comando Provinciale di Trento continueranno, come e più di prima, all’intensificazione dei controlli sia orientati al contrasto delle condotte gravemente irregolari e fraudolente, che alle fattispecie di indebita percezione delle risorse pubbliche ed alle pratiche sleali di speculazione sui prezzi, cui si affianca l’attività di vigilanza connessa alla regolare osservanza del Decreto i cui divieti, si ricorda, hanno la sola finalità di rallentare e diminuire i contagi da CoVID-19.