Conoscere per deliberare: perplessità e dubbi sul disegno di legge Vaia-Dimaro. Oggi si è tenuta in terza commissione la discussione sul disegno di legge della Giunta provinciale sulle misure di sostegno per i danni causati nell’ottobre scorso dalla tempesta Vaia.

Il consigliere Alessio Manica ha sollevato molte perplessità sul testo della Giunta che è uguale ad un emendamento proposto nell’ultima legge di assestamento di bilancio e poi ritirato dalla stessa Giunta provinciale. La Giunta non ha saputo rispondere, ma ha chiesto di votare comunque.

La nuova normativa proposta offre la possibilità alla Giunta di concedere un contributo pari al 100 per cento del valore delle strutture abitative e infrastrutture private presenti, prima dell’evento, nelle aree perimetrate e caraterizzate da situazioni di rischio idrogeologico molto elevato che determina l’impossibilita di utilizzarle.

La normativa provinciale permette già questo tipo di interventi, subordinandoli però alla delocalizzazione degli immobili abitativi e delle strutture per le quali viene chiesto il contributo. In pratica la Provincia concede il contributo per ricostruire le abitazioni e le infrastrutture al di fuori delle zone ad alto rischio (lp 9/11).

Con la norma proposta dalla Giunta provinciale quest’obbligo non esisterà più, o meglio, tutto verrà lasciato ad una deliberazione della Giunta stessa che potrà “subordinare l’erogazione di una quota del contributo al riavvio nel territorio provinciale, da parte del beneficiario, di una attività economica avente le caratteristiche e secondo le tempistiche definite dalla stessa deliberazione.”

Il disegno di legge stabilisce inoltre che il proprietario dei beni che riceve il contributo provinciale li debba cedere a titolo gratuito alla Provincia, che, a sua volta, potrà poi cederli ai comuni (stiamo parlando di beni collocati in zone con situazioni di rischio molto elevato).

Nessun vincolo, nessuna quantificazione specifica, e quindi di fatto un acquisto da parte dell’ente pubblico degli immobili interessati senza nessuna convenzione, come prevede la legge attuale che articola invece un’operazione complessa che parte dall’assunto di ricollocare in zona le attività che vanno spostate.

Le questioni sollevate dal consigliere Alessio Manica sono molte e vanno dalla critica dello stesso impianto del disegno di legge, che di fatto trasforma un contributo per riavviare attività all’esterno di zone con situazione di alto rischio idrogeologico in acquisizioni/espropriazioni di immobili e strutture produttive, a questioni più specifiche, ma non meno importanti, come gli aspetti fiscali legati alle plusvalenze ricavate dagli espropriati.

Si tratta delle stesse questioni poste nell’interrogazione presentata ieri, ma la Giunta ritenendo difficile una risposta immediata nel merito, ha rinviato le risposte ad una riunione informale della commissione che si terrà lunedì a mezzogiorno, alla vigilia del consiglio che dovrebbe deliberare sul disegno di legge, e comunque dopo il voto nella commissione legislativa. Come potranno i consiglieri preparare eventuali emendamenti migliorativi se le informazioni verranno fornite successivamente alla scadenza dei termini previsti dal regolamento?

Non avendo ottenuto risposte, il consigliere Alessio Manica ha votato naturalmente contro la proposta della Giunta. Il disegno di legge è stato approvato quindi con i soli voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza che, non si sa su quali basi, hanno votato compatti.

“Conoscere per deliberare” dovrebbe essere un principio fondamentale in qualsiasi consesso civile, in questo caso, è lampante, la maggioranza ha voluto decidere senza conoscere.

Si allega l’interrogazione depositata ieri.

Gruppo consiliare PD del Trentino

 

 

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Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del consiglio provinciale
SEDE

Interrogazione n.

La Giunta provinciale intende modificare i criteri relativi ai risarcimenti per i danni causati da Vaia nell’ottobre scorso.
Già durante la discussione del disegno di legge di assestamento dl bilancio era stato presentato un emendamento che avrebbe impegnato oltre 12 milioni di euro per l’acquisizione di quattro proprietà colpite dall’esondazione del rio Rotian, a Dimaro, in val di Sole, e la messa in sicurezza dell’area.
Area identificata con ordinanza del Presidente ad elevato rischio e quindi incompatibile con il proseguimento di residenza o attività.

L’emendamento era stato poi ritirato, avendo sollevato molti dubbi per le modalità di presentazione, per il contenuto non esattamente coerente con altre norme già previste nell’ordinamento provinciale, per la curiosa modalità con cui si effettuerebbe l’operazione di acquisizione (contributo pari all’intero valore economico del bene e poi cessione gratuita dei beni) e non ultimo per l’impegno di spesa non risibile previsto per le acquisizioni.

Importo che la Giunta illustrava derivare da una stima già commissionata a Cassa del Trentino.
In merito alla disciplina vigente, gli articoli 15 e 16 della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9 (Disciplina delle attività di protezione civile in provincia di Trento) prevedono interventi per la delocalizzazione delle strutture abitative e delle infrastrutture pubbliche e private insistenti su porzioni del territorio provinciale interessato da situazioni di rischio, interventi da attuarsi attraverso apposite convenzioni e con l’attivazione degli strumenti espropriativi che l’ordinamento riconosce all’ente pubblico.

A fronte dell’acquisto da parte della Provincia, la legge vigente prevede l’impegno di reinvestire in una analoga attività per garantire ricadute economiche di lungo periodo nelle zone colpite. Pare che nel caso del campeggio sia difficile trovare spazi analoghi nella zona, ma certamente non impossibile, e per affrontare questa difficoltà la Giunta propone ora un disegno di legge specifico.

Il disegno di legge recentemente approvato, per ovviare al problema, prevede semplicemente che, con deliberazione, la Giunta provinciale possa “subordinare l’erogazione di una quota del contributo al riavvio nel territorio provinciale, da parte del beneficiario, di una attività economica avente le caratteristiche e secondo le tempistiche definite dalla stessa deliberazione.”

Nessun vincolo, nessuna quantificazione specifica e quindi di fatto un acquisto degli immobili interessati senza nessuna convenzione come prevede la legge attuale che articola invece un’operazione complessa che parte dall’assunto di ricollocare in zona le attività che vanno spostate.
Il disegno di legge stabilisce inoltre che il proprietario dei beni che riceve il contributo provinciale li debba cedere a titolo gratuito alla Provincia, che, a sua volta, potrà poi cederli ai comuni (stiamo parlando di beni collocati in zone con situazioni di rischio molto elevato).

 

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Tanto premesso, interrogo il Presidente della Provincia e l’Assessore competente per sapere:

– cosa preveda dettagliatamente la perizia in merito al valore del campeggio e delle altre proprietà immobiliari;
– per quale ragione sia prevista la possibilità di applicazione della nuova formula proposta nel Ddl per aree fuori dalla mappatura “zona rossa” ad alto rischio, nello specifico il compendio B degli elaborati consegnati ai consiglieri nella Conferenza d’informazione;
– quale sia la ragione per cui si parla di “contributo” e poi “cessione gratuita”: se l’operazione non è funzionale ad una completa ricollocazione (nell’accezione di cui agli art. 15 e 16 della legge provinciale 9/2011) sarebbe più corretto parlare di prezzo d’acquisto;
– perché non si sia provveduto ad una modifica normativa che permettesse semplicemente di riconoscere in sede espropriativa il valore del bene ante danno;
– quale sia la differenza fiscale per il cedente tra la formula proposta nel ddl e l’esproprio: parlando di contributo viene meno la plusvalenza realizzata e la conseguente tassazione?
– quale sia l’obiettivo della previsione finale della modifica normativa proposta che introduce la possibilità di cessione gratuita degli stessi beni acquisiti dalla Provincia ai Comuni, in deroga alla legge sui contratti, considerando che tali beni si trovano, per definizione, in aree a rischio molto elevato;
– se l’attuale mappatura del rischio del area in oggetto, derivante dall’ordinanza contingibile ed urgente, diverrà anche la mappatura definitiva;
– conseguentemente al punto precedente quali saranno le attività possibili nelle aree gialle oggi non interessate da interventi ma immediatamente a valle dell’area ad elevato rischio.

cons. Alessio Manica