In tempi di pandemia da COVID-19 e di conseguente obbligo di isolamento sociale, ci sono categorie di persone fragili che necessitano di un supporto mirato a distanza, altrimenti alla fine della quarantena in tanti vivranno disagi che si protrarranno negli anni a venire. Per agire preventivamente l’Asl Napoli 3 Sud ha stretto un accordo con Gpi, che fornirà un servizio di Contact center e la piattaforma informatica Phebo. Il progetto è denominato “Il sostegno oltre la distanza”.

Le epidemie e le quarantene provocano conseguenze psicologiche pesanti per i pazienti infettati, per quelli con altre patologie e per gli stessi agenti sanitari. I disturbi più comuni sono ansia, insonnia, stress post traumatico, depressione, sentimenti di rabbia e paura, abuso di sostanze e disturbi ossessivo-compulsivi. Se non è possibile dare un supporto di persona a questi soggetti, a causa dell’obbligo di isolamento, almeno è possibile agire con tecnologie informatiche.

Un team di psicologhe e psicoterapeute è già al lavoro. Per rispondere alle chiamate che arriveranno a un numero verde dedicato, 800936630, Gpi ha instaurato un Contact Center a supporto degli specialisti, che sarà attivo per la presa in carico del paziente e per la sua profilazione all’interno della piattaforma informatica Phebo.

Le categorie a cui questo servizio si riferisce sono in primis i pazienti più gravi e più fragili. A questa categoria si aggiungono le persone contagiate dal virus COVID-19 e i loro familiari. Inoltre il servizio fornirà sostegno psicologico anche agli operatori sanitari, in pericolo di burnout a causa dell’enorme stress a cui sono sottoposti in questa emergenza, che in alcuni casi ha avuto purtroppo esiti fatali.

Il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud Gennaro Tosto mette l’accento sul valore dell’iniziativa: “L’Asl Napoli 3 sud è impegnata senza sosta nell’assistenza degli utenti in questa pandemia. Essa coinvolge un grande numero di cittadini, e abbiamo necessità di utilizzare soluzioni informatiche che ci permettano di mantenere il maggior numero di contatti e fornire un sostegno a tutti. Riteniamo che in una maxi emergenza, come quella che stiamo vivendo, che agisce in maniera “logorante” sulla comunità, sulle famiglie, sui singoli individui e che mette a dura prova la vita di tutti, colpita nella salute, negli affetti e con un domani incerto, l’Azienda sanitaria debba offrire anche un supporto psicologico per gestire al meglio queste ansie e preoccupazioni.
L’evoluzione a breve di questo strumento – aggiunge – si concentrerà sul monitoraggio dei tamponi COVID-19, al fine di costruire un data base dei cittadini in isolamento da condividere con i Comuni, in modo da organizzare gli interventi di assistenza sociale a domicilio e di assistenza sanitaria in telemedicina”.