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GIOVANAZZI – TONINA – FASANELLI * ” CONTENIMENTO DELL’ESPANSIONE DEL CINGHIALE: MANTENUTI GLI IMPEGNI PRESI “

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12:40 - 18/04/2018

Contenimento dell’espansione del cinghiale: mantenuti gli impegni presi. Apprendiamo con soddisfazione che il Comitato faunistico provinciale ha approvato una nuova disciplina per il controllo del cinghiale nella Provincia di Trento su proposta dell’assessore Dallapiccola a seguito della presentazione del ddl 183, riguardante “Modificazioni della legge provinciale sulla caccia 1991 per limitare l’espansione dei Cinghiali”, d’iniziativa dei consiglieri Giovanazzi, Tonina e Fasanelli, che già aveva ottenuto il via libera dalla Terza Commissione permanente.

Il ddl metteva in evidenza che il solo controllo esercitato fin dal 2000 secondo le previsioni della legge provinciale sulla caccia risulta insufficiente. La specie in questi anni è infatti decuplicata e analogo andamento hanno avuto i danni registrati. L’articolo 29 della lp 24/91, prevedeva che il Comitato faunistico potesse annualmente deliberare limitazioni alle specie cacciabili e ai sensi dello stesso articolo il cinghiale era specie cacciabile dal 1 ottobre al 31 dicembre.

Il disegno di legge prevede, per un principio di salvaguardia di un interesse generale e collettivo, di escludere da tale limitazione la specie cinghiale dando quindi modo di contrastare in maniera più efficace le dinamiche sopradescritte, evitando la propagazione e l’insediamento in altri territori e contenendone quindi la diffusione.

La modifica proposta con la delibera del Comitato faunistico, risponde ad un impegno preciso che i consiglieri sottoscrittori del ddl, Giovanazzi, Tonina e Fasanelli avevano assunto nei confronti dell’assessore dichiarando la loro disponibilità a sospendere l’iter legislativo del disegno di legge qualora, attraverso un atto amministrativo, si fosse raggiunto lo stesso obiettivo.

Ciò è avvenuto, e intendiamo sottolineare che questo è un passaggio molto importante a favore soprattutto degli agricoltori e degli allevatori visto che l’impatto negativo maggiore si ha sulle colture agricole, a causa dell’aumento dei danni alle produzioni, ai prati e ai pascoli e dimostra la sinergia che può esserci tra i cacciatori e il mondo agricolo.

Il tema è quindi stato affrontato trasversalmente da parte dei consiglieri provinciali, preoccupati della possibile propagazione dei cinghiali anche verso altri territori, nonché dalla necessità di contenere la specie laddove già insediata.

La presenza dei cinghiali, sostengono Tonina – primo firmatario di diverse interrogazioni al riguardo – nonché Giovanazzi, particolarmente attento alle questioni venatorie e primo firmatario del ddl 183, e Fasanelli, viene percepita come un problema al quale si dovevano dare delle risposte e quindi era necessaria l’adozione di una diversa pianificazione del prelievo venatorio.

La comparsa del cinghiale rappresentava per i consiglieri sottoscrittori del ddl un elemento la cui gestione risultava particolarmente complessa, rendendo quindi necessario un controllo efficace della specie, attraverso strumenti programmatori, gestionali e regolamentari, al fine di contenere l’impatto delle popolazioni di cinghiale al di sotto di una soglia compatibile con il normale svolgimento delle attività agricole, con la tutela delle altre componenti dell’ecosistema e per l’incolumità delle persone.

Con l’approvazione di questa delibera, si permette ai cacciatori (artt. 9 e 15), di effettuare gli abbattimenti del cinghiale su tutto il territorio provinciale in concomitanza con l’esercizio della caccia agli altri ungulati, facendo in questo modo un concreto passo avanti nel contenimento e nell’eradicazione delle forme ibride di cinghiale e raggiungendo nel contempo un accordo che consente di dare risposte a numerosi problemi che allevatori e agricoltori hanno sollevato negli ultimi tempi.

 

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cons. Nerio Giovanazzi

cons. Mario Tonina

cons. Massimo Fasanelli

 

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LANCIO D'AGENZIA

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