START UP TRENTINO: INDAGINE CONTRIBUTI COMUNITARI PAT

Intervista Procuratore regionale Corte Conti dottor Marcovalerio Pozzato

Elezioni in Trentino, la Lega faccia tesoro di quanto successo in Emilia Romagna. Per vincere serve un candidato serio e autorevole, moderato e concreto, supportato da una lista civica che faccia sintesi di tutti i partiti minori per trainarli.

Il risultato delle elezioni in Emilia Romagna ad urne ancora calde dovrebbe fare riflettere Matteo Salvini e anche i suoi giovani pasdaran sparsi sul territorio: per vincere un’elezione, servono candidati seri ed autorevoli, con un trascorso di capacità e di concretezza, di radicamento, unito ad un pizzico di moderazione. cosa che non guasta mai.

Dall’Emilia Romagna al Trentino: dopo settimane di attesa per il risultato delle urne emiliano romagnole, la Lega vuole accelerare e, forte del risultato di lista all’ombra delle Due Torri, pare giustamente intenzionata a voler presentare alle elezioni comunali di Trento e Rovereto un proprio candidato. Una scelta giusta, anche in considerazione che l’esperienza di cinque anni fa di supportare candidati sindaci civici o delle forze minori non ha portato al risultato sperato.

Quindi, per Trento e Rovereto la Lega proporrà alla coalizione di centrodestra un proprio candidato. Da qui un problema: per vincere non basta essere giovane, leone rampante delle tastiere o un fedelissimo prono di questo o di quel leader. Serve ben altro, altrimenti il centrodestra si condanna da solo ad un altro quinquennio di sinistre al potere.

Per vincere a Trento e Rovereto, la Lega deve mettere in campo le proprie riserve migliori, personaggi che nel tempo hanno maturato adeguato spessore politico, seguito, capacità propositiva e di analisi, plurime esperienze nel governo della cosa pubblica. A contorno della candidatura a sindaco di un esponente della Lega, bisogna mettere in campo una lista civica legata alla figura del candidato sindaco aperta a tutte le personalità di area e ai partiti minori per aiutarli a raggiungere un’adeguata visibilità e raccolta di voti. In questo modo, il centrodestra piuttosto della certezza di essere il miglior secondo qualificato come in Emilia Romagna, può avere una seria possibilità di andare al ballottaggio in posizioni di forza rispetto alla coalizione di sinistra, raccogliendo il consenso degli indecisi e di coloro che, ad altri 5 anni di governo sgarrupato delle sinistre, preferiscono una legislatura all’insegna dello sviluppo, della sicurezza e della crescita dell’economia e dell’occupazione.

 

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Gianfranco Merlin
Esperto di consulenza strategica politica