Elezioni amministrative 3 maggio 2020: quanto costerà al candidato del centrodestra il ritardo della sua nomina da parte della coalizione?

Franco Ianeselli ha avuto l’investitura a candidato sindaco di Trento da parte della coalizione di centrosinistra il giorno 11 gennaio scorso. Secondo i miei pronostici, il candidato sindaco di Trento espressione della coalizione di centrodestra sarà espresso il giorno 31 gennaio, con 3 settimane di ritardo, non appena saranno chiuse le urne in Emilia Romagna.
La stampa ed alcuni esponenti dei partiti maggiori della coalizione di centrodestra minimizzano la questione, ma sbagliano: tre settimane di campagna elettorale di vantaggio a Ianeselli contano eccome.

Nelle righe che seguono si può vedere il vantaggio che il candidato sindaco del centrosinistra ha accumulato grazie ai turbamenti dei giovani leader del centrodestra. E’ come se ad una gara dei cento metri piani, se ad un concorrente si mettessero i blocchi di partenza in avanti di qualche metro rispetto agli altri concorrenti.
Sappiamo che Ianeselli si presenta in continuazione ad incontri, invita ospiti illustri, visita il mercato cittadino, si fa vedere sul territorio più che può, facendo bene il suo mestiere di candidato sindaco della coalizione di centrosinistra.

Per dare un valore a questo vantaggio, si parte come sempre in tutti i sondaggi politici dai voti “liquidi”. Quelli, cioè, che si possono sommare ai voti del proprio elettorato sicuro, lo “zoccolo duro”. I voti sicuri si fanno sommando la media dei voti delle ultime tre tornate elettorali riguardanti la città di Trento. Da questi, si estrapolano i voti conquistabili, cioè la percentuale degli indecisi e dei non votanti che di solito parte dal 30% ad inizio di campagna elettorale e va ad assottigliandosi gli ultimi giorni di campagna elettorale.

Suddividendo la percentuale degli indecisi per i giorni totali di campagna elettorale e moltiplicando per 20 i giorni di vantaggio dell’avversario e, con l’ausilio matematico della catena di Markov, si può quantificare il gap negativo del centrodestra in 400 voti, corrispondenti al 0,87% di voto.

Diverso il discorso su Rovereto, dove entrambe le coalizioni sono ancora ai preliminari, indecise su quale candidato sindaco proporre, complice anche la scarsità di opzioni di qualità a disposizione nei due campi.

Tornando al caso di Trento, anche se il candidato del centrosinistra ha 20 giorni in più per farsi conoscere (a tutto a vantaggio suo, anche perché Ianeselli è figura nota nel mondo del sindacato, ma lo è molto meno nel contesto politico e pubblico), va detto che le variabili per una vittoria elettorale sono molteplici e troppo incerte, ad iniziare dal valore del candidato in gioco, la strategia delle alleanze, la conduzione della campagna elettorale, ecc.

La coalizione di centrodestra deve uscire dalle titubanze e da quei dubbi che hanno radici più nelle ruggini personali piuttosto che sul reale spessore dei potenziali candidati e mettere sul piatto il proprio migliore competitore. Se lo saprà fare, da un lato dimostrerà di avere raggiunto maturità di pensiero e di strategia politica; dall’altro, dimostrerà di volere competere alla sfida elettorale puntando alla vittoria piuttosto che ad un piazzamento, più o meno onorevole, consegnando la vittoria all’avversario ancora prima di aver giocato la propria partita fino in fondo.

La sfida per la guida della città capoluogo dell’Autonomia trentina si gioca su piccole percentuali, visto che le due coalizioni di centrosinistra e di centrodestra sono praticamente appaiate oltre la soglia del 40%. Nella sfida delle urne giocherà un ruolo predominante anche la presenza dei vari leader nazionali di partito che possono avere un ruolo trainante nello spostamento dei voti, come sembra emergere anche nella campagna elettorale per la regione Emilia Romagna.

Se il centrodestra vuole effettivamente avere una possibilità di vittoria, la strategia vincente deve puntare sul proprio migliore candidato che possa vantare un sicuro spessore politico, capacità di ascolto e analisi delle esigenze della popolazione, carisma, notorietà, esperienza nella gestione della cosa pubblica per dare slancio da subito alla nuova consiliatura, trascorsi di moderazione e morigeratezza per contrapporsi ad una proposta marcatamente di sinistra da parte di una coalizione decisamente sbilanciata a sinistra. In questi termini, il centrodestra può non solo recuperare, ma anche vincere le elezioni a Trento, cosa che sarebbe un risultato storico che farebbe il paio con le elezioni provinciali del 2018.

In questo contesto, stupisce la scelta del Patt (che ha scelto di supportare un candidato sindaco di sinistra) di allearsi con il Grande Nord: ma non erano quelli che gridavano contro la deriva sovranista da parte della Lega di Salvini? Se la scelta di Grande Nord è in fondo comprensibile (mettersi in contrasto con la Lega), viceversa quella del Patt non lo è affatto e la sua base è già in preda ai mal di pancia che probabilmente si riverbereranno nelle urne elettorali.

 

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Gianfranco Merlin
Esperto in comunicazione e strategia politica