Inaccettabile blitz di Fugatti e Segnana contro le direzioni sanitarie delle Rsa. Le modalità sono sempre le stesse in casa leghista: il voler accentrare a sé enti terzi con cui si fa fatica a relazionarsi.

La cancellazione dell’osservatorio per la salute all’interno dell’assestamento di bilancio era solo l’antipasto.

Ora tocca alle Apsp (Aziende pubbliche di servizi alla persona).

Lo scaricabarile della Giunta Provinciale nei confronti delle Rsa, che hanno pagato il costo più alto di vite umane durante l’emergenza della pandemia, ce lo ricordiamo bene: gli errori strategici e organizzativi del sistema sanitario sono stati sfacciatamente rovesciati sulle direzioni delle Rsa.

La risposta a un’esigenza di ripensamento del sistema non può essere quella di un colpo di mano fatto con un emendamento di Fugatti in commissione, con l’obiettivo di rendere le Apsp strutture solo sanitarie e per nulla autonome.

È evidente che la pandemia Covid-19 abbia fatto emergere la necessità di una riforma strutturale del welfare trentino e di conseguenza anche delle Apsp soprattutto sulla parte sanitaria.

Diverso è ripensare un settore strategico e fondamentale – soprattutto alla luce dei dati sull’invecchiamento della popolazione – a colpi di emendamenti, senza un serrato e proficuo confronto con le stesse rsa e l’Upipa.

Il fatto che l’emendamento non indichi i costi o i risparmi di questo stravolgimento strutturale ma si limiti a scrivere “Alla copertura degli oneri provvede l’Azienda provinciale per i servizi sanitari con il proprio bilancio”, è l’ennesima offesa alla trasparenza. Mentre è un’offesa non solo alle minoranze ma a tutta la comunità trentina il fatto che a presentare una innovazione così radicale non si siano presentati, in commissione, né il presidente Fugatti né l’assessora Segnana.

 

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Paolo Ghezzi
consigliere gruppo FUTURA