La giunta Fugatti non vuol bene a Rovereto (né alla Vallagarina). Non solo vuole regalarle la Valdastico, non solo le ha negato dignità con il disegno di legge sulla riforma delle Apt ma nega alla seconda città del Trentino, nonostante il Mart e tutto il resto, lo status di centro turistico strategico per il nostro territorio.

E così l’assessore provinciale al turismo mi ha appena annunciato che la maggioranza salvinista affosserà l’ordine del giorno proposto da FUTURA sulla leggina per le chiusure domenicali, che chiedeva tre cose:

1. considerare strategicamente Rovereto non solo come singola realtà municipale-urbana e territoriale ma come centro di servizio dell’intera Vallagarina e snodo economico, culturale e turistico dell’asta dell’Adige e dell’intero Trentino;

2. valutare prospetticamente – commissionando specifici studi e ricerche entro la fine dell’estate 2020 – il ruolo di Rovereto come città di passaggio turistico e lavorativo sull’asse del Brennero e snodo di connessione con il lago di Garda;

3. pianificare le politiche di apertura e chiusura degli esercizi commerciali prevedendo – al più presto – un confronto specifico con l’Apt della Vallagarina, il Comune di Rovereto, la Comunità di Valle e tutti gli operatori e le parti sociali coinvolte.
Tre impegni ragionevoli, quasi innocui.

Eppure Failoni e Fugatti hanno detto: no, Rovereto non è degna di essere considerata una mèta turistica di prima grandezza. Rovereto non passerà.

In allegato l’odg proposto da FUTURA.

 

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IL RUOLO STRATEGICO DI ROVERETO NELLA STRATEGIA ECONOMICA E TURISTICA DELLA PROVINCIA

Premesso che:
per l’applicazione delle deroghe alle chiusure domenicali e festivi la giunta prevede di elaborare un elenco dei Comuni con alta e media intensità turistica;
in epoca pre-pandemia da Covid-19 il trend turistico in Trentino segnava dati lusinghieri pressoché in tutto il territorio provinciale e non solo nelle zone tradizionalmente vocate al turismo;
anche nella città di Rovereto si è registrato un trend di crescita che ha portato a risultati assolutamente lusinghieri e in forte crescita come il resto della Vallagarina come dimostra l’incremento del 5,2 % del settore alberghiero e del 19,7% dell’extra-alberghiero;
l’assessore al turismo e al commercio ha da sempre affermato che l’apporto del settore turistico va ben oltre la logica delle presenze e che va considerata la ricchezza indotta, prodotta sul territorio;
la seconda città del Trentino e capoluogo della comunità della Vallagarina è una città che risponde alle esigenze non solo dei propri abitanti ma dell’intera valle in termini di servizi, occupazione, commercio e cultura;
è anche un centro urbano che, grazie al Mart e al suo polo industriale e della ricerca, ha bisogno di un’attenzione privilegiata nella ripresa dopo il drammatico impatto della pandemia da Covid-19;

Ciò premesso il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale a:

1. considerare strategicamente Rovereto non solo come singola realtà municipale-urbana e territoriale ma come centro di servizio dell’intera Vallagarina e snodo economico, culturale e turistico dell’asta dell’Adige e dell’intero Trentino;
2. valutare prospetticamente – commissionando specifici studi e ricerche entro la fine dell’estate 2020 – il ruolo di Rovereto come città di passaggio turistico e lavorativo sull’asse del Brennero e snodo di connessione con il lago di Garda;
3. pianificare le politiche di apertura e chiusura degli esercizi commerciali prevedendo – al più presto – un confronto specifico con l’Apt della Vallagarina, il Comune di Rovereto, la Comunità di Valle e tutti gli operatori e le parti sociali coinvolte.

Paolo Ghezzi
consigliere provinciale di FUTURA