CONSIGLIO PROVINCIA AUTONOMA TRENTO - CORECOM

Intervento del Presidente Marco Sembenotti

(Comitato per le Comunicazioni del Trentino)

Il capogruppo di Futura ha appena depositato 7 interrogazioni distinte sul caso Kaswalder. Con le stesse premesse e 7 diverse domande.
Ecco le premesse:

il presidente del Consiglio provinciale, secondo l’articolo 19 del Regolamento, ha il dovere di rappresentare il Consiglio “e ne è l’oratore ufficiale. (…) assicura il buon andamento dei lavori (…) garantisce e tutela con imparzialità le prerogative ed i diritti dei Consiglieri e dei componenti la Giunta assicurando il rispetto dei diritti delle minoranze”.….
Lo stesso presidente ha più volte dimostrato comportamenti non adeguati al ruolo, tanto che il 19 giugno 2020 è stata presentata una mozione di sfiducia da 13 consiglieri di minoranza per una serie di episodi di non imparzialità e di sbilanciamento politico del presidente a favore della maggioranza e contro la minoranza consiliare

E LE 7 DOMANDE DELLE 7 INTERROGAZIONI
1. come giustifica l’offesa alle minoranze del consiglio provinciale, pronunciata il pomeriggio di venerdì 31 luglio 2020 nell’aula consiliare durante una pausa dei lavori, rivolgendosi ad alta voce al giornalista del Corriere del Trentino Donatello Baldo (testimone diretto il sottoscritto consigliere), dicendogli testualmente “Fai il tuo lavoro, vai al Liber Cafè a vedere dove sono (i consiglieri di minoranza): noi siamo qui a lavorare, loro sono al bar a cazzeggiare”.

2. come giustifica il fatto che, la mattina di martedì 4 agosto 2020, rispondendo al sottoscritto consigliere nell’aula del Consiglio, abbia negato di aver offeso – il 31 luglio 2020 – le minoranze accusandole di “cazzeggiare al bar” mentre gli esponenti della maggioranza sono in aula a lavorare, con ciò negando l’esercizio di una legittima modalità di opposizione politica, consentita dal Regolamento consiliare

3. come giustifica di aver detto – durante il dibattito in aula – allo scrivente consigliere che lui diceva bugie, quando lo scrivente consigliere riferiva le parole offensive nei confronti delle minoranze ascoltate il 31 luglio 2020, parole riferite testualmente dal Corriere del Trentino e mai smentite dallo stesso presidente del Consiglio

4. come giustifica il fatto di non aver richiamato il consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino che, nel corso del dibattito in aula del 4 agosto, ha accusato lo scrivente di mentire e ha affermato che il sottoscritto non poteva essere presente all’alterco tra il presidente stesso e i giornalisti, la mattina del 4 agosto 2020, perché altrimenti “egli avrebbe avvertito la sensazione di disgusto” che accompagna sempre la presenza del sottoscritto consigliere: la considera legittima libertà di espressione?

5. come giustifica di aver sospinto in malo modo i giornalisti e la giornalista fuori dalla buvette, la mattina del 4 agosto 2020, negando loro l’esercizio del diritto di cronaca sui lavori consiliari e su ciò che accade intorno all’aula del Consiglio;

6. come giustifica di aver cercato di togliere il cellulare dalle mani del cronista dell’Adige Nicola Marchesoni, la mattina del 4 agosto 2020 nell’anticamera del Consiglio, giornalista che stava registrando un civile, normale scambio verbale politico tra lo stesso presidente e lo scrivente consigliere sull’esternazione del presidente stesso di venerdì 31 luglio 2020 contro le minoranze consiliari;

7. quali siano le ragioni della sua ostilità nei confronti della libertà di stampa e del diritto dei giornali di riferire lo svolgimento dei lavori in Consiglio provinciale, visto che si è vantato, in occasione della discussione del bilancio di previsione del Consiglio provinciale il 21 luglio 2020, di aver risparmiato una somma considerevole tagliando gli abbonamenti degli uffici del Consiglio ai giornali locali e poi ha sospinto in malo modo tre giornalisti fuori dalla buvette del Consiglio la mattina del 4 agosto 2020.

 

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Paolo Ghezzi
Gruppo consiliare FUTURA