Daniele Lazzeri, che non ho il piacere di conoscere personalmente, ha presentato dieci anni fa, a Casa Pound, un suo libro su Ezra Pound (così Lazzeri, presidente del Centro studi “Il nodo di Gordio” ha replicato ieri all’interrogazione del consigliere Pd Zeni). Può essere vagamente inquietante ma certo Pound è poeta d’indiscutibile valore, al di qua delle strumentalizzazioni della Casa neofascista che l’ha preso a nume tutelare. Così come inquieta il fatto che, il 7 ottobre, sul suo profilo Facebook Lazzeri scriva, postando la copertina dell’ultimo libro di Luttwak, “Strategia – La logica della guerra e della pace”, copertina inquietante (è la faccia di Luttwak, che mi è sempre sembrata minacciosa, foriera di venti di guerra…): “Eh caro il mio amico Edward, penso che alcuni concetti mi torneranno utili a breve. Ti aspetto presto in Trentino così illustriamo qualche concetto…”. Così come mi inquieta che Lazzeri rilanci con entusiasmo l’esternazione di Trump pro patrioti e anti globalisti.

Non mi pare questo il punto. Che il destrorso salvinista Bisesti cerchi intellettuali di destra per dare corpo al suo assessorato che non brilla per idee programmatiche proprie, ci sta. I precedenti di Sgarbi e Buttafuoco sono eloquenti e annunciano decisioni conseguenti anche sul Santa Chiara. Si tratta invece di comprendere qual è il pensiero, la visione del mondo o perlomeno l’idea sulla cultura degli spettacoli dal vivo in Trentino che l’assessore alla cultura vuol portare avanti. Il mio sospetto, già avanzato dopo le nomine ai Musei, è che l’assessore preferisca delegare a personaggi esterni la strategia culturale piuttosto che trovarne, coltivarne e spiegarne una propria.
Lazzeri, dal canto suo, già annuncia (su Facebook) “una nuova primavera per la cultura trentina”. Bene, non vediamo l’ora, in questo secondo autunno del fugattismo (e del nostro scontento).

A maggior ragione, penso di aver fatto bene a chiedere ad Alessia Ambrosi, presidente della quinta commissione legislativa permanente, competente per la cultura, la convocazione urgente di una seduta della commissione per consentire l’audizione dell’assessore provinciale alla cultura in merito alla ratio, alla filosofia e ai criteri che saranno seguiti dalla giunta provinciale nello scegliere i tre componenti di propria competenza (e, tra essi, la o il presidente) del Centro servizi culturali Santa Chiara.

Le autocandidature sono tutte legittime, anche se i criteri fissati sono piuttosto stringenti (“i membri devono essere scelti fra esperti con comprovata esperienza di carattere manageriale nel settore pubblico o privato, con particolare riferimento al settore culturale, della gestione delle risorse umane e del controllo strategico”). La commissione legislativa è la sede propria e specifica per un confronto approfondito che si sottragga alle due battute ad uso dei giornali. Auspicando peraltro che i mezzi di informazione facciano richiesta di poter assistere alla seduta della commissione e che la presidente autorizzi tale trasparenza (che a mio parere dovrebbe essere scelta “ordinaria”) a favore della pubblica opinione.

Tornando al nodo gordiano di Lazzeri, sarà l’occasione per Bisesti di spiegare perché, per una nuova primavera degli spettacoli trentini, intenda eventualmente ricorrere a uno studioso trump-luttwakiano, piuttosto che a un esperto di management degli spettacoli. Ma forse la risposta la si trova già su Facebook: Lazzeri ama (e non è il solo) Franco Battiato. E ne cita una canzone. “Il tuo cuore è come una pietra coperta di muschio/ Niente la corrompe/ Il tuo corpo è colonna di fuoco affinché/ Arda, e faccia ardere”.

Attendo l’audizione di Bisesti con ardente curiosità. E senza alcuna intenzione di chiedere il rogo per l’infuocato intellettuale che dovesse decidere di scegliere.

 

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Paolo Ghezzi
Consigliere provinciale del Trentino e regionale/Regionalratsabgeordneter
Trentino-Alto Adige/Südtirol, presidente del gruppo provinciale e regionale
FUTURA 2018