Del tutto insoddisfacente la risposta data in aula, stamattina, dall’assessora alle politiche sociali Stefania Segnana alla mia interrogazione sulla cancellazione – con la delibera n. 1300 del 30 agosto 2019 – della finanziabilità delle iniziative di contrasto delle “discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”. Ripetere il ritornello che “le famiglie” (quali? quante? quando?) hanno chiesto la sospensione di corsi che creavano “confusione” nei bambini e nei ragazzi va di pari passo con il “mantra” di Fugatti secondo cui “il popolo” (quale? quanto? il “suo” popolo?) è d’accordo sulla sua costante campagna contro gli stranieri.

La giunta provinciale a trazione leghista che sdogana la xenofobia ha dunque abolito la lotta all’omofobia, nonostante fin dal 2004 l’Unione europea abbia istituito la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, 14 anni dopo la decisione (17 maggio 1990) di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il 17 maggio scorso, in occasione dell’ultima Giornata, il presidente della Repubblica italiana ha detto: “Inammissibili e dolorosi episodi di aggressività e intolleranza continuano a verificarsi causando sofferenza nelle vittime”.

E il Trentino purtroppo non fa eccezione, confermano le associazioni che si occupano delle persone con orientamento sessuale “non riconosciuto” dall’attuale maggioranza politica.

Appare grave che una giunta provinciale che si dichiara “sensibile” ai temi sociali e alla difesa dei più deboli rivendichi dunque come un merito l’aver tagliato le risorse destinate a contrastare le discriminazioni in base all’orientamento sessuale, discriminando così una parte delle cittadine e dei cittadini trentini, che non ritiene degni di tutela. Per Fugatti e Segnana ci sono dunque persone, in Trentino, meno uguali delle altre.

 

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PAOLO GHEZZI, capogruppo FUTURA in consiglio provinciale