Interrogazione a risposta scritta n. /XVI. UN’ALTRA INDECISIONE DELLA GIUNTA CHE COSTA CARA. E A PAGARE SONO LE PERSONE SVANTAGGIATE.

Premesso che:

la Giunta provinciale naviga a vista, prendendo tempo su tutto con la scusa delle “valutazioni da compiere” che mascherano la malcelata incertezza di chi, a furia di “ascolto del territorio”, non sa o non vuole compiere scelte amministrative conseguenti;

ne è un esempio il destino degli enti che hanno presentato proposte progettuali per attività formative finalizzate all’inclusione lavorativa e sociale di persone svantaggiate (suddivise in quattro categorie: persone con disabilità; detenuti, ex detenuti e soggetti sottoposti a forme di detenzione alternativa; persone in condizione di disagio sociale, disoccupati profilati 4, richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione; donne vittime di violenza), cofinanziate dall’Unione Europea al 50%, dallo Stato al 35% e dalla Provincia al 15%, sull’Asse 2 “Inclusione sociale” del Programma Operativo FSE 2014-2020;

infatti, alcuni di questi enti, le cui proposte sono rientrate nella graduatoria finale, non sanno ancora se riceveranno il finanziamento: lo stanziamento messo a disposizione dalla precedente Giunta è esaurito e serve al più presto una decisione della nuova per assicurare loro le somme sulle quali avevano fatto affidamento;

l’avviso per la presentazione delle proposte riporta chiaramente che l’“Amministrazione si riserva la facoltà di aumentare le risorse per il finanziamento delle azioni del presente avviso, fermo restando la disponibilità delle stesse ed entro i termini di durata delle graduatoria, nel caso in cui se ne ravvisi l’opportunità e previo motivato provvedimento”;

è vitale per gli enti che hanno presentato le proposte avere accesso ai finanziamenti il prima possibile, in quanto l’avviso richiede che l’inizio delle attività finanziate debba avvenire entro 180 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria di merito (che ha avuto luogo il 30 aprile 2019: le attività dovranno quindi partire entro il 27 ottobre 2019);

non si capisce la ragione di questo lungo tergiversare, sapendo che in ballo ci sono opportunità concrete di inserimento e inclusione sociale e lavorativa per persone in condizioni svantaggiate, dai disabili ai detenuti, dagli stranieri fino alle donne vittime di violenza;

che sia proprio la volontà di impedire queste opportunità, a stranieri e italiani indiscriminatamente, la ragione stessa di questo titubante temporeggiamento, che oltretutto crea danno alle stesse risorse dell’autonomia, visto che i progetti sono finanziati all’85% da Unione europea e Stato italiano?

 

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SI INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO E L’ASSESSORE COMPETENTE PER SAPERE:

quanti sono gli enti ammessi in graduatoria finale che non hanno ancora ricevuto il finanziamento;

se corrisponde al vero la stima che si tratti di un importo che si aggira sul milione di euro;

da quanto tempo l’assessore competente sia a conoscenza della necessità di dover deliberare in merito ai progetti finanziabili citati e perché la Giunta non abbia deliberato non appena se ne era ravvisata la necessità;

quando la Giunta intenderà deliberare in merito.

 

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PAOLO GHEZZI

consigliere provinciale FUTURA 2018