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GHEZZI (FUTURA 2018) – INTERROGAZIONE * RICHIEDENTI PROTEZIONE INTERNAZIONALE – TAGLI SERVIZI DI INTEGRAZIONE: “COSA SI INTENDE PER ‘SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DELLE RISORSE’ “

Premesso che: una circolare del dirigente del Dipartimento welfare Silvio Fedrigotti, arrivata l’11 dicembre agli enti attuatori, taglia i fondi per i servizi di integrazione dei richiedenti protezione internazionale non inseriti nel sistema Sprar, con queste testuali parole: “Con riferimento al progetto di accoglienza straordinaria dei richiedenti protezione internazionale, per l’anno 2019, in esito alle prime indicazioni del Commissariato del governo relative ai nuovi contenuti previsti dal Ministero dell’interno per i servizi da erogare, si comunica che la gestione dovrà avvenire con una significativa riduzione delle risorse, rispetto all’attuale situazione, con conseguente riduzione dei servizi.

Inoltre le nuove disposizioni ministeriali escludono la possibilità di realizzare servizi per l’integrazione come corsi di lingua e cultura italiana, l’orientamento al lavoro, la relazione di comunità e anche il sostegno psicologico. Salvo diversi accordi, tali riduzioni o sospensioni interverranno nei prossimi mesi, con decorrenze che non sono ancora definite”;

sul giornale l’Adige del 13 dicembre 2018 il presidente della Provincia ha dichiarato: “Siamo favorevoli al taglio, non abbiamo ancora un quadro delle ripercussioni sul piano occupazionale. Come erano organizzati i corsi di lingua italiana per stranieri non erano utili”;

si interroga

il presidente della Provincia per sapere

1) che cosa si intenda precisamente per “significativa riduzione delle risorse”: a quanto ammonteranno i tagli previsti;

2) se la Provincia autonoma di Trento, rispetto ai tagli statali, intende coprire le spese dei servizi sociali utili per la gestione corretta e positiva di queste situazioni umane e sociali con proprie risorse;

3) in base a quali elementi di giudizio il presidente può affermare che “così come erano organizzati, i corsi di lingua italiana per stranieri non erano utili”;

4) quali decorrenze ci saranno per le annunciate riduzioni o interruzioni di servizio, in particolare per i corsi di italiano e per gli interventi di assistenza psicologica;

5) quali potrebbero essere i “diversi accordi” che potrebbero intervenire;

6) se la presidenza della Provincia autonoma di Trento ha intenzione di consultarsi con gli enti interessati dai tagli, organizzando un tavolo pubblico-privato per capire come organizzare i servizi, prima di procedere a drastiche interruzioni degli stessi;

7) se è vero che ci sarà un periodo transitorio di “prorogatio” di tre mesi, fino all’applicazione delle misure annunciate e, se sì, se non si ritiene di estenderlo almeno di altri tre mesi, per attenuare gli effetti sociali del taglio dei servizi;

8) se la presidenza della Provincia ha valutato le conseguenze sociali generali di tali misure visto che, a detta degli esperti del settore, andranno a produrre maggiori marginalità e insicurezza, anziché l’auspicata sicurezza;

9) se la presidenza della Provincia abbia valutato le conseguenze occupazionali sul settore, che occupa circa 150 operatori giuridici e sociali degli enti impegnati, e se non avverta la contraddizione rispetto al suo impegno dichiarato di volere salvaguardare e aumentare l’occupazione dei trentini, e dei giovani in particolare.

 

 

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Paolo Ghezzi

Consigliere provinciale

Presidente del Gruppo consiliare Futura 2018