PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 17)

il 29 ottobre si è verificata un’aggressione all’Istituto Don Milani di Rovereto che ha visto protagonisti uno studente di 15 anni e il padre colpiti con violenza da uno studente più grande che da tempo bullizzava il ragazzo in quanto omosessuale;

il corpo docente dell’istituto ha espresso preoccupazione e sconcerto per quanto avvenuto, dopo la denuncia del padre dello studente, ribadendo che la scuola ha da sempre cercato di creare un clima inclusivo e di rispetto;

l’associazione Arcigay del Trentino, ha condannato con forza questa ennesima vicenda di omobitransfobia, dando la propria disponibilità a organizzare laboratori di educazione per aiutare sia gli studenti che gli insegnanti a riconoscere e contrastare i casi di bullismo, costruendo insieme percorsi per riportare un clima sereno all’interno della scuola;

Futura, dopo l’aggressione omofobica avvenuta a Mezzolombardo, aveva chiesto, attraverso l’interrogazione n. 843/XVI del 1° ottobre 2019, a cui non è seguita nessuna risposta, il rifinanziamento dei corsi contro l’omofobia per contrastare e prevenire atti di violenza che contraddistinguono il clima politico e sociale attuale;

lo stesso Don Milani ha sempre avuto il desiderio di fornire ai ragazzi e alle ragazze strumenti per potersi rispettare a vicenda e contro l’indifferenza egli diceva: “Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande “I CARE”. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori: “me ne importa, mi sta a cuore”. È il contrario esatto del motto fascista “me ne frego”;

a questo ennesimo atto di violenza nessuna voce di denuncia e di sdegno si è levata dai banchi della Giunta, né tantomeno dall’assessore Bisesti;

constatiamo con tristezza anche il rumoroso silenzio del giovane neo eletto Presidente della Consulta provinciale degli studenti, proveniente proprio dall’Istituto Don Milani;

SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E GLI ASSESSORI COMPETENTI:

se ritengano di continuare a tacere su questi gravi episodi considerandoli semplici casi isolati negando l’evidenza dell’origine omofobica di tali atti di violenza

se abbiano intenzione di mettere a disposizione delle scuole strumenti e percorsi atti a educare al rispetto di genere e corsi contro l’omofobia;

se non ritengano il caso di riferire, con la presenza del dirigente scolastico dell’Istituto, Dott. Paolo Chincarini, alla commissione permanente competente.

 

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PAOLO GHEZZI

LUCIA COPPOLA

Gruppo provinciale FUTURA