Interrogazione a risposta scritta

Premesso che:

la figura del consigliere di parità nel lavoro è la fondamentale figura istituzionale prevista dall’articolo 16 della legge provinciale 18 giugno 2012, n. 13 preposta ad intervenire in modo specifico sulle tematiche delle pari opportunità tra uomo e donna legate al mondo del lavoro;

è un organo di garanzia e vigilanza sul rispetto delle legislazioni di parità operanti a livello nazionale, regionale e provinciale;

ha quindi un ruolo chiave nel definire azioni di promozione e controllo sull’attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione per lavoratrici e lavoratori;

promuove azioni positive a favore dell’inserimento e della permanenza delle donne nel mondo del lavoro e può agire in giudizio contro qualsiasi discriminazione, diretta o indiretta, individuale o collettiva (l. 125/91; d.lgs. 196/2000);

riassuntivamente, la Consigliera di parità intraprende ogni utile iniziativa ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per donne e uomini nel mondo del lavoro;

nella relazione annuale del consigliere di parità nel lavoro 2018 si legge a pagina 17 che il consigliere riceve gli utenti presso l’ufficio in via Guardini tre mezze giornate ogni settimana;

tale attività di raccolta delle segnalazioni e dei problemi è da affiancare ad altri incontri presso imprese, uffici pubblici, sindacati, partecipazione a convegni ecc.;

la maggior parte della corrispondenza viene esaminata in orario serale, oltre gli orari standard e lo stesso dicasi per la redazione di atti;

non si comprende quindi la ragione dell’affermazione dell’assessora Segnana che giustifica il taglio dell’indennità al nuovo consigliere di parità asserendo che l’attività sia svolta in un pomeriggio a settimana;

al contrario invece è necessario intraprendere ogni azione per diffondere e sostenere l’attività del consigliere, che è ancora sconosciuta alla maggior parte della popolazione;

come già richiesto dal nostro ordine del giorno n. 5/21/XVI è necessario non solo intraprendere azioni di sensibilizzazione affinché l’attività del consigliere sia maggiormente conosciuta e compresa dalla popolazione trentina ma anche fornire al consigliere stesso dotazioni di personale e finanziarie sufficienti affinché sia possibile difendere efficacemente le pari opportunità in Trentino, intraprendere e verificare la messa in atto coordinato di un piano di azioni positive da parte degli enti pubblici territoriali;

tutto ciò solo per garantire il rispetto dei principi di uguaglianza e non discriminazione;

come evidenziato nella relazione, è l’uguaglianza di genere a generare benessere sociale ed economico e “nel grande come nel piccolo si nota che la mancata tutela dei diritti, e di uno chiave come quello alla parità di trattamento lavorativo tra uomini e donne, produce svantaggi non solo sociali, ma anche economici”;

 

SI INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

E L’ASSESSORA ALLA SALUTE, POLITICHE SOCIALI, DISABILITÀ E FAMIGLIA

PER SAPERE:

 

1) perché ritengano che la figura del consigliere di parità, preposta all’attuazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione per lavoratrici e lavoratori possa venire ulteriormente ridimensionata con il taglio delle risorse destinate e l’insufficiente dotazione di supporto organizzativo e di segreteria e non vada al contrario maggiormente supportata, come mostra l’esempio della vicina Provincia di Bolzano;

2) se non ritengano utile diffondere maggiormente l’attività del consigliere di parità, affinché tutta la popolazione trentina, in particolare le donne discriminate sul luogo di lavoro, sia a conoscenza di quest’importante ufficio;

3) se non ritengano doveroso promuovere la predisposizione di piani di azioni positive da parte degli enti pubblici territoriali, idonee a rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione delle pari opportunità tra donne e uomini.

 

 

PAOLO GHEZZI

LUCIA COPPOLA

consiglieri provinciali FUTURA