VIDEONEWS & sponsored

(in )

GDF TRENTINO ALTO ADIGE E CCIAA TRENTO * INSIEME A TUTELA DELL’ECONOMIA LEGALE: « IL PROTOCOLLO D’INTESA HA GIÀ CONSENTITO DI RACCOGLIERE SEGNALAZIONI SU INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA »

Tutelare l’economia legale attraverso la lotta ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria nel tessuto imprenditoriale Trentino, all’abusivismo commerciale ed al lavoro nero o irregolare, rappresentano gli obiettivi del Protocollo sottoscritto, nel luglio dell’anno scorso, al quale hanno aderito Istituzioni pubbliche, Enti, Sindacati, Consorzi di produttori, Associazioni di Categoria, d’imprese e di consumatori1.

Il documento rappresenta un passo importante, quale risposta corale alle forti istanze di legalità provenienti dal territorio, che accomuna in una “rete” unitaria “attori” pubblici e privati.

Commercianti, agricoltori, artigiani, consumatori, operai, ecc., pur essendo i primi a sapere se c’è qualcosa che non va, spesso non sanno come e a chi comunicarlo e, talvolta, hanno timore di ritorsioni. Si tratta di categorie, non solo da difendere, ma da valorizzare quali soggetti attivi, in possesso di preziose informazioni che, opportunamente filtrate tramite le Associazioni di categoria, i Sindacati e gli Enti locali, possono così raggiungere gli Organi preposti a svilupparle, quali la Guardia di Finanza, le Autorità Giudiziarie e l’INPS.

Partendo da tali premesse, per dare ancor maggiore concretezza alla collaborazione, la Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento ed il Comando Regionale della Guardia di Finanza hanno definito, in stretta sinergia, delle strategie comuni e più efficaci forme di interazione finalizzate soprattutto a superare le oggettive difficoltà per commercianti, agricoltori, artigiani, industriali, ecc. di sapere come, a chi e quando comunicare una situazione illecita, talvolta esponendosi al rischio di ritorsioni.

Nella giornata odierna si è, così, aggiunto un altro, fondamentale tassello di questo virtuoso percorso: Camera di Commercio e Comando Regionale della Guardia di Finanza, nella prestigiosa cornice della rinascimentale Sala Conte di Luna, del Palazzo Roccabruna di Trento, hanno siglato, alla presenza del Commissario del Governo, del Procuratore Distrettuale della Repubblica e del Direttore Regionale dell’INPS, un accordo bilaterale, che definisce le modalità di interlocuzione e di interazione, tra le due Istituzioni.

Al fine di raccogliere le segnalazioni provenienti dai singoli associati e/o dalle Associazioni provinciali di categoria e procedere ad un preliminare vaglio, tutelando, nel contempo, l’identità dei segnalanti, la Camera di Commercio ha attivato un apposito “Sportello”, quale naturale interlocutore della “Cabina di Regia”, della Guardia di Finanza, che ha il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire ed integrare le segnalazioni di illeciti, per trasformarle in preziosi spunti d’indagine, per i Reparti del Corpo, l’INPS, l’Ufficio Ispettivo del Lavoro della Provincia Autonoma di Trento e le Procure della Repubblica.

1 Tra i sottoscrittori, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, i Procuratori della Repubblica di Trento e di Rovereto, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, il Presidente della Camera di Commercio ed il Rettore dell’Università degli Studi di Trento, INPS INAIL, Codacons e Indicam, Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti del Trentino, Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Consorzio Tutela Vini del Trentino, Federazione Trentina della Cooperazione, l’Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, Coldiretti, CIA, Confagricoltura, di AcliTerra e l’Associazione Contadini Trentini, nonché CGIL, CISL e UIL, anche in veste di rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum e ADOC.

Tale struttura, si avvarrà dell’esperienza già maturata tramite gli “Sportelli sicurezza”, attivati nel 2019 presso la Confcommercio, la Provincia Autonoma di Trento ed i Sindacati.
Con l’accordo odierno, inoltre, la Camera di Commercio si è resa disponibile:
ad elaborare notizie, informazioni ed analisi di contesto, sui soggetti economici presenti nelle proprie banche dati, per individuare eventuali posizioni caratterizzate da particolari indici di rischio;
a procedere a verifiche tecniche, per accertamenti su merci e prodotti agroalimentari contraffatti e pericolosi, falsi “made in Italy” e marcature CE, tramite laboratori di analisi accreditati.

La Guardia di Finanza e la Camera di Commercio si sono, anche, impegnate ad organizzare attività congiunte di informazione, rivolte sia al pubblico, che alle imprese ed Associazioni provinciali di categoria, per divulgare gli obiettivi del Protocollo e promuoverne l’applicazione, stimolandone la partecipazione attiva, nella piena consapevolezza del dato oggettivo che “chi meglio di chi vive il territorio conosce i problemi che lo caratterizzano”.

Il Protocollo d’intesa ha già consentito di raccogliere, sul territorio, numerose segnalazioni concernenti infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico regionale, operazioni di riciclaggio, fenomeni di caporalato e di lavoro nero e/o irregolare.

L’analisi di queste informazioni ha già permesso ai Reparti operativi di avviare attività ispettive, alcune delle quali già conclusesi con importanti risultati, e soprattutto di stroncare, sul nascere, fenomeni illeciti, connessi al fraudolento impiego e/o somministrazione di manodopera, specie ad opera di strutture organizzate riconducibili a persone di origine cinese, tre delle quali tratte in arresto, ma anche di individuare tentativi di acquisizione, da parte di soggetti di etnia est-europea e mediorientale, di importanti strutture turistiche e commerciali, nonché di scoprire frodi nel commercio dei carburanti e di reprimere, nell’ottobre scorso, un caso di estorsione, con l’arresto, in flagranza di tre responsabili.

Le preliminari risultanze testimoniano la “bontà” dell’accordo, considerata, peraltro, la possibilità di conoscere e stroncare, sul nascere, le manifestazioni di illegalità, che tentano di radicarsi nel territorio.

Si tratta, in sostanza, di un’opportunità per accrescere, ancor di più, la qualità dell’azione delle Fiamme Gialle trentine che, nel decorso 2020, riorientando la propria mission a tutela della legalità, in funzione dell’inedito scenario pandemico, hanno concentrato i loro sforzi sui fenomeni più gravi e maggiormente lesivi degli interessi della collettività.