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FUTURA ROVERETO (TN) * ON. VITTORIO SGARBI: « ENNESIMO MOTIVO DI IMBARAZZO PER LA CITTÀ, NON BASTA UN CARAVAGGIO A SALVARE LA FACCIA »

Non basta un Caravaggio per salvare la faccia. La tela del “Seppellimento di Santa Lucia” arriverà dunque a Rovereto, almeno così pare. Fine della telenovela. E bene per il Mart, che rischiava di restare senza nuove mostre fino a Natale.

Ma si è rischiata davvero la figuraccia storica. Per non dire che la situazione di impasse è stata vissuta con grande apprensione dall’interno del Museo roveretano, che ora dovrà fare l’impossibile – la mostra apre fra pochi giorni, il 10 ottobre – per promuovere in qualche modo l’evento.

Inutile dire che non lavora così un grande museo di respiro internazionale. In tutte le istituzioni culturali di un certo spessore le mostre vengono progettate e fissate con un anticipo di parecchi mesi, non solo per sbrigare per tempo tutte le incombenze burocratiche, ma anche e soprattutto per promuovere al meglio gli eventi. Le grandi masse di visitatori si spostano solo con preavvisi molto larghi, parecchi mesi prima dell’evento stesso.

Così è sempre accaduto al Mart. In cui, negli ultimi mesi, era palpabile l’imbarazzo e lo stress derivanti appunto dall’essere costretti stavolta, per la prima volta, a navigare a vista. Una situazione che è esplosa con l’arrivo di Vittorio Sgarbi nel ruolo di presidente del Museo roveretano. Una coincidenza? Mica tanto. Da quando il critico d’arte è al vertice dell’istituzione, il caos sembra regnare sovrano, come testimonia anche l’uscita di scena del direttore Maraniello.

Dire che la presidenza Sgarbi ha arrecato solo danni all’immagine del Mart e dell’intera città di Rovereto è dire, a questo punto, una ovvietà. Ci chiediamo solo: fino a quando dovremo sopportarlo ancora?

Intanto, la nostra piena solidarietà va alle cittadine e ai cittadini del comune laziale di Sutri, di cui Sgarbi è sindaco. I quali cittadini sono stati minacciati di multa se beccati a indossare una mascherina anti-Covid “senza motivo”. Le idee personali di Sgarbi sono legittime, ma per l’appunto personali. Da sindaco ha la grave responsabilità anche della salute pubblica. La visibilità sui media nazionali che questo insano provvedimento ha ottenuto in queste settimane costituisce un motivo in più di grave e motivato imbarazzo per la città di Rovereto, costretta a subire suo malgrado una pessima pubblicità. Tutti noi ne faremmo ben volentieri a meno: della pubblicità negativa, e del presidente Sgarbi.