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FUGATTI * RICORDO DI LINO PILATI: ” UN AUTONOMISTA VERO, DI QUELLI VECCHIO STAMPO, DI QUELLI ‘PANE AL PANE E VINO AL VINO’ “

Lino Pilati è stato un Sindaco ed un politico che ha amministrato lasciando per tanti anni una grande impronta nella comunità aviense. Un autonomista vero, di quelli vecchio stampo, di quelli “pane al pane e vino al vino”, che non te le mandava a dire sia che le cose andassero bene e sia che andassero male.

Ho mosso i miei primi passi nella amministrazione aviense con la seconda giunta Pilati, quella del 2000, e ricordo le interminabili mattine nel suo ufficio in cui Lino studiava le mosse politiche per avere il via libera su quel progetto in cui tanto credeva che all’epoca era il famoso ponte di Avio.

Forti erano in quegli anni le tensioni per quest’opera con Trento e con la politica trentina, ma Lino credeva tanto in quel progetto che non si faceva certo intimorire dalle polemiche con Piazza Dante. Anzi, più lo scontro aumentava e più difendeva con convinzione gli interessi di Avio.

La storia ha poi detto che quel ponte non venne mai costruito, ma oggi a distanza di anni sono molti quelli che hanno capito la lungimiranza di Pilati e quanto sarebbe stata utile alla comunità aviense quell’opera.

Lino era un Sindaco che studiava; non era mai impreparato; leggeva tutte le delibere e tutte le leggi che riguardavano il comune.

Ai giovani assessori inesperti, come il sottoscritto, prima di lasciarti intervenire ti chiedeva se avevi letto quella delibera, quella legge, perchè alla base di tutto c’era secondo lui la competenza e la informazione.

E alla fine, pur con i suoi modi molto forti, erano lezioni che dava a chi era alle prime armi della amministrazione e della politica.

Più di una volta mi capita e mi è capitato di dire a qualche collega: “Ho avuto la fortuna di essere stato in Giunta con Pilati”. Certo, Lino aveva un carattere forte, con il quale a volte era difficile riuscire ad andare d’accordo, con il quale in qualche caso ci siamo pure scontrati e siamo stati su fronti diversi, ma alla fine aveva una chiara onestà intellettuale che contraddistingueva ogni sua decisione.

Ricordo che al primo Consiglio comunale dopo la mia prima elezione in Parlamento, fu lui dalle fila delle minoranze a ricordare che Avio aveva eletto un deputato. E non era affatto scontato che fosse lui a doverlo ricordare.

Ci ha lasciato l’impronta della difesa degli interessi della propria comunità: le scuole, la montagna, le proprietà comunali, l’autonomia decisionale dei comuni. Quelle battaglie che hanno contraddistinto tutte le sue amministrazioni.

 

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On. Maurizio Fugatti