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FUGATTI – INTERROGAZIONE * “SPESA SANITARIA IMMIGRATI IRREGOLARI, QUALI NUMERI PER IL TRENTINO?”

Interrogazione. Spesa sanitaria immigrati irregolari.Quali numeri per il Trentino? Il quotidiano “La Verità” ha pubblicato in data 18.01.2018 un articolo dal titolo “Le Regioni sempre più indebitate per pagare le cure ai clandestini”.

Nell’elenco affiancante il pezzo giornalistico mancano all’appello la Provincia autonoma di Trento e la Provincia autonoma di Bolzano, oltre ad altre Regioni. Proprio per questo sarebbe importante comprendere quanto il nostro territorio ha versato, e conseguentemente incassato dallo Stato come rimborso, per sostenere le spese sanitarie di coloro che vengono definiti “stranieri temporaneamente presenti” ovvero di chi non si è visto accogliere la domanda d’asilo o chi è stato raggiunto da foglio di via.

Tale disposizione è contenuta nel Decreto Legislativo 286 del 25 luglio 1998 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, specificatamente all’articolo 35, e prevede infatti che:

[…]3. Ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. Sono, in particolare, garantiti:

a) la tutela sociale della gravidanza e della maternità, a parità di trattamento con le cittadine italiane, ai sensi delle leggi 29 luglio 1975, n. 405, e 22 maggio 1978, n. 194, e del decreto del Ministro della sanità 6 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995, a parità di trattamento con i cittadini italiani;

b) la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176;

c) le vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni;

d) gli interventi di profilassi internazionale;

e) la profilassi, la diagnosi e la cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai.

4. Le prestazioni di cui al comma 3 sono erogate senza oneri a carico dei richiedenti qualora privi di risorse economiche sufficienti, fatte salve le quote di partecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani. […]

6. Fermo restando il finanziamento delle prestazioni ospedaliere urgenti o comunque essenziali a carico del Ministero dell’interno, agli oneri recati dalle rimanenti prestazioni contemplate nel comma 3, nei confronti degli stranieri privi di risorse economiche sufficienti, si provvede nell’ambito delle disponibilità del Fondo sanitario nazionale, con corrispondente riduzione dei programmi riferiti agli interventi di emergenza.”

 

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Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

1. Quante risorse la Provincia autonoma di Trento ha erogato per sostenere le spese sanitarie di persone irregolarmente presenti sul territorio dal 1998 ad oggi;

2. Quanto lo Stato ha rimborsato in relazione al punto 1.;

3. Quanti clandestini si sono serviti del servizio sanitario provinciale specificando il numero per ognuna delle voci previste dall’art. 35 del Decreto Legislativo 286 del 25 luglio 1998:
4. Se le persone irregolari beneficiano anche di ulteriori aiuti economici (specificare quali, entità dell’importo, durata dell’erogazione, riferimento normativo).

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

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Lega Nord Trentino
Cons. Maurizio Fugatti