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FSP – SINDACATO POLIZIA DI STATO * COVID-19 / LETTERA A PRESIDENTE FUGATTI: FIORENTINI, « IL SOVRAPPORSI DI DISPOSIZIONI EMERGENZIALI DA PARTE DI ISTITUZIONI STATALI E PROVINCIALI HA GENERATO CONFUSIONE »

Al Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio FUGATTI. OGGETTO: Emergenza COVID-19.

 

Signor Presidente,

le scriviamo la presente perché Lei ha l’autorità per permettere a coloro che sono in prima linea di poter per far rispettare le ordinanze emesse a tutela della sanità e sicurezza pubblica, senza ambiguità d’interpretazione.

Il sovrapporsi di disposizioni temporanee ed emergenziali, sia da parte delle istituzioni statali che di quelle provinciali, ha purtroppo generato un senso di confusione ed incertezza non solo nei cittadini ma anche nelle forze dell’ordine che, su strada, devono gestire situazioni e fattispecie che non sono state oggetto di precise disposizioni da parte del legislatore.

Tipico e ricorrente è il caso di utilizzo di una bicicletta o mezzi assimilati in prossimità della propria abitazione. Infatti nell’ordinanza a Sua firma del 3 aprile u.s., che rimanda anche ai precedenti DPCM e ordinanze provinciali, all’articolo 1 si ordina la chiusura di tutti i percorsi ciclabili e pedonali provinciali e di quelli comunali e sovracomunali, eccezion fatta, con riferimento a queste due ultime tipologie, per i necessari spostamenti lavorativi; invece, al comma terzo art. 1 dell’ordinanza del 12 marzo u.s., tutt’ora in vigore, si prevede che: “l’uso della bicicletta e veicoli assimilabili, non in prossimità della propria abitazione va considerato spostamento e pertanto soggetto alle restrizioni per tutti gli spostamenti non necessari”. Se ne deduce quindi che sia possibile l’uso della bicicletta in prossimità della propria abitazione, senza che il cittadino debba peraltro darne particolare giustificazione. Stessa considerazione si applica al precedente punto 2 della medesima ordinanza, dove si prevede attività salutistica in prossimità delle proprie abitazioni, nella quale può chiaramente rientrare anche la corsa-jogging.

Appare chiaro quindi come soprattutto il termine prossimità generi grande confusione nei cittadini e anche nelle forze dell’ordine, in quanto, non essendo previsto uno specifico valore per quantificare la “prossimità”, si trovano a dover gestire spinose contingenze direttamente connesse a due ambiti fondamentali dei diritti della persona.

Il primo è sicuramente la gestione, da parte degli operatori, della libertà personale dei cittadini e le relative restrizioni connesse a questo eccezionale momento storico, il secondo, ma non in ordine di importanza, è il principio di uguaglianza di fronte alla Legge.

Infatti senza una precisa e chiara indicazione e valorizzazione del termine prossimità, gli operatori su strada sono costretti a dover dare, loro malgrado e nell’immediatezza dell’evento, un’interpretazione del tutto personale in merito alla spicciola quantificazione dei metri di distanza dall’abitazione principale, che è poi l’elemento fondamentale che determina l’eventuale azionabilità del comportamento. Da ciò ne consegue che vi è discontinuità ed ambiguità nell’ applicazione della norma, evenienza che origina molto spesso contrasti e discussioni, talvolta eccessi, tra i cittadini, che si ritengono vittime di disinformazione ed esposti a diversità di trattamento e gli operatori delle forze dell’ordine, che non hanno a disposizione, come strumenti di lavoro, norme certe ed univoche che ne legittimino e tutelino l’operato.

Con la presente, Le chiediamo pertanto, che nelle future ordinanze, venga quantificata in metri, quale sia la distanza dall’abitazione-residenza da intendersi come prossimità, 200-300-400-500-1000 mt., per noi non cambia, l’importate è avere una misura certa.

Le chiediamo inoltre, di chiarire se è ammessa o meno l’attività fisica quale corsa- jogging e l’utilizzo della bicicletta per effettuare dell’attività motoria o salutistica.

Con elementi certi, le forze dell’ordine hanno il potere di far rispettare le varie ordinanze e Le possiamo garantire, che anche in via Fersina a Trento, vedrà molte persone in meno, altrimenti ci creda, è veramente difficile effettuare delle contestazioni senza incorrere in parzialità dovute alla singola interpretazione.

Nella convinzione di aver portato alla sua conoscenza una tematica di sicuro interesse di tutti i residenti nella Provincia di Trento, soprattutto considerata la delicatezza dell’argomento affrontato, Le porgo a nome mio e della Segereteria distinti saluti.

E sappia che anche per noi l’imperativo attuale è RESTIAMO A CASA.-

 

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Stefano Fiorentini

Segretario Provinciale Generale FSP