L’epidemia Covid19 ha colpito tutto il Paese ma è ancora difficile prevedere quali saranno le reali conseguenze economiche e sociali. Probabilmente bisognerà attendere l’autunno per avere una situazione più precisa. Sicuramente ci saranno più disoccupati, meno opportunità per i giovani, maggiori difficoltà per gli anziani e pensionati con redditi bassi, imprenditori in difficoltà. Questa situazione peserà purtroppo anche sulla città di Trento, sulla sua economia e sulla sua tenuta sociale. Mentre scriviamo questo programma non è possibile arrischiare previsioni, anche se molte difficoltà sono già sotto gli occhi di tutti.

 

 

 

Forza Italia presenta qui un programma di lavoro, ben consapevole che il Covid19 potrà – purtroppo – cambiare le prospettive di crescita ed obbligare chi ha responsabilità politiche ed amministrativa a modificare obiettivi e scenari. Pensiamo che questo scenario debba richiedere un’attenzione specifica nella gestione del Comune e delle sue risorse. Il Comune dovrà essere più attento, per quanto di sua competenza, alle attività economiche, alla solidarietà, ad una maggior attenzione per trovare opportunità per le famiglie, i giovani e gli anziani. Questo dovrà significare una attenzione meticolosa nella spesa, una selezione fra ciò che è necessario e ciò che è superfluo, una maggior capacità di ascolto, una velocizzazione nelle risposte alle attese ed alle necessità della comunità. In questo senso ci riserviamo di compiere un attento esame dell’andamento delle spese fin qui effettuate, eliminando ciò che può essere inutile e superfluo e dirottando risorse sulle nuove emergenze. E soprattutto ci impegneremo per un coinvolgimento dei cittadini e degli imprenditori nelle scelte che via via andremo ad assumere, se avremo, assieme agli altri partiti del centro destra, la responsabilità di gestire il Comune.  Già fin d’ora Forza Italia si impegna ad istituire una snella task force, che rappresenti cittadini e categorie economiche, allo scopo di avere un interlocutore rappresentativo.

 

 

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UNA CITTA’ SICURA E SOLIDALE

Trento è una bella città, per lo più ordinata e pulita, è una città europea, prima città italiana per chi arriva dall’area tedesca. Pur senza perdere nulla della cultura che ci ha accompagnati in questi anni, vogliamo assicurare immediatamente quei provvedimenti che rendano il contesto urbano più sicuro, più pulito, più accogliente, più decoroso eliminando episodi e atteggiamenti che possono disturbare la convivenza ed i cittadini, nonché la cultura e le tradizioni della nostra comunità.

Cultura e bellezza dovranno essere i due leit motiv per accompagnare la crescita della città. Cultura intesa anche come partecipazione e come crescita sociale, nonchè impegno di ciascuno a salvaguardare la città e la civile convivenza; bellezza come obiettivo primario delle scelte urbanistiche, paesaggistiche ed ecologiche che la città dovrà affrontare.

Come tutte le città uno dei problemi più pressanti di Trento è il traffico e la conseguenza necessità di parcheggi. Nel Trentino ci sono più autoveicoli che persone: le statistiche del 2015 registrano 600 mila veicoli circolanti 1,2 per abitante. Il 34,6 di questi è alimentato a benzina il 60,1 a gasolio lo 0,9 a benzina e metano il 3,5 a benzina e gas liquido e solo lo 0,9 con elettrico ibrido. Centomila circa di questi veicoli ogni giorno invadano la città consolidata al mattino e escono nelle ore serali con la conseguenza che quasi tutte le strade urbane sono strapiene di veicoli in movimento e in sosta.            Sicuramente l’espansione urbana della nostra città, a bassa densità specialmente nelle zone collinari e lungo il percorso da Lavis a Mattarello, ha favorito la creazione di un sistema di trasporti automobili–dipendente che contribuisce a provocare gravi inconvenienti per la qualità dell’aria: elevate infatti sono le concentrazioni delle cosiddette polveri sottili PM 10 (19 microgrammi per metro quadro in media annua) e del biossido di azoto (34 microgrammi per metro quadrato). Inoltre notevoli sono i problemi di inquinamento acustico, di intasamenti e di disordine urbanistico.

Occorrono quindi azioni, opere e cambiamenti di comportamenti di vita urbana per la transizione verso una mobilita sostenibile.

Le scelte urbanistiche dovranno quindi tener presente almeno questi obiettivi: diminuzione del traffico, mobilità interna e con i sobborghi finalizzata a ridurre gli spostamenti in auto e l’inquinamento. In questo senso elenchiamo qui una serie di prospettive che, fatte salve le dovute verifiche tecniche, potrebbero favorire questi obiettivi:

 

  • Contenere l’espansione demografica della città: se si proseguirà col trend di questi anni, tra una decina di anni sull’asse Mezzolombardo-Rovereto vivranno poco meno di duecento mila persone, quasi metà della popolazione del Trentino. A questo scopo sarà utile decelerare la costruzione di nuove case e nuovi alloggi, favorendo invece il recupero degli oltre mille alloggi disabitati o sfitti presenti in centro storico.
  • Fare dei sobborghi delle piccole città satellite, dotate di quei servizi necessari per rendere autonomo il sobborgo rispetto alla città (farmacie, medico di base, negozi essenziali, opportunità di relazioni sociali per anziani, famiglie e giovani, asili nido magari al servizio di sobborghi limitrofi), collegamenti più rapidi col centro storico. In questa logica va previsto il collegamento a mezzo funivia di Trento con Mesiano (area universitaria) e Povo. Questo ogni giorno permetterà a centinaia di persone di arrivare in città senza usare mezzi propri
  • Verificare la fattibilità dell’interramento della ferrovia del Brennero
  • Promuovere lo studio, d’intesa con la Provincia, di una metropolitana veloce fra aeroporto di Verona- Rovereto – Trento per garantire, tra l’altro, collegamenti rapidi con il Veneto, cosa che porterebbe vantaggi al Trentino ma anche al turismo di Trento
  • Per favorire una diminuzione del traffico introdurre la gratuità degli autobus per i residenti per gli over 60 e applicare forti sconti a tutti gli utenti
  • Sviluppare ulteriormente le piste ciclabile, creando collegamenti tra i sobborghi ed il centro, ed i percorsi riservati ai pedoni
  • La pianificazione degli spostamenti casa-lavoro attraverso la figura del mobility manager. Si tratta dello sviluppo e messa a punto di un insieme di misure e strumenti per la riorganizzazione degli spostamenti del personale di grandi aziende ed enti, ma anche per razionalizzare quelli che interessano centri commerciali, ospedali, università, stadi.
  • L’epidemia ha introdotto in molti uffici pubblici il cosiddetto smart working, ovvero il telelavoro. Questo strumento può rappresentare una opportunità per favorire il lavoro remoto, evitando giornalmente l’uso dell’auto o del mezzo pubblico per raggiungere l’ufficio, sia esso della Provincia, del Comune o di altri enti. In questo senso sarà opportuna una ricognizione sui pro e sui contro di una simile modalità di lavoro e conseguentemente un progetto serio che definisca quale spazio può avere il telelavoro e quali riflessi questa rivoluzione potrà avere sul contesto cittadino (meno uffici, meno parcheggi, meno traffico?)
  • D’intesa con la Provincia e fatti salvi gli spazi ed opportunità create dallo smart working- come detto sopra – mettere allo studio un progetto specifico per alleggerire il “carico burocratico” e di uffici sulla città. In questo senso sarebbe utile un percorso di dislocazione sul territorio provinciale di una parte degli uffici della Provincia attualmente concentrati in città.  Come stanno facendo già altre regioni (vedi Emilia Romagna) si tratterebbe di spostare alcuni assessorati fuori Trento, ad esempio l’assessorato turismo e la Trentino Marketing nella zona Arco- Riva; l’assessorato all’industria a Rovereto; l’assessorato agricoltura nella zona Mezzocorona. Questo progetto potrebbe equilibrare il peso burocratico della città, favorire decine di persone che potrebbero avere il lavoro nella loro zona senza doversi spostarsi quotidianamente a Trento, abbattere il traffico sulla città
  • Parlando di urbanistica un impegno preciso dovrà essere rivolto alla soluzione di alcuni “nodi” che si trascinano da alcuni anni: la sistemazione di piazza della Mostra ed il recupero degli edifici dell’ex Questura, la bonifica e l’utilizzazione dell’area ex Carbochimica e ex Sloi, la destinazione dell’ex hotel Panorama

 

 

TRENTO CITTA’ TURISTICA, UNIVERSITARIA E DELLA RICERCA

Come città turistica Trento ha un patrimonio che può essere sicuramente di richiamo, soprattutto incentivando e creando sedi adatte per meeting, fiere, eventi.  Per aumentare il livello di attrattività bisogna creare le condizione per la realizzazione di almeno un hotel a 5 stelle, favorire d’intesa con la Provincia la riqualificazione degli alberghi esistenti, costruire un centro congressi (centro fieristico moderno e multimodale) e l’area adatta potrebbe essere quella dell’ex Italcementi o quella dell’area Nicolodi in via Maccani. Per il turismo favorire la valorizzazione dell’area agricola a sud di Trento con la realizzazione di agritour e B&B. Sarà indispensabile ed urgente, anche per venire incontro alle nuove forme di turismo, realizzare un grande campeggio e favorire un secondo ostello per la gioventù.

Per il turismo in Bondone, da sempre in difficoltà, prima di pensare ad una costosa funivia bisognerà ripensare al “prodotto turistico”, coinvolgendo in un progetto di rilancio anche grandi tour operators europei. Per quanto riguarda l’organizzazione turistica il Comune dovrà rivendicare in Provincia la creazione di un’azienda unica di promozione turistica unica per Trento, alla quale delegare anche compiti di organizzazione e di gestione di attività fieristiche e congressuali. Turisticamente parlando va rivalorizzata a livello europeo se non internazionale l’immagine di Trento Città del Concilio prevedendo un contorno di appositi eventi e di momenti di incontro fra i rappresentanti e studiosi si tutte le religioni. Si dovrà valorizzare la presenza ed il valore culturale dei musei presenti (Muse, Buonconsiglio, Museo diocesano, palazzo delle Albere), facendo rete con i piccoli musei presenti in parecchi Comuni vicini.

Per quanto riguarda la vivibilità della città e soprattutto del centro, favorire l’insediamento di piccole attività artigianali, incentivare la permanenza dei piccoli negozi, vietare l’insediamento di grandi centri commerciali. Salvaguardare tutte le aree verdi esistenti e valorizzare le campagne che circondano la città anche in una chiave ecologica (prodotti a km zero).

La città universitaria e della ricerca: già oggi ci sono centri di ricerche di livello internazionale; per l’università si tratta di pensare a qualche nuova facoltà moderna e innovativa (turismo & ambiente, ad esempio), che sia anche momento di valorizzazione del patrimonio naturale del Trentino.  In questo senso una facoltà per il turismo costituirebbe un elemento di ulteriore qualificazione del turismo provinciale e una facoltà dedicata all’ambiente potrebbe essere “laboratorio” per nuove politiche ambientali ed ecologiche, necessarie per sviluppare nuove attività economiche. Si dovranno moltiplicare le occasioni di incontri/meeting legate all’attività didattica e gli scambi internazionali, facendo diventare l’università di Trento ed i centri di ricerca punti di incontro tra l’area tedesca e quella italiana.

L’Apt e il Comune dovranno verificare la validità di una serie di eventi che attualmente si svolgono sul territorio e, in collaborazione col Centro S. Chiara, cancellare quelli che hanno scarse ricadute sul territorio. Per gli studenti va ripensata la collocazione dei centri residenziali allargati ad aree di svago e sport, pensando ad una vero e proprio campus universitario (potrebbe essere a Mattarello o a Trento Nord).

Nel quadro di una rivisitazione a lungo termine dell’aspetto urbanistico della città sarà opportuno pensare anche ad una nuova collocazione del campo sportivo del Briamasco con annesse aree utili per altri sport e per il divertimento. Da valutare anche il potenziamento dell’aeroporto di Trento per voli turistici, sull’esempio di altre località di turismo alpino (Sankt Moritz ecc.)

 

 

TRENTO E LA SUA ECONOMIA

Trento potrà avere una attività economica adeguata valorizzando le caratteristiche della città che –come detto sopra – dovrà essere turistica, universitaria e della ricerca. Per favorire i piccoli imprenditori (commercio, ristorazione, hotellerie, strutture ricettive) il Comune dovrà mettere allo studio un moderno Piano commerciale, che – tra l’altro – alzi il livello qualitativo dei negozi del centro con la presenza di grandi firme. Si dovrà verificare la possibilità di abbassare il livello di imposizione dei tributi, alleggerendo la burocrazia alla quale sono sottomessi oggi gli imprenditori. I Centri di ricerca, presenti sul territorio trentino, e l’università dovranno essere i due riferimenti per studiare e valutare un progetto di crescita economica, che passi anche attraverso un forte sviluppo tecnologico ed una coscienza ecologica. In questo senso il Comune dovrà adoperarsi per introdurre nelle attività commerciali gli strumenti informatici e tecnologici utili per dialogare meglio con i clienti (acquisti on line, consegne dirette ecc).

Da qualche anno Trento si propone ai suoi cittadini ed alla comunità nazionale quale “Smart City”, con ciò intendendo il proprio essere una città dove la tecnologia è fortemente utilizzata per rendere la vita più semplice a cittadini ed imprese.

L’esperienza che ciascuno di noi può fare quotidianamente, entrando in contatto con la amministrazione comunale, smentisce peraltro la supposta qualifica di “smart” per la città di Trento e ci fa ripiombare in un passato dove la carta regna incontrastata e dove i servizi telematici ai cittadini sono quasi inesistenti.

Come su tutto il territorio provinciale, Forza Italia vuole proporre anche a Trento una vera e compiuta rivoluzione digitale capace di far arrivare nelle case dei cittadini via internet certificati, cartelle, richieste, imposte e tutto quanto attiene al rapporto con il Comune. Il tutto attraverso una applicazione dedicata per smartphone e un portale del cittadino per pc che consenta (implementando anche funzionalità utili al pagamento on line dei diritti richiesti per i vari documenti) al cittadino o all’imprenditore di stampare direttamente da casa i documenti allo stesso necessari.

BUROCRAZIA

 

 

In un momento di crisi il Comune dovrà verificare e razionalizzare i servizi comunali, evitando l’ulteriore espansione di dipendenti (salvo il turn over). Per quanto possibile concentrazione degli uffici pubblici in “poli”, facilmente raggiungibili e dotati di adeguati parcheggi. Per la sburocratizzazione una buona partenza potrà essere quello che prevede il Piano Colao per la ripresa Italia. Si tratterà di adattare alcune delle proposte Colao alla realtà di Trento, ovvero una sostanziale semplificazione e velocizzazione delle procedure (meno autorizzazioni e più silenzio-assenso, processi di velocizzazione per i processi di acquisto di beni e servizi, maggiore trasparenza )

Ci vorrà inoltre un “Cottarelli “in edizione trentina per valutare le politiche della spesa pubblica fin qui attuate dalle varie giunte di centro sinistra e per definire percorsi di razionalizzazione, anche negli enti pubblico/privati dei quali fa parte il Comune. Sarà opportuna anche une forte accelerazione della trasformazione digitale dell’apparato pubblico per modificare comportamenti e relazioni con i cittadini e le imprese.

Dovrà essere inserito ed applicato il principio della meritocrazia, valutando il personale comunale in base a criteri di produttività e di efficienza. Questo principio dovrà essere vincolante soprattutto per la classe dirigente. Il Comune dovrà essere anche “trasparente”: tutte le decisioni importanti sia della Giunta che dei dirigenti dovranno essere on line. Trasparenza dovrà significare anche gare pubbliche e bandi pubblici.

 

 

POLITICHE SOCIALI E SOLIDARIETA’

Di fronte alla crisi economica e di valori la famiglia diventa una risorsa di primaria importanza. La famiglia, pero` è sempre più in difficoltà nella espletazione dei suoi compiti fondamentali di procreazione, di crescita e di cura dei bambini, di educazione degli adolescenti, di vicinanza nella età adulta e di presa in carico dei soggetti portatori di handicap o dei soggetti anziani. Pertanto deve essere posta al centro dell’azione governativa che miri ad offrire una vasta gamma di servizi il più possibile adeguati e rispettosi della libertà di scelta delle famiglie stesse.

Il contributo pubblico deve essere quindi equo, ispirandosi al principio di sussidiarietà, che deve guidare la mano pubblica, coniugando il valore della perequazione con il riconoscimento autentico delle funzioni sociali svolte dalla famiglia, con particolare attenzione a quelle al cui interno vi sono dei figli. Ecco allora dei progetti concreti per riconoscere il prezioso ruolo della famiglia potenziandone il protagonismo e la sua forma di autonomia funzionale unendone il valore a quello delle aggregazioni privato-sociali.

E’ necessario garantire una vasta e diversificata gamma di asili pubblici e privati. Tali servizi devono offrire orari di apertura più flessibili in rapporto alle mutate esigenze della famiglia.

E’ necessario ridurre la retta mensile di tali servizi ed implementare in modo consistente l’offerta delle Tagesmutter, una offerta di qualità verso i bambini da 0 a tre anni che permette di risparmiare i soldi che si investono per la costruzione di asili nido in reinvestimenti sulle risorse umane che operano in tali contesti aziendali con attestazioni di professionalità e qualità a tutto vantaggio della collettività. Bisogna in tal senso implementare il contributo offerto alle famiglie per questo settore e snellire l’iter burocratico di accesso.

E` doveroso da parte delle Istituzioni preposte adoperarsi con il massimo impegno ed ogni strumento per permettere ai bambini di vivere con i propri cari, all’interno della propria casa, laddove questo sia possibile. Nell’attuale contesto sociale, il Trentino risulta essere la seconda regione, dopo la Liguria, in cui avvengono le maggiori sottrazioni di minori dalle famiglie di origine. Tutto questo perché  sui minori si è costruito un sistema economico e lavorativo che, proprio per alimentarsi in continuazione e per incrementare un indotto di professioni e cooperative sociali, in troppi casi lucra, arrecando dolore e sofferenza sia ai bambini che alle famiglie. La spesa di mantenimento dei minori presso strutture di comunità, varia da 9 milioni 251.000 euro nel 2005 a 10 milioni 456.000 euro nel 2009!

Inoltre occorre potenziare l’impegno sociale a favore delle categorie più deboli, migliorare e rafforzare l’assistenza a favore dei soggetti disabili nonché l’assistenza domiciliare per gli anziani ed i portatori di handicap.

Occorre abbattere i tempi di attesa per l’accesso agli alloggi di edilizia pubblica, evitando disparità di trattamento tra cittadini italiani e cittadini stranieri. Bisogna inoltre ritornare ad una gestione interamente pubblica di ITEA s.p.a. In quanto la creazione di una holding partecipata oggi in modo esclusivo da ITEA nella società pubblica impedisce agli aventi titolo di godere di un reale diritto di piena e pacifica locazione dell’unità abitativa del proprio nucleo.

E` opportuno, inoltre, ritornare in modo graduale ad una gestione dell’intero patrimonio immobiliare ora privatizzato (sono ben 10.760 unità abitative) interamente pubblica per garantire ai cittadini una gestione oculata e trasparente. Bisogna rivedere l’intero sistema di procedura di assegnazione dei lavori di appalto in ITEA s.p.a per la manutenzione straordinaria degli immobili priva attualmente di garanzie in ordine ai lavori eseguiti secondo regola d’arte in quanto basata sul contenimento costi aggiudicati a ditte che subappaltano poi i lavori stessi.

E’ necessario inoltre, per sbloccare e dare risposte alle numerose richieste di cambio alloggio per mutate esigenze abitative,(nascita di un figlio ecc.) rivedere totalmente con urgenza la normativa provinciale che indicizza il nucleo abitativo alla superficie calpestabile non tenendo conto del fatto che l’80% del patrimonio edilizio residenziale pubblico (datato 1970-1980) esistente era stato costruito sui vecchi standard abitativi che prevedevano una stanza per componete il nucleo stesso, vulnus questo che impedisce di assegnare un appartamento di diametro sui 100 mq. Ad una famiglia di 4 persone (vedi Torri di Mann).

Va inoltre abolito lo strumento dell’ICEF strumento che si è dimostrato fallace e sperequativo e che ha favorito maggiormente per i complessi meccanismi di calcolo cumulativi (reddito intero nucleo e rendite patrimoniali -risparmi)  risorse a famiglie straniere e immigrate. I parametri ICEF inoltre scoraggiano il risparmio delle famiglie, in quanto penalizzante in maniera assurda, per cui famiglie o single in evidente stato di bisogno economico rimangono esclusi dal diritto.

 

 

TRENTO E CULTURA

 La Galleria Civica rappresenta per ogni città il luogo dove ciascun Comune svolge una delle sue più importanti attività di sviluppo culturale, rivolto soprattutto alle arti espositive pittoriche, scultoree, visive eccetera.

Anche Trento, dal 1989, ha la sua Galleria Civica che condotta sapientemente, con maestria e grande competenza dai diversi direttori, ha vissuto un incredibile periodo durato oltre dieci anni, ponendo la nostra città all’attenzione del mondo culturale nazionale e internazionale facendola diventare un notissimo e prestigiosissimo punto di riferimento. Sopravvenute difficoltà di vario genere (soprattutto d’ordine finanziario) La Galleria ha cessato, nel 2012, di esistere come entità comunale venendo assorbita dal MART, nel frattempo trasferitosi a Rovereto, divenendo così una sorta di dependance della realtà provinciale.

Il programma-progetto di Forza Italia per la prossima legislatura desidera attuarsi su tre fronti:

*Il primo mira a riportare la Galleria Civica, come in ogni città d’Italia, sotto la guida e la gestione del Comune di Trento, con una propria adeguata disponibilità finanziaria idonea ad un ambizioso e autonomo programma espositivo di ampio respiro.

*Il secondo filone vuole dare vita ad una Pinacoteca di Arte contemporanea, che a Trento manca, ove introdurre opere figlie dei nuovi sussulti nazionali e mondiali. Potrebbe essere così creato un polo che possa interagire in modo formidabile con altre già esistenti strutture. Si pensi all’utilizzo dell’area rappresentata dalla ex-Questura, confinante con il Castello del Buonconsiglio, lasciata colpevolmente in uno stato di abbandono e degrado. Facilmente intuibili i numerosi vantaggi (anche indotti) che ne deriverebbero.

*Il progetto si completa poi nella realizzazione del terzo punto con l’assegnazione del Palazzo delle Albere da riservare finalmente in modo istituzionale all’ arte trentina riferita ai suoi artisti del passato e soprattutto a quelli del presente.

 

 

RECUPERO DELLE AREE IN MANO ALLA MICROCRIMINALITA’

La cronaca quotidiana attesta quale sia lo stato di degrado di alcune zone della città (piazza Dante, Portela, piazza Santa Maria, parco S. Chiara, ecc.) in mano a spacciatori di droga ed una microcriminalità che provoca un aumento di furti e che, oltretutto, rende insicuro il cittadino.

Anche se il Comune non ha molte competenze in materia di sicurezza pubblica, riteniamo sia necessario uno sforzo per bonificare queste zona. Va potenziata la presenza dei vigili urbani, vere e proprie sentinelle della città, va coordinata la presenza della forza pubblica con polizia e carabinieri, va potenziata la distribuzione sul territorio di telecamere, i vigili urbani devono essere dotati di taser.

 

 

 

PROPOSTE “GIOVANI”

Oltre a quanto detto sopra, anche in riferimento alla forte presenza di giovani studenti universitari, va detto che una forte e qualificata qualità della vita e dei servizi non potrà avere che positive ricadute in termini di lavoro, occupazione, trattenimento e svago dei giovani. Si tratterà di favorire quelle associazioni che istituzioni che attueranno iniziative, corsi, eventi utili per far crescere la cultura, la musica, il senso di solidarietà dei giovani.

Bisogna facilitare le attività sportive dei ragazzi e dei giovani dato che la pratica della sport ha una valenza salutare, utilizzando in pieno le strutture esistenti (palestre delle scuole, campi sportivi, piscine pubbliche, campi da tennis ecc.) puntando sulla quantità degli ingressi per l’abbattimento dei costi vivi relativi al relativo canone di gestione (manutenzione, personale ecc.) con l’adozione di una family card quale strumento di accesso ai servizi.

E’ essenziale proporre anche una politica-casa che vada incontro alle giovani coppie e a chi decide di vivere in modo autonomo rispetto alla famiglia di origine.  Si deve pertanto, guardando al patrimonio di edilizia pubblica e privata sfitto, introdurre dei parametri e strumenti fiscali (riconoscimenti economici nella misura di sgravi fiscali consistenti) che sblocchino il mercato. Favorire una formazione di nuove famiglie riservando una quota di alloggi pubblici da assegnare a rotazione per un periodo di 5 anni alle nuove famiglie con affitto ad equo canone. E’ necessario, sulla base di una seria programmazione catastale ed urbanistica (studio di fattibilità), utilizzare in modo più razionale gli alloggi semivuoti o chiusi, garantendo un riutilizzo di alloggi dismessi.

 

Oltre a questo proponiamo inoltre:

Poli funzionali per i giovani: si propongono centri per i giovani, nei quali vengano organizzate delle attività educative, informative ma anche di un sano svago come l’attività sportiva. Saranno aperti a tutti con l’obbligo di sorveglianza e di divisione in fasce d’età, così da far sentire i partecipanti a proprio agio. Alcune attività, ritenute istruttive, potranno essere oggetto di credito scolastico per gli studenti delle scuole superiori.

Sicurezza: è necessario aumentare i controlli nei maggiori luoghi di spaccio della città, al fine di bloccare le vendite illegali di sostanze stupefacenti.

Allontanare i giovani da droga e alcool: devono esserci controlli “a sorpresa” nei luoghi dove si vendono tabacchi e superalcolici. Davanti alle scuole, le autorità preposte, devono accertarsi che non ci siano bevande alcoliche o sigarette in presenza di minorenni.

Più in generale ci dovrà essere una presenza coordinata su tutto il territorio, sia diurna che notturna, in modo da garantire una tranquilla vivibilità della città e dei sobborghi.

 

 

GLI ANZIANI E LA TERZA ETA’

La recente e purtroppo non ancora definitivamente sconfitta pandemia, ci ha rivelato in maniera drammatica e dolorosa come la società possa essere colpita con violenza e all’improvviso in qualsiasi momento. Ma se la popolazione più giovane e in forza può contare su proprie oggettive qualità fisiche e psichiche, il mondo degli appartenenti alla terza età e oltre, sono destinate, come purtroppo è accaduto, ad una sofferenza e ad una angoscia che vanno oltre l’immaginabile. Il tremendo tributo in decessi e in negati ultimi conforti dei  propri cari che gli anziani hanno dovuto subire, fa sorgere il quesito di cosa si possa fare per questa categoria non solo in presenza di altri non auspicabili eventi quali sopra descritti, ma anche per i numerosi problemi che quotidianamente sorgono; pensiamo a problemi organizzativi o di altro genere nelle varie realtà, alla gestione del tempo libero in tutte le sue diversificate possibilità, agli aiuti  particolari di assistenza in determinate occasioni ecc.

Forza Italia comprende, al suo interno, il settore “Seniores” che godendo, in linea con i principi e capisaldi del partito, di propria e autonoma operatività, già agisce in tal senso. Ma una interlocuzione di maggior valenza sarebbe certamente opportuna. In tale ottica intendiamo promuovere la creazione, da cercare fra gli eletti nel Consiglio Comunale, di una figura alla quale conferire deleghe specifiche per la veloce e valida gestione di tali nuovi rapporti. L’esistenza di tale soggetto riteniamo sarebbe stata sicuramente di grandissimo aiuto nel periodo appena trascorso e avrebbe contribuito ad alleviare le sofferenze patite sia dagli anziani che dai loro cari.

Tale figura di nascita “comunale” (che potremmo avvicinare a quella del Difensore Civico che cura i problemi amministrativi) ci auguriamo possa indurre il Governo Provinciale a creare un apposito Assessorato che funga da Garante per l’intero popolo degli anziani.

 

 

I RAPPORTI CON LA PROVINCIA

Forza Italia è consapevole degli assetti istituzionali, sui quali si regge il Trentino, e del ruolo guida della Provincia per quanto riguarda lo sviluppo socio-economico, culturale, sanitario ed assistenziale di tutta la popolazione. Il Comune di Trento, quale capoluogo della Provincia e della Regione, dovrà riaffermare i propri spazi di autonomia e collaborare con la Provincia nell’individuazione dei percorsi più adatti a garantire la crescita del Trentino e della città. Tale collaborazione, peraltro, dovrà sempre svilupparsi su un piano di pari dignità, attraverso forme di consultazione da individuare. Gli interessi di Trento potranno essere quelli del Trentino solo se vi sarà una concertazione di obiettivi e di modalità di realizzazione di questi obiettivi. E’ inoltre evidente che sostenendo Trento, spese e carichi antropici determinati dalla Provincia – intesa come Istituzione – si dovranno studiare forme di compensazione economica.

 

 

Programma elezioni definitivo