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FONDAZIONE VRT * RICERCA: « PREMIATI I PROGETTI VINCITORI DEL 3° BANDO 2021 “IMPACT INNOVATION”I VERTICI DI UNITN – FEM – FBK – FONDAZIONE CARITRO: “ METTERE AL CENTRO LA PERSONA “ »

Sono dieci i progetti vincitori del 3° Bando 2021 “Impact Innovation” di Fondazione VRT. Stamane, nella sala conferenze di Fondazione Caritro, si è tenuta l’illustrazione del loro contenuto: a rappresentanti dei team di ricercatori di ciascun progetto, presenti in sala, è stato consegnato un diploma/attestato da parte dei referenti di UniTn, FBK e FEM. Protonterapia, medicina di precisione, sistemi medicali ad alta risoluzione, ma anche tecnologia genomica per la viticoltura, app per il turismo in montagna e impianti frenanti ambientalmente sostenibili: progetti dunque diversissimi tra loro, ma tutti caratterizzati dall’immediata applicabilità e da una tangibile ricaduta sulla vita quotidiana di chi ne fruirà. E proprio il tema dell’impatto della ricerca scientifica è stato al centro della tavola rotonda che si è svolta dopo la premiazione dei progetti, intitolata appunto “L’impatto della ricerca. La ricerca che aiuta le persone”: a confrontarsi Flavio Deflorian (rettore dell’Università di Trento e vicepresidente Fondazione VRT), Stefano Milani (presidente Fondazione VRT), Andrea Simoni (segretario generale FBK), Mario Del Grosso Destreri (direttore generale FEM), Giovanni Cattani (consigliere Fondazione VRT) ed Elena Tonezzer (presidente Comitato d’indirizzo Fondazione Caritro), moderati dal giornalista Paolo Morando.

«Quello delle cosiddette “ricadute” – ha detto Flavio Deflorian, rettore UniTn e vicepresidente Fondazione VRT – è diventato negli anni un tema centrale per chiunque si occupi di ricerca. Premiare, come fa Fondazione VRT, progetti che si propongono, con le proprie scoperte e innovazioni, di generare un impatto misurabile nella società, significa non solo aver compreso questa necessità, ma aver sposato un’idea di ricerca e di sviluppo che mette al centro la persona, i suoi bisogni e le sue aspettative».

«Fondazione VRT ha accettato la sfida di adottare un modello innovativo di finanziamento della ricerca e di crescita delle start-up», ha spiegato il presidente Stefano Milani, che ha poi illustrato la “mission” di VRT: «Individuiamo tematiche di forte attualità, basate sui bisogni delle persone. Raccogliamo le candidature e le selezioniamo in modo rapido, alcune settimane, grazie ad un board composto da esponenti del mondo dell’Università e delle imprese. Infine decidiamo di finanziare o co-finanziare a fondo perduto progetti di ricerca misurabili, che abbiano un impatto concreto sulle persone e con uno sviluppo veloce, di qualche mese, verificando i risultati ottenuti. Il nostro non ha la pretesa di essere un modello alternativo agli attuali standard di finanziamento, bensì un modello che percorre – sulla base del periodo storico particolare che stiamo vivendo – una via diversa. Innovare è anche esplorare nuove vie, nuove soluzioni. Al centro rimane il sostegno alla ricerca per le persone».

Elena Tonezzer, presidente del Comitato di indirizzo di Fondazione Caritro, ha ripercorso le ragioni della scelta che ha portato alla nascita di VRT: «Quando Caritro ha istituito la Fondazione VRT, immaginava un ente autonomo capace di individuare e valorizzare le migliori ricerche e tecnologie sviluppate in Trentino, per favorire le loro ricadute sociali ed economiche. I bandi promossi durante le prime settimane dell’emergenza sanitaria hanno mostrato che questa nostra scelta è stata quella giusta, poiché le calls (3 a tema Covid-19, 1 sulla ripartenza) avviate hanno permesso di mettere subito a frutto soluzioni in grado di studiare, diagnosticare e contrastare la malattia. Poi nel 2021 si è deciso di agevolare e implementare l’applicazione di tecnologie, brevetti e invenzioni, prestando particolare attenzione ai progetti con governance femminile (si sono già attivati 3 bandi, di cui Bando Impact Innovation in corso). Siamo fiduciosi che anche questo sia un modo virtuoso di rispondere ai bisogni concreti delle persone».

«Il lavoro svolto in questi tre anni dalla Fondazione VRT – ha aggiunto Giovanni Cattani, consigliere d’amministrazione di VRT – vuole essere un chiaro esempio di come si possa agevolare ed incentivare l’applicazione della ricerca trentina che vuole dare risposte ai bisogni delle persone. Una trasparente e documentata metodologia nel selezionare e valutare i progetti pervenuti, in tempi certi e ridotti, è stata sicuramente una delle ragioni non solo della crescente partecipazione ai nostri bandi ma anche della crescente qualità delle documentazioni inviateci».

Andrea Simoni, direttore generale di FBK, si è soffermato sulle sfide future per la ricerca scientifica: «I prossimi anni saranno caratterizzati da una crescita esponenziale dell’impatto delle nuove tecnologie e di conseguenza da un cambiamento dei paradigmi che regolano l’economia e la società. FBK, nel suo ruolo di organizzazione di ricerca e motore di innovazione, opera secondo un modello definito come “economia circolare della conoscenza”. Tale modello mira al posizionamento di eccellenza nella comunità scientifica internazionale e alla valorizzazione di questi risultati in innovazione e ricaduta sul mercato e sulla società,

con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone, rendendo i progressi della conoscenza fruibili da cittadini, aziende, associazioni e pubbliche amministrazioni, in primis del territorio trentino».

Un plauso all’attività di VRT è venuto da Mario Del Grosso Destreri, direttore generale FEM: «Mi preme portare un ringraziamento alla Fondazione VRT che consente ai centri di ricerca che operano in Trentino, come FEM, di valorizzare progetti, attività e tecnologie innovative finalizzandoli a risposte concrete per il territorio. In questo senso i bandi rappresentano un’opportunità per aiutare a generare un impatto tangibile e misurabile. E questo è anche il concetto chiave della missione di FEM. Da quasi 150 anni l’attività di ricerca a San Michele ha l’obiettivo di fornire soluzioni al territorio, in particolare all’agricoltura, grazie alle conoscenze, alle competenze e anche alle sinergie instaurate con altri enti a livello locale, nazionale e internazionale».

 

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I DIECI PROGETTI VINCITORI DEL 3° BANDO 2021 “IMPACT INNOVATION”

1. Dispositivi per applicazioni di Protonterapia ottenuti da tecniche avanzate di stampa 3D (Proton3D)

Ente beneficiario: Università degli Studi di Trento, Dip. Fisica Capo Progetto: Francesco Tommasino

Descrizione: Il progetto Proton3D si propone di valutare il potenziale impatto sulle attività cliniche e di ricerca nell’ambito della protonterapia di dispositivi ottenuti tramite tecniche avanzate di stampa 3D. Tali dispositivi, realizzati con materiali innovativi, contribuiranno a velocizzare e semplificare le procedure di trattamento, aprendo anche alla possibilità di studiare nuove forme di erogazione dei trattamenti. Tutto ciò sarà possibile grazie alle competenze specifiche messe a disposizione dal team di ricerca che coinvolge realtà locali quali APSS, TIFPA e ProM Facility.

 

2.  Progetto RiFreRIBE

Capo progetto: Cinzia Menapace (Dipartimento di Ingegneria Industriale – Università di Trento).

Team: prof. Paolo Bosetti, prof. Stefano Gialanella, prof. Giovanni Straffelini, studente dottorato Hosein Rajaei (Dipartimento di Ingegneria Industriale – Università di Trento)

Descrizione: Il progetto mira allo sviluppo di un sistema alternativo all’attuale dismissione dei dischi freno usati studiando la rigenerazione dello strato usurato mediante rivestimenti ottenuti depositando polveri metalliche selezionate via DED (Direct Energy Deposition), al fine di ridurre le emissioni di particolato pur mantenendo le prestazioni tecniche dell’impianto frenante. Gli obiettivi del progetto sono quindi sostanzialmente due: la messa punto di una metodologia di riciclo di dischi freno usurati e la riduzione dell’emissione di particolato dell’impianto frenante nel suo complesso.

 

3.  Organoo – Human Organoids for Precision Medicine

Ente Beneficiario : StartUp Accademica Organoo Capo progetto: Francesco Antonica, Luca Tiberi

Descrizione: Organoo è un’iniziativa imprenditoriale ad alto contenuto tecnologico di prossima costituzione come startup innovativa accademica dell’Università di Trento. Organoo punta a sviluppare soluzioni tecnologiche d’avanguardia nella ricerca preclinica e nella medicina di precisione basate sugli organoidi, versioni semplificate e miniaturizzate di organi che possono essere utilizzati per numerose analisi in-vitro. In particolare, le prime produzioni di organoidi ad essere lanciate sul mercato andranno a istituti di ricerca e industrie farmaceutiche per la sperimentazione di nuove cure del tumore al cervello e di malattie del polmone.

 

4.     NanoBioMec   di    film   ultrasottili    per   dispositivi    biomedicali    di    nuova generazione

Ente beneficiario: Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica (DICAM), Università di Trento

Capo progetto: Dr. Maria F. Pantano

Descrizione: Le attuali sfide sociali, come la necessità di adottare stili di vita più sani e l’invecchiamento della popolazione, richiedono un’evoluzione degli strumenti biomedicali, che devono essere sempre più capaci di monitorare segnali legati alla salute umana attraverso sistemi leggeri, piccoli e facilmente portabili. Durante il progetto, ci si propone di studiare le proprietà meccaniche di materiali polimerici molto sottili (spessore molto inferiore al millimetro), al fine di derivare quelle informazioni necessarie per lo sviluppo di dispositivi robusti, affidabili e, quindi, adatti all’uso reale.

 

5.  QUOD – Quantificazione della Dominanza oculare per uso clinico

Proponente: CIMeC – Centro Interdipartimentale Mente/Cervello Capo progetto: Uri Hasson e Giuseppe Notaro

Descrizione: La dominanza oculare è un fenomeno di grande interesse scientifico perché indica quale sia la parte del mondo a cui prestiamo più attenzione. Uri Hasson e Giuseppe Notaro hanno sviluppato un sistema per la quantificazione precisa della dominanza oculare, che è attualmente in procinto di ottenere un brevetto. Grazie a questo progetto, il sistema uscirà dai laboratori come tecnologia pronta per il mercato internazionale. Il nostro sistema aiuterà i medici oculisti nelle scelte terapeutiche, nell’anamnesi pre-chirurgica, nel monitoraggio dell’ambliopia e nella customizzazione delle lenti correttive.

 

6.  Vitis-Single Cell Technology (VITIS-SCT)

Ente beneficiario: Fondazione Edmund Mach (FEM) Capo progetto: Dr.ssa Lorenza Dalla Costa

Descrizione: Il progetto “Vitis-SCT” propone l’applicazione di strategie innovative di genome editing per produrre varietà di vite da tavola e da vino con resistenza/tolleranza ad agenti patogeni, quali peronospora e oidio. L’introduzione diretta del sistema di editing CRISPR/Cas9 in forma di RNA e proteine, non integrabili nel genoma della pianta, permetterebbe di produrre piante resistenti, prive di DNA esogeno (DNA-free), con le caratteristiche della cultivar di interesse.

 

7.  Micro Lab 4.0

Ente beneficiario: Fondazione Bruno Kessler (FBK) Capo progetto: Dr. Rossana Dell’Anna

Descrizione: Micro Lab 4.0 svilupperà attività, incentrate sulla microscopia elettronica, di tipo didattico, divulgativo e formativo, che vedranno l’uso di un innovativo microscopio elettronico portatile reso disponibile dal finanziamento di VRT. A tal fine i ricercatori di FBK, coordinati dalla Dr. Rossana Dell’Anna, saranno affiancati da vari partner: almeno 8 scuole secondarie con più di 10 classi, MUSE, PROM ed AIRI. Le attività prevedono lezioni organizzate con le scuole, un evento museale, stage formativi e la creazione di un laboratorio 4.0 di microscopia per training ed analisi da remoto.

 

8.  MTRS – Mountain Tourism Reccomendation System

Proponente: Mountain Maps srl Capo progetto: Paolo Rota

Descrizione: MTRS è un progetto di ricerca della startup innovativa trentina Mountain Maps srl, la quale in collaborazione con Fondazione VRT, mira a sviluppare un sistema che permetta di migliorare e digitalizzare l’offerta turistica dei territori. Grazie alla sinergia con l’applicazione Mountain Maps, che verrà lanciata in estate e che permetterà di raccogliere dati anonimi sulle abitudini montane dei turisti, la startup potrà sviluppare un algoritmo basato su reti neurali artificiali in grado di aiutare l’utente a scegliere l’itinerario più adatto alle proprie esigenze.

 

9.  ZeroWINE – ZERO Waste from WINE industries

Proponente: CarboREM Srl

Capo progetto: Ing. Michela Lucian

Descrizione: Il progetto ZeroWine mira ad approfondire la tematica relativa alla sanificazione dei residui delle cantine vitivinicole e alla loro valorizzazione in biogas e co-compost. Il progetto mira ad applicare la tecnologia di conversione idrotermica per abbattere i patogeni presenti nei reflui di cantina e per chiudere in modo sostenibile la filiera vitivinicola trentina, mediante un recupero circolare dell’energia e delle risorse con una particolare attenzione alla salute dell’uomo, e alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio trentino.

 

10.  Litografia ad alta risoluzione per sensori biomedicali – Lidia

Proponente: Fondazione Bruno Kessler Capo progetto: Dr. Georg Pucker

Descrizione: Il progetto LIDIA – Litografia ad alta risoluzione per sensori biomedicali vuole migliorare drasticamente la qualità e la riproducibilità delle strutture definite con tecnica di litografia ottica. La tecnologia sperimentata nel progetto si basa sul controllo di fenomeni di interferenza ottica durante la stampa di elementi chiave dei sensori. FBK e i partner Indivenire, Microfabsolutions e Femtoray si aspettano di poter migliorare con questo sviluppo la attuale qualità dei sensori e poter sviluppare nuovi tipi di sensori.