Nei giorni scorsi la Fondazione Edmund Mach ha organizzato e ospitato due meeting e un evento divulgativo dedicati al tema mammiferi e alla salute degli ecosistemi.

Due gruppi di scienziati provenienti da Europa e Nord America hanno affrontato un punto chiave di questo quadro: come lo stato e la dinamica delle popolazioni di mammiferi dipenda dalla complessità delle relazioni energetiche e come ciò condizioni la trasmissione di parassiti e patogeni.

Un altro tema affrontato, altrettanto importante, ha riguardato il rapporto tra migrazioni dei mammiferi e impatto antropico. I mammiferi sono componenti essenziali degli ecosistemi, con funzioni energetiche chiave nel ruolo di consumatori, predatori, dispersori di nutrienti e semi. Questi animali rivestono inoltre un importante ruolo economico ed estetico, aiutando ad avvicinare l’uomo alla natura.

Comparando i risultati dei propri studi in Nord America, Europa, Asia ed Africa, potranno essere sviluppati modelli e basi teoriche per identificare soluzioni concrete per preservare le funzioni ecosistemiche dei mammiferi, così affrontando le sfide imposte dall’Antropocene nel mantenimento di ecosistemi in salute, come sottolineano i ricercatori, tra cui il Prof. Peter Hudson (PennState University), Prof. Matt Kauffman (University of Wyoming) e il Prof. Tim Coulson (University of Oxford).

L’Unità di ricerca di ecologia applicata del Centro Ricerca e Innovazione annovera tra le varie linee di ricerca lo studio dell’ecologia e conservazione della fauna, guidato da Francesca Cagnacci.

Attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi (biologging, modellistica e data sharing) questa linea di ricerca ambisce a trovare risposte ad ambiziose questioni scientifiche, con impellenti ricadute applicative. Lo studio del comportamento (e in particolare del movimento) animale permette di cogliere la risposta prossimale degli ecosistemi alle modifiche che stiamo imponendo, studiandone la capacità di adattamento, o resilienza.

Inoltre, la salute degli ecosistemi è legata alla loro complessità. In questa linea di ricerca vengono studiate misure di mitigazione e conservazione adeguate, proponendo soluzioni al conflitto uomo-fauna per una migliore e consapevole integrazione tra l’uomo e l’ambiente allo scopo di proteggere l’ambiente naturale Trentino, e proporlo come sistema di studio modello a livello internazionale.