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FERROVIE EUREGIO: TRANSDOLOMITES, IN TRENO 40% TURISTI DA APERTURA TUNNEL BBT

(Fonte: Transdolomites – Massimo Girardi) – EuregioLab, 2017, nell’ambito del Forum dell’Euregio Tirolo, Alto Adige, Trentino, giunto alla quarta edizione e tenutosi ad Alpbach nel Tirolo sotto il coordinamento dell’Ing. Helmuth Moroder ha affrontato il tema della mobilità sostenibile nelle regioni alpine.

In sintesi, il pensiero e obiettivo del gruppo di venti esperti che si sono più volte confrontati sulla tematica è stato quello di chiedersi in che modo un’accorta interazione dei servizi, gestione del tempo libero e impiego delle nuove tecnologie può favorire nelle regioni alpine una mobilità che si possa definire sostenibile e che raggiunga anche gli obiettivi previsti dall’Accordi di Parigi.

Nel contesto del territorio alpino, Euregio per le sue varietà e complessità fa sì che questo territorio sia rappresentativo dell’intero arco alpino. Grazie a tali caratteristiche esso si presta a ottimamente allo sviluppo e alla sperimentazione di strategie di mobilità sostenibile.

Leggendo il Documento di sintesi presentato a Alpbach, come presidente di Transdolomites esprimo la mia soddisfazione per i contenuti e obiettivi che esso contiene perché in tutto ciò leggo il cammino ed i messaggi cha la nostra associazione da 11 anni, tanti sono gli anni dalla sua fondazione, ha seminato.

La Galleria di base del Brennero e le interazioni con i territorio limitrofi occupa una spazio importante nel Documento. Ebbene il primo convegno sulla mobilità che nel 2004 promossi a Pozza di Fassa partì proprio dalle stesse considerazioni.

Da allora ad oggi la Galleria di base del Brennero è entrata nella vera fase esecutiva. Che piaccia o no , questa opera verrà realizzata. Sta a noi ed ai territori dell’Euregio se limitarsi a vedere realizzato un mero corridoio internazionale di attraversamento o approfittare di questa opera per generare delle opportunità anche per le periferie e quindi non solo per le città di Bolzano e Trento.

In senso inverso, sta anche alla natura di questo progetto far sì che le sinergie tra quest’ultimo e territori siano sviluppate al meglio per dare una risposta alla screscente domanda di mobilità per residenti e turisti.

È una riflessione che tocca indistintamente tutti; dopo l’apertura della Bbt cento milioni di cittadini vivranno a meno di 5 ore di viaggio in treno da Innsbruck, Bolzano, Trento.

Ma è anche vero che i territori che non avranno accessibilità ferroviaria alla linea del Brennero è come si se allontanassero e le loro probabilità di una nuova forma di sviluppo economico più sostenibile saranno compromesse.

 

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C’è una doppia motivazione attorno a questa frase e che va soppesata con molta attenzione:

1) Sul versante del Tunnel di base, l’obiettivo è di portare in treno dall’attuale 10% di turisti al 30-40% oltre al trasporto degli abitanti dell’Euregio.

2) L’aspetto ancor più forte riguarda la linea storica che una volta liberata dai treni merci potrà assumere un ruolo centrale nel sistemi di gestione del trasporto regionale perché potrà essere concepita come vera e propria metropolitana di superficie.

 

Tenendo conto che la maggior parte della richiesta di mobilità nell’arco alpino è data dalle brevi distanze ma da numerosi spostamenti, è quanto mai opportuno si da oggi ragionare sul grande potenziale che la linea storica potrebbe esprimere e le ricadute in mobilità ed economia del turismo che ne potrebbero derivare.

Per quanto riguarda la nostra regione, i treni ad alta velocità fermeranno nelle città di Bolzano e Trento. Sarà compito delle amministrazioni delle due province assicurare che la catena dei trasporti raggiunga in modo capillare anche la periferia.

Da questo punto di vista la situazione è critica in ambedue le province in quanto la maggior parte dei centri turistici non è dotata al momento di un efficiente sistema di Tpl e tale offerta di servizi non è in grado di far fronte alla domanda odierna e futura di mobilità. Per via della forte pressione determinata la traffico data delle presenze turistiche le “ sfide “ su cui si sofferma il gruppo di esperti sta l’elenco dei territori che” andrebbero assolutamente “ dotati di efficienti sistemi di Tpl.

Per quanto concerne il Trentino le valli di Fiemme e Fassa ed il Lago di Garda sono citate nel Documento.

Così come , il Documento continua nel “ raccomandare “ i tre soggetti di Euregio di predisporre un quadro complessivo delle offerte di Tpl necessarie per preparare l’Euregio all’entrata in funzione della Bbt.

 

 

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Il che significa da subito e non dal 2026 in avanti. È assodato che per via della pressione turistica le valli che sono in sofferenza sono Fassa e Fiemme per quanto riguarda l’asta dell’Avisio.

Il Documento di Alpbach dice che la catena dei trasporti deve permettere la raggiungibilità delle periferie. La chiusura del cerchio , come da anni sosteniamo, è dunque la valle di Cembra, tra la città di Trento e le valli di Fiemme e Fassa piaccia o non piaccia.

C’è un altro aspetto di rilievo che gioca a favore di questa tesi. Il fatto che bisogna tornare a dare attrattività alle periferie perché lo spopolamento delle montagne è un fenomeno che non si è arrestato. Bisogna quindi mantenere vivibili i fondovalle assicurando alle popolazioni una qualità della vita al passo con i tempi.

La Valle di Cembra è doppiamente periferia.

1) Perché lo spopolamento della valle è costantemente in atto e perché essa può essere a buon conto considerata la periferia di Trento alla luce degli importanti flussi di pendolari che si muovono dalla valle alla città e viceversa.

2) La ferrovia in valle di Cembra può rappresentare la soluzione per ripopolare la valle e sollevare la città dal traffico dei pendolari . Dunque la valle di Cembra il polmone più vicino ed accessibile della città.

 

 

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Ma in tutto ciò il ruolo fondamentale lo deve giocare la politica. L’appartenenza del Trentino all’Euregio implica una precisa assunzione di responsabilità all’interno di questa entità sovrannazionale.

In questa fase storica la responsabilità è doppia perché si lega al costruendo tunnel di base del Brennero e gli impegni infrastrutturali che il Trentino deve assumersi nel creare una interazione tra la nuova opera ferroviaria ed il territorio provinciale. Ne va della credibilità del Trentino a livello nazionale e internazionale.

Altro aspetto; Il programma progettuale raccomandato è che anche i progetti trentini devono essere inseriti in un contesto Euregio cercando alleanze per portare avanti a livello europeo un’azione di lobbyng mirata ad ottenere anche per le ferrovie regionali l’accesso ai fondi europei nel periodo di programma 2021-2027.