CONI TRENTINO

L'impegno per le Olimpiadi 2026 - intervista Presidente Paola Mora

Il fondo di investimenti italiano Progress Tech Transfer ha deciso di scommettere sulla ricerca e sull’innovazione trentina. Una scelta non scontata e non casuale, ma legata all’esistenza e all’attività di HIT, un soggetto che ha riunito e messo a sistema enti di ricerca e Trentino sviluppo per trasformare il sapere in avanzamento tecnologico e sociale. Il Trentino è infatti riconosciuto a livello nazionale e internazionale come un territorio nel quale la parola “ricerca” ha assunto dei connotati particolari. Alla ricerca si era rivolta una classe dirigente, mezzo secolo fa, per modernizzare e far crescere un territorio povero ed economicamente arretrato. Ed è sempre alla ricerca, sia questa pura, accademica, didattica, industriale, che ancora oggi affidiamo una parte importante delle nostre speranze di sviluppo e della nostra proiezione internazionale.

Grazie a decenni di investimenti pubblici e grazie allo straordinario lavoro di generazioni di docenti e ricercatori, si è sviluppato così in Trentino un vero e proprio “ecosistema” della ricerca. Una realtà fatta di contaminazioni (dei saperi, delle culture, dei mondi scientifici), nella quale gli attori coinvolti hanno la consapevolezza che per vincere le sfide globali è necessaria la competenza di tutti: della Pubblica amministrazione, dei diversi ambiti della ricerca, delle piccole e medie imprese, delle grandi aziende, della comunità locale.

Uno scenario, questo, che è tanto più possibile quanto più sarà forte la regia pubblica provinciale e tanto più questa sarà intenzionata a trasformare un insieme di laboratori di innovazione, in un sistema attento non solo al raggiungimento di singole eccellenze, ma concentrato anche sulle ricadute e sulle possibili “messe a terra” di quanto costantemente scoperto e ricercato.

Per continuare in questa direzione, è dunque necessario proseguire con convinzione nell’integrazione tra il sistema della formazione e quello della ricerca.

Rispetto al primo, l’Accordo di Milano, che ha riconosciuto alla Provincia nuove competenze sull’Università, dovrebbe spingere l’amministrazione provinciale, al di là del colore politico di chi la guida, ad incidere in modo crescente su una filiera integrata della formazione, che vada dalle elementari alla formazione terziaria, e che utilizzi le importanti prerogative dell’Autonomia speciale per aggiungere costantemente nodi alla rete delle nostre eccellenze.

Riguardo invece alla ricerca, l’obiettivo dev’essere quello di dare concretezza alla necessaria integrazione di un sistema di enti, non fermandosi alle partnership tra ricercatori o dipartimenti, ma insistendo con pazienza ed incisività nell’intreccio tra ricerca pura e ricerca industriale, affinché la prima possa germogliare in derivazioni che saranno di volta in volta quelle della ricerca applicata, del teconology transfer, della ricerca votata all’industria.

Per questo preciso obbiettivo, nella scorsa Legislatura, abbiamo fortemente investito nella costruzione del consorzio HIT, oggi divenuto fondazione. Uno strumento pensato per mettere in costante relazione il meglio della ricerca in Trentino (Università, FBK, Fondazione Mach) con la nostra agenzia per lo sviluppo (Trentino Sviluppo), ma anche e soprattutto per creare tra questi e il mondo delle imprese un anello di collegamento.

Ora che HIT è una realtà sedimentata e con solide fondamenta, e ora che, dopo tentennamenti e annunci ambigui, anche l’attuale Giunta hariconosciuto la bontà di quell’intuizione e le sue potenzialità, il mio auspicio è che il trasferimento dei risultati di ricerca e innovazione nelle realtà produttive e imprenditoriali si faccia ancora più incisivo, e che il lavoro dei ricercatori diventi sempre più spesso scintilla per imprese innovative e occasioni di sviluppo di cui possa beneficiare la comunità intera.

Ho letto in questo senso con soddisfazione dell’accordo raggiunto tra HIT e il fondo Progress Tech Transfer, attraverso il quale le tecnologie maturate nell’ambito dalla ricerca pubblica potranno trovare maggiore sostegno e un un migliore indirizzo verso il mercato. Mentre ho appreso con grande preoccupazione dei disallineamenti che sarebbero emersi tra HIT e l’Università di Trento, che nel consorzio oggi fondazione ha sempre creduto con convinzione e che della ricerca trentina è attore fondamentale.

Pertanto mi auguro che la “Giunta del cambiamento” non scelga il cambiamento fine a se stesso e dannoso, ma decida invece di lavorare con assiduità per scongiurare la frammentazione tra gli attori che compongono questo nostro mondo della ricerca. Perché le potenzialità di questo territorio non potranno (e non dovranno) mai essere quelle di una grande città metropolitana americana o asiatica, ma sono invece quelle di un territorio di confine, che usa la propria Autonomia per fare rete al proprio interno e proporsi all’esterno come un “sistema”.

 

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Sara Ferrari, consigliera provinciale PD