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FERRARI (PD) – QUESTION TIME * « LA PAT FACCIA CHIAREZZA UNA VOLTA PER TUTTE SULLE CONDIZIONI DI LAVORO NEL REPARTO DI GINECOLOGIA DELL’OSPEDALE S. CHIARA TRENTO »

La Provincia faccia chiarezza una volta per tutte sulle condizioni di lavoro nel reparto di ginecologia dell’ospedale S. Chiara di Trento

Lo chiede in una question time (v. testo in allegato), depositata oggi, la consigliera Sara Ferrari, capogruppo del Pd del Trentino. L’interrogazione a risposta immediata in discussione nella seduta del Consiglio provinciale prevista martedì prossimo. “La Giunta provinciale si faccia carico di un controllo efficace – afferma Ferrari- istituendo una commissione terza, esterna all’Apss, che garantisca imparzialità”.

Per la consigliera Dem infatti le commissioni interne non solo non hanno dato finora alcun esito, ma, in quanto tali, non possono offrire la giusta serenità al personale dell’Apss che deve essere audito nel merito.

Mentre l’indagine sulla scomparsa della dottoressa Pedri compete alla magistratura – sostiene la consigliera – risulta necessario che la Provincia verifichi le condizioni di lavoro interne a quel reparto, in ottemperanza alla legge sul benessere lavorativo e alla legge provinciale 2/2013 (stress lavoro correlato) che attraverso l’UOPSAL, il Comitato anti mobbing e il consigliere di parità, assegna alla politica provinciale una precisa responsabilità di vigilanza e prevenzione.

 

Trento, 24 giugno 2001

Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del
Consiglio provinciale

SEDE

Interrogazione n.
(a risposta immediata)

La trasmissione “Chi l’ha visto” ha fatto luce sulla tragica vicenda della scomparsa della ginecologa Sara Pedri e allo stesso tempo ha gettato ombre di dubbio sulle condizioni di lavoro del personale del reparto di ginecologia dell’Ospedale Santa Chiara, nel quale si sono registrate nel tempo frequenti dimissioni di professionisti, in corrispondenza dell’attuale direzione dell’unità operativa. Dalle dichiarazioni dei parenti della giovane dottoressa scomparsa e pare da altre testimonianze di chi ha lasciato negli anni quel reparto, emerge un clima lavorativo estremamente negativo, vessatorio e discriminatorio nei confronti delle professioniste impiegate nel reparto. Mentre l’indagine sulla scomparsa della dottoressa Pedri compete alla magistratura, risulta necessario che la Provincia verifichi le condizioni di lavoro interne a quel reparto, in ottemperanza alla legge sul benessere lavorativo e alla legge provinciale 2/2013 che attraverso il consigliere di parità, l’UOPSAL e il Comitato anti mobbing assegna alla politica provinciale una precisa responsabilità di vigilanza e prevenzione. Chiedo alla assessora alla salute se condivida la necessità di istituire una commissione terza, esterna all’APSS, che possa fare chiarezza una volta per tutte sulle condizioni di lavoro dando garanzia di imparzialità e tutela per i dipendenti chiamati in audizione.

*

Cons.ra Sara Ferrari