Ufficio pari opportunità: ottimizzazione o ridimensionamento. La consigliera Sara Ferrari ha interrogato la Giunta provinciale per sapere i motivi che hanno portato alla soppressione dell’Ufficio pari opportunità.

La Giunta provinciale ha infatti deliberato la soppressione dell’Ufficio pari opportunità e il trasferimento delle relative competenze all’Ufficio innovazione e inclusione sociali, del quale ha proposto la ridenominazione in Ufficio pari opportunità e inclusione.

Poco più di anno fa la stessa Giunta aveva stabilito il passaggio delle competenze dell’Ufficio pari opportunità, allora incardinato nell’Agenzia del Lavoro, all’Unità di missione semplice sviluppo rete dei servizi e pari opportunità, istituita proprio presso il Dipartimento salute e politiche sociali.

I motivi di questi cambiamenti ondivaghi paiono vaghi ed inconsistenti, come le politiche della Giunta in tema di pari opportunità. Si parla di ottimizzazione, il timore è che si tratti di ridimensionamento.

 

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Gruppo Consiliare PD del Trentino

 

 

In allegato l’interrogazione.

 

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Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale
SEDE

Trento, 15 luglio 2020

Interrogazione n.

Soppressione dell’Ufficio pari opportunità e trasferimento delle competenze all’Ufficio innovazione e inclusione sociali. Ottimizzazione amministrativa o confusione politica?

Con la delibera n. 839 del 19 giugno 2020, su indicazione del Dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali, la Giunta provinciale ha deliberato la soppressione dell’Ufficio pari opportunità e il trasferimento delle relative competenze all’Ufficio innovazione e inclusione sociali, del quale ha proposto la ridenominazione in Ufficio pari opportunità e inclusione.
Una decisione che stupisce. Non solo perché determina la chiusura di un Ufficio che negli ultimi anni ha lavorato bene, diventando punto di riferimento per una vasta area di attività e per numerosi interlocutori pubblici e privati; ma anche perché avviene a poco più di un anno da un’altra delibera, la 544 del 19 aprile 2019, con la quale la stessa Giunta aveva stabilito il passaggio delle competenze dell’Ufficio pari opportunità, allora incardinato nell’Agenzia del Lavoro, all’Unità di missione semplice sviluppo rete dei servizi e pari opportunità, istituita proprio presso il Dipartimento salute e politiche sociali
Un doppio cambio che risulta misterioso nelle sue motivazioni, che pare evidenziare l’assenza di una linea di indirizzo precisa da parte del decisore politico, e rispetto al quale le indicazione dell’assessora alla Salute, politiche sociali, disabilità e famiglia non paiono fugare timori ed incertezze.
Nel commentare la notizia della nascita del nuovo Ufficio Pari opportunità e inclusione, infatti, l’assessora Segnana ha parlato contemporaneamente di “ottimizzazione delle risorse interne” e di “migliorare i servizi rivolti alle donne”, senza tuttavia spendere alcuna parola sul perché il nuovo Ufficio integrato dovrebbe lavorare meglio del precedente, sul come potrebbe farlo, o su quali aspetti dell’operato della precedente struttura non c’era soddisfazione tanto da spostarlo di competenza due volte in pochi mesi,

Tanto premesso, interrogo il presidente della Provincia e l’assessora competente per sapere:
1. quali fragilità e problematiche siano state riscontrate nel preesistente Ufficio pari opportunità e quali aspetti si ritiene possano migliorare a fronte della costituzione del nuovo Ufficio Pari opportunità e inclusione;
2. quante unità di personale erano in dotazione ai due Uffici separatamente e quante lo sono ora nell’Ufficio unico che li ha incorporati;
3. per quale ragione si è ritenuto di destinare a nuovo incarico la sostituta direttrice dell’Ufficio pari opportunità;
4. se è in grado di assicurare che, nella nuova collocazione, ci saranno le competenze per occuparsi, oltre che alle importantissime tematiche del contrasto alla violenza contro le donne anche delle attività di:
5. promozione della parità di trattamento e della cultura delle pari opportunità tra uomini e donne, della promozione e sostegno dell’occupazione femminile, del coordinamento con le attività della consigliera di parità e della commissione pari opportunità e del comitato di garanzia della Provincia, nonché delle funzioni di osservatorio sulle pari opportunità, la promozione del bilancio di genere, la programmazione degli interventi di educazione, promozione e sensibilizzazione, la pianificazione e gestione dei contributi ai soggetti pubblici e privati per la realizzazione di progetti di promozione della cultura di genere, come previsto dalla vigente legge provinciale n.10 del 2012;
6. per quale ragione non si è ritenuto subito di sopprimere l’Ufficio pari opportunità ma lo si è prima trasferito, per circa un anno, dall’Agenzia del Lavoro al Dipartimento della Salute? A cosa si deve il doppio cambio?

A norma di regolamento, chiedo risposta scritta.

consigliera Sara Ferrari