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FERRARI (PD) – INTERROGAZIONE * CENTRO SERVIZI CULTURALI S. CHIARA – CDA: « A QUALE PROFILO GIURIDICO FA RIFERIMENTO L’IPOTIZZATO ISTITUTO DELL’ “AUTOSOSPENSIONE” E COME SI CONFIGURA? »

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05.25 - venerdì 24 settembre 2021

Dopo la triste vicenda delle dimissioni del direttore del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento; dopo la presa di distanza del presidente del Centro rispetto alle volontà della Giunta provinciale che hanno prodotto tali dimissioni e dopo la polemica sorta attorno alla confusa attività di una Commissione esaminatrice per l’assunzione di un direttore delle industrie culturali e creative del Centro, è palese la paralisi dell’attuale “governance” dell’ente, per alcuni versi resa impotente dai “diktat” della Giunta provinciale e per altri dallo stallo gestionale in cui versa ormai da tempo il Consiglio d’amministrazione, a causa dell’ “autosospensione” di un suo componente.Forse si tratta di coincidenze o forse di un metodo di lavoro che, in pubblico si fa paladino di una linea di comportamento improntata alla massima trasparen- za ed in privato agisce in senso diametralmente opposto, come pare emergere dalle notizie di stampa.

Nell’attesa di capire meglio i contorni della questione riferita alla nomina di questa nuova figura dirigenziale, ci si meraviglia però della poca accortezza di tutti i soggetti coinvolti in questa situazione, meraviglia resa più acuta dalla consapevolezza della rilevanza delle figure interessate.

Ma ciò che merita approfondimenti di natura tecnica e politica è anzitutto la situazione di blocco delle attività del consiglio d’amministrazione, congelato da liti intestine fra esponenti della maggioranza di governo e che la Giunta provinciale appare del tutto incapace di risolvere, a partire dall’ “istituto dell’autoso- spensione”. A quanto risulta infatti, non sembra essere contemplato, a tutt’oggi, dalla giurisprudenza italiana, né da quella provinciale un simile istituto giuridico e allora cos’è quindi questa “autosospensione”, alla quale si richiama un membro del c.d.a. stesso per non svolgere i suoi compiti istituzionali, se non un ingiustificata mancanza di partecipazione alle attività alle quali la nomina pubblica lo ha chiamato?

Posto che l’ “autosospensione” appare poco fondata giuridicamente, più responsabili e più concrete sarebbero le dimissioni dall’incarico che, fra l’altro, toglierebbero da ogni imbarazzo la Giunta provinciale e lo stesso consiglio d’amministrazione, se la frattura interna a quest’ultimo risulta, come è ormai evidente, del tutto insanabile. Dimissioni del consigliere interessato o di tutto il consiglio d’amministrazione, qualora la situazione non avesse a trovare degna soluzione.

Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

– a quale profilo giuridico fa riferimento l’ipotizzato istituto dell’ “autosospensione” e come si configura eventualmente la stessa, ovvero quali obblighi ed opportunità rimangono in capo a chi ne fruisce;

– se tale istituto però non esistesse nelle forme giuridiche, come si possono con- siderare l’atteggiamento e le scelte operate da un singolo componente del c.d.a dell’ente, nominato dalla stessa Giunta provinciale, che non partecipa ai lavori dell’organo di governo nel quale è stato nominato. In altre parole, la Giunta pro- vinciale intende revocare l’incarico a tale persona o chiederle alla stessa le di- missioni;

– per quali ragioni si è voluto istituire la figura del “direttore del ramo industrie culturali e creative”, nel contesto di un’organigramma che non la prevedeva e quali sono i compiti che tale figura dovrebbe assolvere, posto che si ipotizza per la stessa un’assunzione temporanea (un anno) e quindi si deduce che il progetto non è permanente;

– quanti e quali sono, a tutt’oggi, i consulenti dell’ Assessore provinciale alla Cultura e per quali materie specifiche, nonché quali compensi gli stessi riceva- no per le loro attività consulenziali;

– quali intenzioni ha maturato o sta maturando il c.d.a. dell’ente in relazione alla prosecuzione o meno dei lavori della Commissione incaricata di individuare il nuovo direttore del ramo industrie culturali e creative ed a fronte delle polemi- che apparse sulla stampa locale in questi giorni.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta. Distinti saluti.

 

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Cons. Sara Ferrari

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