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FERRARI (PD) * CONTRASTO OMOFOBIA: « NON CAPISCO COME LA GIUNTA PAT POSSA ANCORA AFFRONTARE LE PROPRIE DELEGHE CON TANTA SUPERFICIALITÀ »

La consigliera provinciale del Partito Democratico Sara Ferrari, letta la delibera con la quale la Giunta ha cancellato le iniziative di contrasto all’omofobia tra quelle finanziabili dalla legge sulle pari opportunità, manifesta tutta la sua amarezza per una scelta che prima ancora che sbagliata considera irragionevole e incomprensibile: “Non capisco come la Giunta, dopo ormai quasi un anno di lavoro, possa ancora affrontare le proprie deleghe con tanta superficialità.

Nella scorsa legislatura il Consiglio ha impegnato, con una mozione, l’Esecutivo provinciale affinché sostenesse iniziative di sensibilizzazione e prevenzione a quelle forme di bullismo, e lo ha fatto perché anche nella società trentina come a scuola, le persone che vengono derise, isolate e svilite per come vivono le proprie relazioni affettive ci sono”.

Nonostante si sappia benissimo quali iniziative e con quali contenuti negli ultimi anni siano state finanziate, visto che tutti gli eventi organizzati da associazioni e comuni erano pubblici, e nonostante la Giunta abbia avuto tutto il tempo per accertarsene, assistiamo invece ancora ad allusioni folli, come se tali attività potessero magari “promuovere” l’omosessualità, e non invece aiutare chi, nostri figli, nipoti, amici o vicini di casa, si trovano a vivere momenti di esclusione e di ostracismo.

Cittadini trentini che pagano le tasse e che hanno diritto ad essere tutelati nella propria sicurezza come tutti gli altri, anche attraverso la costruzione di una cultura non ostile.

“Nel tentativo di trovare sempre qualche slogan elettoralmente efficace – conclude l’ex assessora alle pari opportunità – la Giunta continua a spacciare fantomatiche minacce al valore sociale dell’essere genitori, o al ruolo delle mamme e dei papà, e si dimentica purtroppo che sta reggendo un’istituzione che deve rappresentare tutta la popolazione trentina.

Decidere, come hanno fatto, che le iniziative di contrasto a tutte le discriminazioni non devono più essere finanziate, significa negare che esistano a scuola, sui luoghi di lavoro e nella società persone emarginate e derise per queste ragioni, e ritenere che vada bene così e che questi cittadini debbano cavarsela da soli, che i loro diritti non debbano essere garantiti dal pubblico. Due errori che non fanno altro che rendere una parte della nostra comunità un po’ più sola e le nostre istituzioni un po’ più vuote”.

 

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Consigliera Sara Ferrari