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FENALT – TRENTINO * RINNOVO CONTRATTO PUBBLICO « DIFFIDA A FUGATTI, SUBITO UN INCONTRO PER SBLOCCARE GLI STANZIAMENTI – IN ALTERNATIVA ADIREMO ALLE VIE LEGALI »

La Fenalt diffida il presidente della Giunta provinciale Maurizio Fugatti. SUBITO UN INCONTRO PER SBLOCCARE GLI STANZIAMENTI DA DESTINARE AL RINNOVO DEL CONTRATTO PUBBLICO. In alternativa la Fenalt si riserva di adire alle vie legali.

L’evoluzione del quadro nazionale sul rinnovo del contratto del pubblico impiego, subito preso in esame dal nuovo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, conferma che i dipendenti degli Enti pubblici del Trentino sono gli unici in tutto il Paese a non avere un solo euro a bilancio per la previsione di un rinnovo contrattuale degli anni 2018-19 e 21.

Come sindacato abbiamo sempre condiviso con gli iscritti l’idea che se questa pandemia lascerà una crisi economica e sociale tale che tutti saremo chiamati a fare sacrifici, non saremo certamente noi a tirarci indietro, ma è altrettanto certo che non accettiamo il fatto di essere nella condizione di dover lamentare che la blasonata autonomia trentina si faccia beffa di 30.000 lavoratori proprio nel momento in cui hanno saputo dimostrare, chi in prima linea e chi dietro, che non solo la nostra macchina pubblica funziona, e funziona meglio di tante altre realtà, ma è stata in grado di reggere l’urto dell’emergenza garantendo servizi di qualità, partendo ovviamente da quello sanitario fino a tutte le attività
gestite dalla Pat.

Che questo sia colpa dell’ accordo del 13 gennaio 2020 in cui altre sigle sindacali hanno lasciato al presidente Fugatti la facoltà di non impegnare risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, ora è evidente, ma come Fenalt riteniamo di avere il dovere di rivendicare il fatto – non avendo firmato quell’accordo – di essere del tutto estranei a tale clausola e per questo titolati a far valere il diritto di tutti i lavoratori pubblici del Trentino ad avere un rinnovo contrattuale al pari dei colleghi dello Stato. Sappiamo che è inutile guardare alla provincia di Bolzano, dove gli aumenti, già in buona parte incassati dai lavoratori, sono più che doppi di quelli previsti a livello nazionale, ma pretendere di non essere lasciati indietro rispetto a tutti gli altri crediamo sia il minimo!

Altrimenti che dobbiamo pensare della nostra Autonomia e che dobbiamo pensare di chi ci governa?
Va anche ribadito che lo sblocco dei contratti del pubblico impiego, nel 2016, è avvenuto grazie all’intervento di una sentenza della Corte Costituzionale che ha ribadito l’illegittimità del protrarsi del blocco contrattuale: crediamo che quella sentenza valga anche oggi: abbiamo già perso troppo.

Forse va anche ricordato che le politiche di contenimento del reddito delle famiglie, anche quello dei 30.000 lavoratori del pubblico impiego trentino, impoveriscono la società trentina con ripercussioni dirette sull’economia reale del territorio, riducendo la domanda aggregata di beni e servizi. Oltretutto molti lavoratori pubblici sostengono il reddito di familiari che dalla pandemia hanno avuto gravi ripercussioni.

Per questo abbiamo mandato una nota, a firma del Segretario Maurizio Valentinotti, in cui si diffida il Presidente Fugatti a convocare un tavolo per stabilire immediatamente lo stanziamento per il pubblico impiego nell’assestamento di bilancio, ed aprire la contrattazione di tutti i comparti.
Crediamo che sarà utile recuperare la massima coesione sindacale, visti i frutti deleteri che la divisione ha portato con l’accordo sottoscritto dalle sole confederazioni il 13 gennaio 2020. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a collaborare per questo obiettivo o, in alternativa, ad avviare immediatamente una causa per il riconoscimento al diritto di avere lo stesso trattamento di tutti i lavoratori del pubblico impiego d’Italia.