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FENALT * EMERGENZA CORONAVIRUS – APPELLO: « SERVONO ALLOGGI PER I SANITARI A RISCHIO DI CONTAGIO » (VIDEO)

Emergenza Covid-19. ALLOGGI PER GLI OPERATORI SANITARI A RISCHIO DI CONTAGIO.

Non si può non riconoscere che una categoria di lavoratori è più esposta di altre al rischio del contagio. Sono gli operatori sanitari che possono essere veicolo di trasmissione del virus al rientro presso le proprie famiglie.

Ci siamo certamente fatti trovare impreparati e ogni ritardo nella gestione della prevenzione nella popolazione e poi nelle strutture socio-sanitarie ha ritardato gli effetti del contenimento e complicato la situazione.

Ora che si sono adottate misure stringenti, confinando le persone nella propria abitazione e vietandone le interazioni con l’esterno, risulta chiaro che il rischio maggiore è quello di chi lavora nelle strutture in prima linea, in condizione di sicurezza blanda, perché può trasformarsi involontariamente in una fonte significativa di propagazione del virus nel proprio ambito familiare (soprattutto se in presenza di anziani o soggetti in cattivo stato di salute). Il rischio poi diventa enorme se questo personale convive con altri famigliari impegnati nel lavoro di emergenza, sia in strutture sanitarie che in strutture di protezione civile e forze di polizia ecc.

Questo personale ci chiede di aver la possibilità di disporre di un alloggio sicuro senza dover rientrare in famiglia: in modo da ridurre il contagio, lo stress, ed anche di conseguenza il lavoro di emergenza. Abbiamo portato ieri questa proposta al tavolo di PaT e UPIPA, ci è stato detto che si inizia. Serve correre più del virus, e attrezzarci con tutte le strutture disponibili, non ultimi gli alberghi vuoti o chiusi.

 

 

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E’ uscita la circolare della provincia e del Consorzio dei Comuni. Inutile ribadire che il recepimento del decreto nazionale era imprescindibile. Non sono state accolte alcune nostri suggerimenti che riteniamo fondamentali, ovvero di esentare da prestazioni a contatto con gli altri i lavoratori che hanno a casa persone che sono a rischio e soprattutto persone che hanno famigliari che lavorano in prima linea, quindi a rischio e allo stesso tempo veicoli di grande rischio. In attesa che vengano trovate soluzioni differenti come chiesto con altra nota (alloggi protetti). Ci stupiamo di questa chiusura: a chi ci chiama per chiederci come comportarsi diciamo di rivolgersi a noi che inoltriamo le diffide.

Peraltro va ricordato che viene data ampia discrezionalità ai dirigenti per decidere quali funzioni siano differibili, e su questo punto lo diciamo con chiarezza: vigileremo che i lavoratori chiamati al lavoro siano davvero incaricati di mansioni indifferibili.

Maurizio Valentinotti
Segretario generale Feanlt