Nell’incontro di oggi fra amministrazione e sindacati dedicato all’emergenza sanitaria nelle case di riposo, il tema principale è stato quello di proporre un protocollo per poter mandare personale di realtà differenti a sopperire alle gravi carenze di personale nelle Apsp più colpite. Si è fatto il punto della situazione ed è emerso che ancora il 50% delle Apsp sono indenni e che quindi ci si deve concentrare sulle realtà più colpite. Come Fenalt abbiamo innanzitutto chiesto in via pregiudiziale che ci vengano date garanzie sulla sicurezza. Quindi tamponi a tutti quelli che devono rientrare dalla quarantena, dpi specifici per coloro che sono a contatto con i positivi e corrette precauzioni per gli altri.

Quanto alla gestione complessiva abbiamo chiesto che i piani di prevenzioni abbiano la regia dell’Apss perché in molte realtà gli operatori ci chiamano sconfortati dal vuoto organizzativo che si trovano sopra di loro. Il dottor Ruscitti ha assicurato che i dpi sono stati dati in dotazione e devono essere usati in tutte le Apsp ed ha anche aggiunto che è iniziato, e continuerà, un percorso di confronto con UPIPA e APSP e si promuoverà anche la necessaria formazione degli operatori.

L’Assessore provinciale alla sanità, Segnana, ha assicurato che ci sono gli alloggi per chi non se la sente di tornare a casa tramite anche un accordo con gli albergatori. Ci sembra una risposta importante visti i continui appelli che abbiamo fatto a tal proposito. Sui tamponi ci è stata data ampia rassicurazione.

L’Assessore provinciale Spinelli ha subito dato il via all’attivazione di un sottogruppo per la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, dedicato specificamente alle Apsp. Per quanto riguarda i lavoratori che potrebbero essere coinvolti, provenienti dalle Comunità di valle, dai Comuni e dalle Cooperative, il parere di Fenalt è che si debbano coinvolgere i volontari.

 

*
Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt