Il latte fresco di montagna si veste di vetro. Oggi la presentazione delle nuove confezioni nello stabilimento di Latte Trento alla presenza degli assessori provinciali all’agricoltura Giulia Zanotelli e alla cooperazione e ambiente Mario Tonina.

Il direttore Sergio Paoli: il latte alta qualità di montagna in confezione di vetro è la nostra massima espressione di eccellenza. Contiamo di produrne un milione di bottiglie su 30 totali.

Stamani intanto si è svolta nella sede di Spini di Gardolo la premiazione del concorso per i consumatori, che ha raccolto più di diecimila schede: ai vincitori una Fiat Panda a metano, biciclette elettriche ed altri premi.

Comunicato e foto sono disponibili sul sito www.cooperazionetrentina.it (clicca qui)
Immagini video e interviste video e audio a Sergio Paoli, Giulia Zanotelli e Mario Tonina su cooperazionetrentina.broadcaster.it (clicca qui)

Potrebbe essere considerato una sorta di “riserva” tra le varie tipologie di latte alimentare (fresco, microfiltrato, Uht, ecc.) Il latte che ora viene venduto in bottiglia di vetro rappresenta il prodotto di massima qualità, e per questo ora viene “custodito” in una bottiglia di vetro. Oggi pomeriggio il nuovo prodotto è stato presentato nella sede dello stabilimento di Latte Trento a Spini di Gardolo alla presenza del vicepresidente della giunta provinciale e assessore all’ambiente Mario Tonina e dell’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, accolti dal presidente Carlo Graziadei e dal direttore Sergio Paoli.

“Il latte di qualità di montagna – ha detto Sergio Paoli – viene raccolto solo nelle stalle di montagna dei nostri soci, in cui viene garantito il benessere degli animali e l’alimentazione proveniente dalla stessa azienda, almeno per il 60%. Il vetro tutela tutte le caratteristiche organolettiche del prodotto”.

Piena sintonia sda parte dei rappresentanti della giunta provinciale. “L’attenzione della giunta su questi temi è molto forte – ha affermato l’ass. Zanotelli – è centrale la conoscenza delle materie prime e dei trasformati, per questo facciamo cultura cominciando dai bambini. Il tavolo tecnico della zootecnia sarà composto da tutti gli attori interessati, anche Latte Trento, per cominciare il confronto sulla prossima programmazione”.

“Il Trentino non parte dall’anno zero – ha affermato l’ass. Tonina – solo se si continuerà a lavorare sulla qualità avremo un futuro. L’assessore ha ringraziato il settore zootecnico che garantisce un futuro all’ambiente montano. Dobbiamo garantire un equilibrio tra le valli e le città evitando lo spopolamento dei territori. Siamo sulla strada giusta”.

Latte Trento lavora circa 55 milioni di litri di latte, in parte destinato all’alimentazione, in parte a Trentingrana e altri formaggi, su un totale di 130 milioni di litri prodotti a livello provinciale.

Su un totale di 30 milioni di bottiglie di latte – di cui 20 milioni di latte fresco – che escono ogni anno dallo stabilimento di Latte Trento, il direttore Sergio Paoli conta di produrne un milione in confezione di vetro.

Il vetro è il materiale più rispettoso dell’ambiente, tuttavia le bottiglie non saranno “vuoti a rendere”. Sembra un paradosso ambientale, tuttavia le bottiglie rientrano comunque nel ciclo produttivo attraverso la raccolta differenziata e successivo riutilizzo per produrne di nuove.

Il motivo lo hanno spiegato lo stesso direttore Paoli e il rappresentante della Vetri Speciali Gianluca Santagata che produrrà, a poche centinaia di metri di distanza dallo stabilimento, le confezioni.

“Il procedimento di recupero delle bottiglie non è sostenibile perché molto complesso, lungo e costoso – ha detto Paoli – perché i vuoti devono essere selezionati, trasportati con cautela, puliti usando acqua e detergenti e sterilizzati. Molto più conveniente anche per l’ambiente recuperare i frammenti nelle discariche differenziate e realizzarne di nuove.

Non mancano i problemi del settore, sollevati da Paoli, a cui hanno risposto i rappresentanti provinciali. Come il tema delle superfici e della qualità dei foraggi, della gestione degli appalti in modo da garantire nelle strutture pubbliche l’utilizzo di prodotti locali (“vedo troppe confezioni di latte tedesco e francese nei nostri ospedali”), e le iniziative di sensibilità per diffondere la cultura del riciclo dei materiali. “Ma la plastica riciclata non può essere tassata, altrimenti non conviene produrla”, ha detto Paoli.

Temi condivisi dagli assessori, che hanno fornito risposte nel merito, anche se in certi casi, come la gestione dei pascoli di montagna, ci sono regole europee che travalicano anche le iniziative dei territori.

Un pieno di certificazioni

Ma cosa differenzia questo latte dagli altri? Oltre ad avvalersi del marchio di “Qualità Trentino”, il latte fresco in bottiglia di vetro si fregia di numerosi marchi di garanzia, ognuno tutelato da specifico disciplinare di produzione.

Innanzitutto il latte è Trentino di Montagna, ovvero raccolto ogni giorno solo presso le stalle dei soci (reg. UE n°.1151/2012). Proviene da allevamenti attenti alle regole del benessere animale, con filiera certificata Csqa, e le mucche sono alimentate esclusivamente con foraggi NO OGM, il 60% dei quali devono provenire dalla stessa azienda agricola in loco. Alta Qualità significa che viene prodotto in conformità al D.M. 185/91, che certifica una qualità superiore rispetto al normale latte fresco (grassi 4,0 per 100 ml).

Il packaging rispetta l’ambiente, mentre la bottiglia è in vetro, materiale riciclabile per eccellenza.

Una risposta (anche) alla plastic tax, la cui esecutività è stata per ora rinviata di un anno, ma soprattutto un impegno per la genuinità e la sostenibilità.

Nel pomeriggio di oggi hanno fatto visita allo stabilimento di Latte Trento gli assessori provinciali Giulia Zanotelli e all’ambiente e cooperazione Mario Tonina.

La premiazione del concorso

Al concorso di Latte Trento riservato ai consumatori sono state raccolte più di diecimila schede. I fortunati vincitori, estratti a sorte alla presenza di un notaio, hanno ritirato stamani i loro premi, almeno quelli più importanti. Su tutti, una Fiat Panda a metano vinta dalla signora Maria Santomaso di Trento, che ha potuto ritirare la vettura consegnata dal presidente di Latte Trento Carlo Graziadei e dal direttore Sergio Paoli.

Le cinque biciclette elettriche messe a disposizione dal campione iridato di ciclismo Maurizio Fondriest sono andate a Mattia Degasperi di Sardagna, Nicola Baldo di Lavis, Alessia Bombasaro di Castelnuovo, Enrico Purin di Borgo Valsugana e Giorgia Pedrotti di Savignano.

Per gli altri premi i nomi dei vincitori sono disponibili sul sito di Latte Trento