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FEDERCOOP* IL WELFARE È IL FUTURO DEL TRENTINO: LE PROPOSTE ALLA POLITICA DELLA COOPERAZIONE SOCIALE

Per continuare a garantire in Trentino un alto livello di coesione sociale e di benessere economico e culturale collettivo occorre superare i vincoli di norme e impostazioni datate e trovare nuove strade.

È con questo messaggio che si è conclusa la settimana “Impresa sociale al cubo” organizzata da Consolida con le 52 cooperative associate e con il patrocinio della Federazione e del Tavolo dell’economia solidale.

Cipriani (Consolida): tre proposte alla politica: ridefinire i servizi realmente sociali; regolamentare meglio il mercato del lavoro nel settore; costruire le condizioni per un ruolo attivo delle persone e reti sociali. No alla logica degli appalti al massimo ribasso.

Rossi (presidente Pat): proroga fino al 2020 delle convenzioni per definire il sistema di accreditamento ed evitare derive del massimo ribasso, ok alla co-progettazione.
Un sistema solido di imprese (160 milioni di euro di fatturato nel 2016) che offre servizi a 18.000 persone e dà lavoro a 2600 dipendenti cui si aggiungono 1800 persone svantaggiate e deboli.

Un sistema che però si è messo in discussione di fronte ad un contesto in cui la crisi ha messo a rischio i diritti fondamentali delle persone aumentando la frammentazione e la povertà sociale.

Al convegno conclusivo della settimana dedicata alla cooperazione sociale, la presidente di Consolida Serenella Cipriani ha rilanciato il ruolo della cooperazione sociale nel “nuovo” welfare, chiedendo alla politica un atto di coraggio: “abbiamo avviato un processo di ridefinizione del nostro ruolo, innovando strumenti e servizi, oggi chiediamo anche alla politica un atto di coraggio come quelli che hanno sostenuto l’autonomia e che hanno reso il nostro territorio buon esempio per altri”.

Una richiesta che la presidente ha declinato in tre proposte precise: la prima, ridefinire quali sono i servizi realmente sociali; quindi trovare nuove e coerenti forme di regolamentazione nel mercato del lavoro della cura e dell’educazione che comprendano sistemi di accreditamento e della valutazione dell’impatto sociale ed economico; infine costruire le condizioni per sistemi di protezione sociale che comprendano il contributo attivo da parte delle persone e delle reti sociali.

“Troppo spesso Il sociale – ha spiegato la presidente – è usato come un’etichetta con cui lavarsi la coscienza o per acquistare reputazione. Noi non siamo interessati a questo.
Crediamo si debbano evitare opportunismi individuando precisamente quali sono i servizi sociali (penso ad esempio alla consegna pasti a domicilio o le pulizie, eccetera) e su questa base ridefinire le relazioni tra pubblico e privato.”

La presidente Cipriani ha esortato ad uscire dalla logica dei bandi al massimo ribasso che tolgono la dignità al lavoro e frammentano la coesione sociale dei territori.
“Noi siamo disposti a partecipare attivamente ad un percorso guidato dalle istituzioni che porti a nuove forme di regolazione nell’ambito del welfare, se questa co–progettazione non significa essere invitati ai Tavoli dove non si prendono le vere decisioni o essere consultati all’occorrenza.

Trentino, il presidente della Provincia autonoma Ugo Rossi ha raccolto e rilanciato tutte le proposte.
Ha innanzitutto manifestato l’intenzione di prorogare le convenzioni oggi in essere fino al 2020 per permettere di portare a termine la definizione del sistema di accreditamento ed evitare le derive delle gare al massimo ribasso.

Ha aggiunto la volontà di definire norme che consentano di remunerare interventi in situazioni di fragilità che sempre più spesso si manifestano con urgenza e che non sono programmabili, e rispetto ai quali la cooperazione sociale è in grado di dare risposte veloci. “Va anche riconosciuto che oggi non possiamo più di non far pagare a chi può permetterselo”

Infine ha accolto la richiesta di co-progettazione: “è chi sta sui territori che è capace di cogliere i bisogni e proporre servizi e soluzioni”.
Rossi ha però anche chiesto alla cooperazione sociale uno sforzo per elevare ulteriormente la propria capacità imprenditoriale cercando di lavorare sulle dimensioni, creando sinergie e alleanze che riducono i costi e che aumentano la capacità competitiva pur conservando la mission sociale.

Infine ha manifestato la volontà di sostenere la capacità di innovazione delle cooperative indicando anche due possibili spazi: la scuola e il Progettone.
Nel suo intervento al convegno il presidente della Cooperazione Mauro Fezzi ha richiamato all’unità del movimento e alla fiducia come elementi per far emergere l’energia e la capacità

innovativa, superando le contrapposizioni. “Come cooperazione chiediamo di avere un ruolo maggiore nel segmento che va dall’emergere di un bisogno all’intervento pubblico”. Egli ha fatto riferimento anche alla modifica dello Statuto della Federazione che riserva alla cooperazione sociale un ruolo importante. “I problemi che emergeranno necessitano di tante attenzioni, e anche di tanti sogni”, ha concluso Fezzi.

I dati del sistema

Il sistema della cooperazione sociale del consorzio insieme a Consolida conta più di 5500 soci offrendo servizi a 18.000 persone. Le cooperative coinvolgono 1200 volontari. Il sistema ha registrato nel 2016 un fatturato di più di 160 milioni di euro, dando lavoro a 2600 persone cui si aggiungono 1800 svantaggiate e deboli.