Famiglie Cooperative, fatturato in crescita (+1,3%), utile a 4,5 milioni (+95%). Il sistema delle 71 cooperative di consumo trentine opera sul territorio grazie ad una rete di 362 punti vendita, dei quali circa 200 sono unico esercizio del paese in cui sono attive. 116mila i soci, 1.820 i dipendenti diretti, cui si aggiungono quelli di Sait e società di sistema.

Supera i 4,5 milioni il risultato di esercizio (+95,6%), il migliore degli ultimi anni. In aumento anche il fatturato, che sfiora quota 344 milioni di euro.

Crescono per il terzo anno consecutivo i dati di bilancio delle 71 Famiglie Cooperative attive in Trentino. Una rete capillare forte di 362 punti vendita, oltre 200 dei quali sono di fatto l’unico esercizio commerciale a servizio del paese in cui sono inseriti.

Cresce il fatturato, +1,3% rispetto all’anno precedente. Le vendite complessive raggiungono quasi i 344 milioni di euro, 4,3 milioni in più rispetto al 2017.

I dati positivi riflettono l’operato di queste imprese a favore delle loro comunità, con servizi ai 116mila soci e ai clienti che vanno bel oltre il solo rifornimento alimentare. Un negozio cooperativo è infatti la garanzia di avere un paese vivo, solidale, attento alle persone e ai loro bisogni.

“Le Famiglie Cooperative – dichiara la presidente della Federazione Marina Mattarei – esattamente come le persone che riuniscono, camminano su due gambe: quella della efficienza economica e quella dell’efficacia sociale. Per poter camminare nella contemporaneità senza incertezze, entrambi questi aspetti devono procedere simultaneamente, in sintonia e ben sincronizzati tra di loro.

Oggi la grande sfida della cooperazione di consumo è quella di dimostrare la propria diversità nel produrre sostenibilità e impatto sociale nelle comunità servite”.

“La Cooperativa è sì un luogo di acquisto – aggiunge il vicepresidente della Federazione per il settore consumo Walter Facchinelli – ma anche di incontro e di scambio di esperienze. Un luogo di socializzazione per tutti, dagli adulti ai bambini, dai giovani agli anziani, che andandoci possono sentirsi una parte importante del paese e riscoprire i valori cooperativi del donarsi agli altri rendendosi utili per la propria gente. Non un anonimo supermercato, ma un luogo di relazione con l’altro, di scambio di notizie, confidenze e impressioni, un luogo sicuro che riscalda gli animi e crea comunità”.

I dati economici sono stati presentati dal responsabile Giuliano Bernardi e consentono di guardare al futuro con fiducia.

Il fatturato netto cresce per il terzo anno consecutivo, toccando quota 343,8 milioni di euro, registrando un aumento dell’1,3%. 25 Famiglie Cooperative hanno un giro d’affari inferiore a 1,5 milioni di euro, 21 da 1,5 a 5 milioni e 22 oltre i 5 milioni.

Ma è la situazione economica complessiva a migliorare, in particolare l’utile aggregato 2018 delle Famiglie Cooperative, che raggiunge quota 4,6 milioni di euro, rispetto ai 2,5 milioni dell’anno precedente.

Questo grazie ad efficientamento nella gestione, ma soprattutto ad un netto miglioramento nella gestione commerciale, in cui il consorzio Sait ha dato sicuramente un contributo importante, incrementando i ristorni riconosciuti alle cooperative.

Vi sono ancora alcune cooperative che faticano a chiudere in utile, ma complessivamente la situazione sta migliorando. Venti sono le cooperative che hanno chiuso i bilanci 2018 in perdita, un numero in calo rispetto all’esercizio, ma va detto che di queste la metà per importi modesti (da 2 mila a 20 mila euro).