INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL FPL SETTORE SANITÀ TRENTO

GIUSEPPE VARAGONE

Focus su: Assunzioni - Contagi covid - Presidio - Contratto - Apss

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INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL DEL TRENTINO, WALTER ALOTTI

Focus su: Bilancio Pat - Partecipate Pat

Sostenere la decisione di dove, come e con chi vivere, in uno spazio che è sentito come proprio perché frutto di una scelta di autodeterminazione, costituisce il nucleo centrale e fondante dei progetti che hanno ottenuto il finanziamento di Etika per il 2020-21.

Si tratta di 9 progetti che coinvolgono 30 persone con disabilità accompagnandole alla vita autonoma, verso una nuova identità adulta ed emancipata, frutto di un equilibrio tutto da costruire anche con le famiglie di origine, che nei percorsi saranno aiutate a trovare nuovi momenti di relazione con i figli, lasciando loro lo spazio di indipendenza a cui ambiscono.

Questi percorsi per l’abitare autonomo e la vita indipendente sono promossi dalle cooperative sociali aderenti alla Federazione e sono stati finanziati grazie ai 450 mila euro stanziati da Etika, l’offerta luce e gas ideata dalla Cooperazione trentina con Dolomiti Energia. Trenta persone che si aggiungono alle settanta già coinvolte nei progetti finanziati negli anni scorsi.

Il fondo solidale etika ha infatti raggiunto quasi 1,8 milioni di euro grazie all’adesione di 57 mila soci e clienti delle Casse Rurali Trentine e delle Famiglie Cooperative. Al successo ha certamente contribuito il risparmio economico rilevante offerto alle famiglie, ma anche i benefici sociali e ambientali: in quattro anni sono state evitate, infatti, più di 44 mila tonnellate di C02.

 

VERSO LA FILIERA DELL’ABITARE INCLUSIVO
I nove percorsi approvati dal Comitato scientifico – composto da Piergiorgio Reggio, presidente della Fondazione Franco Demarchi e da Carlo Francescutti, già responsabile scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla disabilità – sono promossi dalle cooperative sociali Anfass, Cs4, Eliodoro, Incontra, Il ponte e Iter, La Rete e si svolgono in diversi contesti territoriali del Trentino: dalle città di Trento e Rovereto, alle comunità delle Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Valsugana. “Le iniziative finanziate – afferma il comitato scientifico – segnano un cambio di passo rispetto ai modelli di servizi residenziali ancora oggi dominanti. Alcuni progetti sono stati elaborati in continuità e completamento di precedenti, mettendo le basi di una vera e propria filiera dell’abitare inclusivo”.

“Etika – afferma Marco Merler, ad di Dolomiti Energia – oltre ad essere economica, ecologica e solidale è diventata anche generativa di una visione inclusiva e un aggregatore di risorse per la solidarietà. La visione culturale promossa da etika ha infatti un importante impatto economico se si conta che ai 450 mila euro che abbiamo stanziato per questi progetti solidali se ne aggiungono circa 300 mila messi a disposizione da enti pubblici e non profit locali, famiglie ed aziende del territorio”.

“Etika – aggiunge Roberto Simoni, presidente di Cooperazione Trentina a nome di tutti i partner (Sait, Cassa Centrale Banca, Consolida e La Rete) – offre la possibilità al singolo socio di Cassa Rurale e di Famiglia Cooperativa di partecipare ad una dimensione di benessere collettivo, oltre a quello individuale dato dal risparmio economico sulla bolletta. Non solo: etika è divenuta anche un osservatorio di bisogni sociali, mettendo in luce che oltre all’abitare le persone con disabilità hanno bisogno di coltivare altre dimensioni individuali, come l’affettività e il lavoro”.

 

I PROGETTI
Tutti i progetti finanziati si basano sul principio che le persone con disabilità abbiamo il diritto di scegliere con chi e dove vivere e che debbano essere sostenute nella loro scelta, superando la logica assistenzialistica. Le azioni educative delle cooperative sono finalizzate a sostenere l’acquisizione e il potenziamento di abilità propedeutiche alla vita indipendente sia in casa che sul territorio: dalla cura di sé a quella dell’abitazione, dalla sicurezza stradale all’uso delle nuove tecnologie, ecc. Ogni progetto poi si declina nello specifico diversamente perché diverse sono le persone con disabilità coinvolte – per età, abilità e autonomie –, diverse anche le loro famiglie e i contesti in cui vivono.

Ci sono giovani con disabilità che stanno frequentando l’ultimo anno di scuola, altri che lavorano part time e altri ancora che frequentano centri di socializzazione. La maggior parte vive con i genitori, qualcuno si trova al momento in una comunità residenziale perché non ha più una famiglia con cui stare. Ci sono tra loro persone che hanno già un forte legame di amicizia e relazioni sentimentali e che desiderano andare a vivere insieme, altre che hanno maturato già esperienze di distacco, altre ancora in cui il desiderio di indipendenza si mischia a paura e disorientamento. Pur dentro questa diversità tutte le persone con disabilità coinvolte saranno aiutate a tessere relazioni con le persone che vivono nel condominio, nel quartiere, nel paese, perché una casa è tale solo se diventa luogo da cui si generano legami significativi che danno senso alla quotidianità.

Il progetto presentato da Anffas Trentino si chiama ‘Ultimo miglio’ e prevede la costruzione di percorsi personalizzati e condivisi per giovani finalizzati alla preparazione di una vita il più possibile autonoma, con prove di coabitazione in distacco dalla famiglia di origine e la costruzione di un nuovo nucleo abitativo formato da giovani amici che si sono scelti e che, forti dei percorsi propedeutici svolti, hanno liberamente deciso di andare a vivere insieme.
CS4 ha ideato il progetto ‘Pensiamo da adulti’, che propone un’esperienza abitativa in cui la persona disabile è risorsa della comunità, programmando azioni specifiche di avvicinamento e conoscenza con le persone che compongono il quartiere di riferimento, promuovendo l’incontro e il riconoscimento di abilità-disabilità differenti, al fine di favorire processi spontanei di scambio, integrazione e prossimità.

La cooperativa Incontra ha proposto due percorsi, il primo ‘Prove di volo’ dedicato a 5 giovani con tanta voglia di autodeterminare il proprio futuro ma alla prima esperienza di distacco da casa, che necessitano quindi di essere accompagnati in un percorso di progressiva autonomia, che necessariamente dovrà coinvolgere anche le famiglie. Il secondo, invece, ‘Dal sollievo all’autonomia’, è rivolto a chi ha già provato la via dell’autonomia con brevi distacchi e qualche esperienza, e che ora deve fare l’ultimo passo, e comprende anche percorsi di formazione per le famiglie che tendono ad essere molto protettive e ad avere paura.

La Rete ha invece ottenuto il finanziamento per il progetto ‘La casa di Pietro’ un 21enne con grave disabilità intellettiva, assenza di linguaggio verbale, problemi di equilibrio e difficoltà di coordinamento motorio che ha manifestato un grande desiderio di autonomia. Una sfida complessa, supportata dalla sua famiglia, che la cooperativa ha deciso di raccogliere, così come per il progetto ‘Trento home’ che coinvolge invece 3 persone con disabilità ed un appartamento, con la convinzione che maturino la capacità di sostenersi a vicenda, aiutandosi l’uno con l’altro per superare, insieme, i limiti di ciascuno.
Le cooperative Il Ponte e Iter hanno invece presentato il progetto ‘Io domani 2.0’ che coinvolge 3 persone con disabilità intellettiva per un’esperienza di abitare indipendente e condiviso.

In particolare, la proposta vuole trovare una risposta adeguata e inclusiva per persone con un’età avanzata ma ancora attive e con famiglie disposte ad investire sul loro futuro in termini progettuali e motivazionali. E poi il progetto ‘Io domani 3.0’ che offre ad un gruppo di 4 persone con disabilità intellettiva legate da una consistente conoscenza e rispetto reciproco l’opportunità di una vita autonoma ed indipendente, integrata con opportunità lavorative ed occupazionali che ne valorizzino le capacità e il ruolo sociale secondo una prospettiva globale di qualità di vita appagante e soddisfacente.

La cooperativa Eliodoro ha infine ottenuto il finanziamento per il progetto ‘Ora vado a convivere’ che coinvolge due giovani amici che in un precedente percorso avevano maturato il desiderio di andare a vivere insieme, assistendoli nella fase di ricerca di un appartamento, del reperimento delle risorse, della conoscenza con il vicinato, degli aspetti logistici e del distacco dalle famiglie.