La cooperazione agricola trentina ha presentato risultati positivi durante il convegno di settore ospitato, stamani, alla Sala della Cooperazione e in preparazione all’assemblea annuale della Federazione in calendario venerdì 7 giugno.

Un comparto, quello agricolo, attivo sia a livello produttivo e commerciale con una notevole attenzione alla sostenibilità e al territorio e una forte proiezione verso l’export.

“L’agricoltura non esaurisce il suo ruolo nella produzione di beni alimentari ma genera e trasferisce una quota significativa di valore alla componente lavorativa – ha osservato Michele Odorizzi, vicepresidente di settore in un passaggio della sua relazione – E’ evidente e sotto gli occhi di tutti come la sensibilità ambientale, la richiesta di sicurezza alimentare, l’attenzione ai risvolti sociali siano fortemente radicate nella popolazione e nei consumatori e come a questa domanda emergente sia necessario dare risposte con azioni coerenti convincenti anche grazie a strumenti di certificazione universalmente riconosciuti”.

Ospite al convegno Gianpiero Calzolari, coordinatore nazionale del settore lattiero caseario di Alleanza delle cooperative, nonché presidente del gruppo Granarolo: “va ridata dignità al valore alimentare del latte, spesso messa in ombra da articoli e servizi televisivi che denigrano il mondo agricolo. La filiera cooperativa è uno strumento formidabile per risolvere insieme le problematiche”. L’Alleanza Cooperative Agroalimentari ha promosso una campagna di comunicazione che esalta il valore del latte e la salubrità del prodotto italiano, con lo slogan “Verde, latte, rosso”.

Al convegno ha partecipato anche l’europarlamentare Herbert Dorfmann il quale, alla vigilia del rinnovo del Parlamento europeo, ha riassunto i principali provvedimenti assunti durante il suo mandato, tra cui l’emendamento approvato in Commissione sui pagamenti diretti e gli interventi per la valorizzazione delle produzioni di montagna, latte in particolare. “L’Europa deve ritrovare la dimensione della solidarietà, sia interna che tra gli Stati”, ha affermato.

In chiusura la presidente della Federazione Marina Mattarei ha messo inevidenza la necessità di definire strategie tra le centrali cooperative, poiché il valore dell’identità cooperativa è importante, ed ha citato l’articolo 45 della Costituzione, di recente richiamato anche dal presidente della Repubblica in occasione del centenario di Confcooperative, che riconosce e tutela la cooperazione a scopo mutualistico. Riguardo la dialettica interna alla Federazione, Mattarei ha auspicato che il nuovo equilibrio creato con il riassetto dei ruoli (Michele Odorizzi al posto di Bruno Lutterotti) possa portare ad una nuova fase di armonia e credibilità: “dobbiamo recuperare l’orgoglio di essere cooperatori e cooperatrici”.

I numeri della cooperazione agricola

La cooperazione agricola conta 88 società: 17 nel settore vitivinicolo, 32 nell’ortofrutticolo, 18 nel lattiero caseario, 2 nel comparto zootecnico, 19 sono le cooperative di servizio.

I soci conferitori sono 18.180. I collaboratori sono 3190.

Nello scorso esercizio, il 2018, il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 1 miliardo 037 milioni di euro, con un calo del 5,3% rispetto al 2017 principalmente dovuto alle gelate primaverile che avevano compromesso i bilanci del settore ortofrutticolo. Investimenti netti: 686 milioni di euro.

Patrimonio complessivo: 432 milioni di euro in crescita del 2,1% (corrispondente a un incremento di 9 milioni di euro). I debiti rimangono stabili su 454 milioni di euro.

I settori agricoli

La presentazione è stata curata da Michele Girardi, Michele Rosani, Elena Deberardinis, Roberta Girardi, Alessandro Tomasi dello staff del Settore Cooperative Agricole della Federazione.

Le cooperative dell’ortofrutticolo (6452 soci e 1705 collaboratori) hanno fatturato 364 milioni di euro, in calo del 20,2% rispetto all’esercizio precedente perché il settore ortofrutticolo è stato pesantemente colpito dalle gelate. Conseguentemente la quantità conferita di frutta è stata di 220 milioni di chilogrammi (più che dimezzata nel confronto con lo stesso dato dell’esercizio precedente che aveva raggiunto i 548 milioni di chilogrammi).

Liquidato ai soci (mele – media provinciale): euro 0,507 a chilogrammo (nel 2017 era di euro 0,392 a kg. L’incremento è stato pari a 29,3%). Resa per ettaro si è dimezzata.

Mercato in forte crescita per i piccoli frutti (625 ettari coltivati e 7,4 milioni di chilogrammi prodotti). Qui si è registrato un incremento considerevole dei consumi sia in Europa (in Inghilterra si fattura di più per i lamponi che non per le arance) e sia negli Stati Uniti. Il prodotto è apprezzato anche dal consumatore italiano e trentino. Settore caratterizzato da una domanda superiore all’offerta pur alla luce di un arrivo nel settore di nuove aziende produttrici. Da ricordare a inizio aprile l’evento inaugurale del “Villaggio dei piccoli frutti”, realizzato a Ciré di Pergine Valsugana.

Risultati soddisfacenti per gli ortaggi biologici (90 ettari coltivati e 2 milioni di chilogrammi prodotti), per le patate (130 ettari coltivati e 5 milioni di chilogrammi prodotti), per il mais di Storo (250 ettari coltivati e 1 milione 800 mila chilogrammi prodotti).

L’olio di oliva del Garda (200 ettari coltivati e 1 milione e mezzo di chilogrammi lavorati) è un’altra eccellenza certificata dalla Dop Garda Trentino – Denominazione di Origine Protetta e da numerosi riconoscimenti ottenuti nelle principali rassegne nazionali e internazionali.

Il lattiero caseario conta 817 soci. Fatturato: 117 milioni di euro. Liquidato soci (media provinciale): il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,600 a litro (rispetto a euro 0,596 del 2017).

Da segnalare anche l’allevamento di bovini (se ne contano 24.179). A questi si aggiungono ovini, caprini, equini, conigli che vanno ad arricchire il panorama di animali allevati. I soci impegnati in questo settore sono 1150 e aderiscono alla Federazione Provinciale Allevatori.

Meritevoli di essere evidenziati i dati del settore ittico (trota e salmerino): 30 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne, 40 imprese, 70 impianti, 450 addetti.

Il trittico di settori si completa con il vitivinicolo e, quindi, con le cantine sociali. Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) è di 511 milioni di euro (+5,3% rispetto al 2017). I soci viticoltori sono 6441. Uva conferita (vendemmia 2017): 1 milione di quintali.

Liquidato ai soci: euro 122,60 a quintale di uva conferita (in aumento del 4% rispetto al precedente di euro 117,92). Il dato conferma un’annata positiva anche se, la resa a ettaro, è in diminuzione del 10,4% pari a un valore medio di 13 mila 935 euro rispetto a 15 mila 546 euro dell’anno precedente. Il prezzo medio al quintale è tornato ai livelli di prima della crisi economica mondiale, vale a dire una decina di anni fa.