PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 13)

Ieri sera il teatro di Gardolo ha ospitato l’incontro congiunto delle Casse Rurali di Trento e Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra. Obiettivo: presentare ai soci il progetto di fusione dei due istituti di credito cooperativo. Assemblee straordinarie programmate nella seconda quindicina del mese di novembre.

L’autore della frase è Alcide De Gasperi. E’ stata scelta per il progetto di fusione delle Casse Rurali di Trento e Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra.

Ieri sera, al Teatro Gigi Cona di Gardolo, è andato in scena l’incontro congiunto delle due Casse Rurali per presentare, alle socie e ai soci, i contenuti di un progetto che dovrà essere approvato dalle assemblee straordinarie programmate nella seconda quindicina del mese di novembre.

Sono intervenuti i presidenti Giorgio Fracalossi (Trento) ed Ermanno Villotti (Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra) e i direttori generali Giorgio Bagozzi (Trento) e Paolo Pojer (Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra).

“Il cambiamento deve essere interpretato come un’opportunità da cogliere – è stato evidenziato – Opportunità per essere più forti sul mercato bancario ed essere più forti a sostegno dei territori, delle famiglie, delle aziende, delle associazioni, conciliando al meglio l’essere banca moderna con i principi ispiratori che, da sempre, animano l’azione quotidiana di una Cassa Rurale”.

Una domanda più di altre ha caratterizzato la serata: “perché due banche sane e forti hanno deciso di unirsi?”.

Per spiegarlo, Giorgio Fracalossi, ha scelto la metafora della parabola che simboleggia il percorso naturale di ogni persona e di ogni azienda. C’è un inizio e c’è una fine. “Ma prima che la curva cominci la sua fase discendente – ha osservato – bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo e mettere in campo progetti e azioni lungimiranti. Un esempio: il mondo bancario è cambiato radicalmente negli ultimi anni – ha aggiunto – e la dinamica non sembra destinata ad attenuarsi con un quadro normativo sempre maggiore e sempre più complesso che ha bisogno di realtà particolarmente strutturate. Ecco perché è opportuno attrezzarsi in maniera adeguata, anticipando i tempi”.

Le “nostre due Casse Rurali esprimono numeri differenti – ha aggiunto Ermanno Villotti – ma sono complementari come funzione. Ovviamente quella che potrebbe nascere sarebbe una Cassa Rurale destinata a confrontarsi al meglio con una concorrenza sempre maggiore sia sulle piazze fisiche e sia su quelle virtuali che catturano l’interesse in particolare dei giovani. Una Cassa Rurale che vuole confermare le sue prerogative, i suoi tratti distintivi di banca della comunità. Il cambiamento è necessario per servire al meglio soci e clienti e territori che avranno, lo voglio sottolineare, identica dignità. Cambiamo – ha concluso Villotti – ma senza perdere la nostra anima”.

Concetti sintetizzati in tre termini: visione, responsabilità, coraggio.

I numeri

Sono stati presentati da Giorgio Bagozzi, direttore della Cassa Rurale di Trento, e Paolo Pojer, direttore della Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra.

In apertura sono stati messi in evidenza due dati: la nuova Cassa Rurale avrà 3 miliardi di euro di attivo, 1 miliardo 700 milioni di euro di impieghi. Raccolta diretta di 2 miliardi 357 milioni di euro, raccolta indiretta 1 miliardo 210 milioni di euro.

Le filiali saranno 46, 384 collaboratrici e collaboratori formeranno lo staff che opererà ogni giorno nella sede e nella rete di sportelli. Oltre 25mila i soci.

Cassa Rurale solida. Lo dimostrano i 233 miliardi di euro di patrimonio. Una conferma ulteriore arriva dalla valutazione espressa dal Gruppo Cassa Centrale Banca che colloca entrambi gli istituti di credito cooperativo nella prima “fascia di merito”. Il criterio di valutazione tiene conto dei principali parametri che ne valutano la solidità.

Inoltre, la nuova banca, sarà la più grande Cassa Rurale del Trentino e la seconda del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca che, complessivamente, conta 84 istituti di credito cooperativo.