La sesta sezione del Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento sanzionatorio emesso a suo tempo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti della Federazione Trentina della Cooperazione. Annullata la multa da 600mila euro.

Nessuna violazione della concorrenza da parte della Federazione. Con la sentenza n.369/2020, pubblicata il 14 gennaio, la sesta sezione del Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento sanzionatorio emesso a suo tempo dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti della Federazione Trentina della Cooperazione.

Il provvedimento annullato contestava alla Federazione una presunta violazione antitrust nel settore del credito – coordinamento illecito dei tassi sui mutui per acquisto prima casa da parte delle Casse rurali associate – irrogando una sanzione che ammontava a circa 600.000 euro.

“La pronuncia – afferma il direttore generale della Federazione Alessandro Ceschi – ha accolto totalmente le istanze difensive dell’ente, stabilendo la correttezza dell’operato della Federazione, che aveva adottato la condotta contestata dall’AGCM al solo fine di supportare le Casse rurali associate nell’adeguarsi ai principi contabili internazionali.

Un ringraziamento particolare ai colleghi Samuel Cornella, Michela Zanolli, Andrea Porcelli ed Enzo Morandi che hanno seguito e supportato l’attività di difesa della Federazione fino all’esito odierno”.

Il progetto implementato dall’allora Settore Casse Rurali è stato quindi giustamente riconosciuto come scevro da ogni implicazione anticoncorrenziale o ricaduta di mercato avversa in danno dei consumatori. Una interpretazione che trova oggi un giusto quanto tardivo riconoscimento pubblico e giudiziario.

A livello più generale, la pronuncia riconosce la specificità del modello bancario cooperativo trentino e le sue radici raiffeiseniane, i cui elementi costitutivi sono il localismo e la mutualità prevalente a favore dei soci. Caratteristiche che non consentono a queste banche di operare in un unico mercato ma in distinti mercati delimitati dai rispettivi territori di operatività.

Non resta ora che avviare il processo di recupero delle somme versate a suo tempo per pagare la sanzione.