Gli eroi ora si ribellano. La Segreteria Nazionale Fassid appoggia le richieste di modifiche ai decreti Covid-19. E richiama la necessità di una gestione unitaria dell’emergenza.

Non bastasse l’impegno senza sosta di medici, igienisti, laboratoristi, psicologi, radiologi, farmacisti del SSN coinvolti nell’emergenza Covid-19, ora assistiamo in periferia anche a minacce ad personam ed istigazione alla violenza ai danni del personale sanitario in Campania, in Calabria ed altrove.

Gli eroi ora si ribellano

La Segreteria Nazionale Fassid appoggia le richieste di modifiche ai decreti Covid-19.  E richiama la necessità di una gestione unitaria dell’emergenza

Non bastasse l’impegno senza sosta di medici, igienisti, laboratoristi, psicologi, radiologi, farmacisti del SSN coinvolti nell’emergenza Covid-19, ora assistiamo in periferia anche a minacce ad personam ed istigazione alla violenza ai danni del personale sanitario in Campania, in Calabria ed altrove.

FASSID, che rinunciando alla ribalta e alle esternazioni media, sta più produttivamente cercando di difendere il lavoro dei propri iscritti  chiedendo in primo luogo i DPI, requisito minimo indispensabile per affrontare l’emergenza, ha approvato ieri il documento Intersindacale con il quale si chiede a Governo e Parlamento di modificare decreti legge emanati per Covid-19  di cui riportiamo i punti principali:

✓    ESCLUDERE la responsabilità penale e civile degli esercenti le professioni sanitarie per eventi avversi verificatisi nel periodo dell’emergenza epidemica.

✓    RISPETTARE le norme nazionali e comunitarie sui DPI e tutte le tutele di legge previste per il personale sanitario, modificando l’articolo 34 del Decreto Legge 2 marzo 2020, n. 9.

✓    RENDERE OBBLIGATORIO, attraverso modifiche all’articolo 7 del Decreto Legge 9 marzo 2020, n.14, l’isolamento fiduciario per 72 ore degli operatori sanitari che siano stati, senza idonea protezione, a stretto contatto di pazienti COVID-19, sottoponendoli a tampone prima della scadenza del periodo per decidere sul proseguimento della quarantena.

✓    ASSUMERE SPECIALISTI con rapporti di lavoro strutturati, a tempo indeterminato o determinato con successiva stabilizzazione, attingendo da graduatorie esistenti o mediante avvisi pubblici da effettuare con procedure semplificate di durata non superiore a 7 giorni. EVITARE contratti libero- professionali “usa e getta” poiché scarsamente attrattivi.

✓    ASSUMERE a tempo determinato, con procedure semplificate, MEDICI SPECIALIZZANDI del IV e V anno di corso, senza limitazioni alle strutture della rete formativa, non previste dalla normativa vigente e non compatibili con lo stato di emergenza generale, con passaggio a tempo indeterminato una volta acquisito il titolo. CONVERTIRE gli eventuali contratti libero-professionali in contratti a tempo determinato.

✓    AUMENTARE I CONTRATTI DI FORMAZIONE POST LAUREA con l’ulteriore spesa di 125 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 130 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, per portare l’offerta formativa dagli attuali 9.000 a 14.000 contratti.

✓    CORRISPONDERE ai sanitari esposti una indennità di rischio biologico.

A cio’ occorre aggiungere la imprescindibile e irrinunciabile formulazione e messa a punto, dopo una prima necessaria fase di sequenziamento del genoma virale di competenza di livelli superiori, di alcuni kit diagnostici per COVID 19 con metodica PCR di uso abbastanza semplice, tanto  da poter essere installati in strutture che già si affidano a tale metodica per la diagnostica microbiologica. Ciò potrebbe ampliare il numero dei laboratori cui inviare i tamponi e rendere più agevole e veloce la diagnosi.

In una situazione così grave, tutte le strutture che insistono su DEA di I livello o anche su PS con numero di accessi >a 35000 dovrebbero poter garantire gli esami necessari per un rapido smistamento di pazienti potenzialmente positivi per COVID 19.

Non sono tempi di protagonismi né dichiarazioni, tantomeno in territori fragili .

Ogni giorno le notizie sulle infezioni dei medici e dei dirigenti sanitari sono sempre più drammatiche.

FASSID non può che aumentare il suo impegno per far sì che il diritto alla salute, in primo luogo degli operatori sanitari coinvolti, torni ad essere un diritto costituzionalmente garantito.

La Segreteria FASSID

Mauro Mazzoni Coordinatore, Segretario Nazionale SIMET

Alessandra di Tullio, Segretario Nazionale AIPAC

Mario Sellini, Segretario Nazionale AUPI

Roberta Di Turi, Segretario Nazionale SINAFO

Corrado Bibbolino, Segretario Nazionale SNR