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EURICSE * PROGETTONE: BORZAGA, « IN TRENTINO È EFFICACE DAL PUNTO DI VISTA PRODUTTIVO, QUESTA ESPERIENZA POTREBBE ESSERE ESTESA AI PERCETTORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA » (PDF RICERCA)

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15:46 - 19/05/2021

Presentata la ricerca di Euricse sull’impatto sociale ed economico dell’intervento pubblico nato nel 1985.

Progettone: un successo per ambiente, comunità ed economia del Trentino.

Il Progettone in Trentino è efficiente ed efficace dal punto di vista produttivo, occupazionale e sociale. Inoltre, ogni euro speso dall’ente pubblico per questo strumento di politica del lavoro “raddoppia” il suo valore sul territorio a fronte di un costo netto di soli 5,3 euro per ora lavorata. A sostenere il successo dell’iniziativa, che dalla sua introduzione nel 1985 ha dato occupazione ogni anno a numeri crescenti di lavoratori fino ad una media di 1800 posti all’anno (di cui 150 nuove assunzioni), è la ricerca Euricse “L’impatto sociale ed economico del Progettone”, realizzata nell’ambito dell’accordo di programma con la Provincia, e presentata oggi nei Giardini del Castello del Buonconsiglio. “Questa esperienza potrebbe essere estesa ai percettori di reddito di cittadinanza e la sua logica di fondo potrebbe essere applicata anche ai giovani colpiti dalla crisi Covid”, ha detto il presidente di Euricse, Carlo Borzaga.

 

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La dimensione produttiva e occupazionale
Quasi 500 interventi ambientali, tra manutenzione delle aree verdi, aree di sosta e piste ciclabili, e più di 300 sedi di lavoro per la realizzazione di servizi di pubblica utilità (come quello di presidio e custodia di musei, castelli e biblioteche). Un numero crescente di occupati – erano meno di 1000 nel 2008, negli ultimi anni sono saliti a una media di 1.800 – ai quali vengono offerti un contratto stabile (per l’80% si tratta di posizioni a tempo indeterminato) e una garanzia di vita dignitosa. Sono questi i principali numeri del Progettone, con riferimento al 2018, evidenziati nel nuovo rapporto di Euricse – realizzato dal gruppo di lavoro formato da Eddi Fontanari, Sara Depedri e Carlo Borzaga – per valutare con metodologie di ricerca quantitativa e qualitativa l’efficienza, l’efficacia e gli impatti dello strumento di politica del lavoro istituzionalizzato con la legge provinciale n.32/90.
Per quanto riguarda i destinatari, il Progettone ha dimostrato la sua flessibilità favorendo progressivamente l’occupazione – oltre alle categorie tradizionali degli usciti dal mercato del lavoro in anni prossimi al pensionamento – alle donne, attraverso l’estensione alle attività del terziario, e a persone fragili, attraverso l’istituzione nel 2010 del Progettone sociale, che nel 2020 contava 109 lavoratori.
La funzione sociale del Progettone è evidenziata dalle concrete difficoltà di reimpiego delle persone nel mercato del lavoro ordinario a causa dell’età media elevata e di disagi o difficoltà allo svolgimento delle mansioni (il 57% dei sottoposti a visita sanitaria presenta limitazioni fisiche o prescrizioni mediche). Grazie alla realizzazione di contesti lavorativi personalizzati, il Progettone è riuscito a rendere le persone ampiamente produttive: lo dimostrano i dati delle assenze per malattia o infortunio, limitate al 4,8% di perdite di ore lavorabili nel 2019.

 

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L’impatto economico
Se la spesa pubblica destinata al finanziamento del Progettone appare molto significativa nel suo valore assoluto (38,6 milioni di euro nel 2018), le analisi economiche dimostrano comunque che essa produce anche delle ricadute indotte sul sistema economico provinciale. L’effetto moltiplicativo stimato dimostra come l’incidenza del Progettone sull’economia provinciale venga sostanzialmente raddoppiata: per ogni euro speso viene attivato un ulteriore euro di valore della produzione. Inoltre, l’applicazione di un’analisi costi-benefici, in cui si confrontano tutte le uscite e le entrate generate dall’intervento per le pubbliche amministrazioni, evidenzia che – tenendo conto dei risparmi generati dalla riduzione dell’erogazione di ammortizzatori sociali e dai flussi contributivi sugli inseriti in Progettone – la Provincia nel 2018 ha sostenuto un costo netto di soli 15,7 milioni, ovvero 5,3 euro per ora lavorata. Una cifra nettamente inferiore allo stesso stipendio orario previsto dal contratto di lavoro e di gran lunga inferiore al costo che sarebbe derivato dalla separazione tra interventi a sostegno del reddito dei disoccupati e finanziamento dei lavori di ripristino.

 

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Il segreto del successo
Il Progettone è un modello unico a livello nazionale, molto diverso dai tradizionali lavori socialmente utili gestiti direttamente da soggetti pubblici. Il successo dell’iniziativa, si legge nella ricerca Euricse, è garantito da un collaudato ma flessibile sistema di gestione tecnica ed amministrativa tra Provincia e i soggetti gestori (Consorzio Lavoro Ambiente, Consolida e cooperativa sociale “Il lavoro”), regolato da una convenzione che riesce a contemperare il fine pubblico con modalità privatistiche di gestione dei lavoratori, mantenendo saldo il principio dell’assenza di profitto.

“Questa ricerca è particolarmente rilevante oggi perché cade in un periodo con una situazione economica ed occupazionale per molti versi simile alla metà degli anni ’80”, ha spiegato il presidente Euricse, Carlo Borzaga. “L’esperienza del Progettone dovrebbe essere resa più visibile a livello nazionale come strumento di politica attiva del lavoro e, perché no, potrebbe essere estesa ai percettori di reddito di cittadinanza e, a partire dalla sua logica di fondo, estesa anche ai giovani disoccupati della crisi Covid”.
“Il Trentino una volta di più si è dimostrato un laboratorio. Questo progetto nasce nel 1985 e da allora è continuamente cresciuto offrendo un bell’esempio di collaborazione tra pubblico e privato. Si è data la possibilità a persone in difficoltà di trovare una occupazione – che è diverso da un reddito, perché include anche la dignità – e dall’altra si è fatto un lavoro importante a favore del nostro territorio, dell’ambiente, dell’ecologia. Tutto questo dimostra anche la forza della nostra speciale autonomia”, ha evidenziato il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, Roberto Simoni.

“La Provincia continua a investire nel Progettone perché, negli oltre trent’anni di esistenza, si è dimostrato un utile strumento di politica del lavoro che restituisce dignità ai lavoratori, offrendo al contempo validi servizi di manutenzione del territorio e per la collettività”, ha detto Maurizio Mezzanotte, dirigente del Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale (SOVA) della Provincia autonoma di Trento.
“In particolare in quest’ultimo anno caratterizzato dalla pandemia il Progettone ha dimostrato da un punto di vista occupazionale e di risposta alle esigenze del territorio di essere uno strumento attuale che anzi guarda al futuro”, ha commentato Germano Preghenella, presidente del Consorzio Lavoro Ambiente.
“Il Progettone è importante per la cooperazione sociale trentina perché è uno strumento di politica attiva del lavoro che ci permette di fare inclusione sociale, inserimento lavorativo di persone che sono deboli o fragili e in più ci permette di farlo dando loro un lavoro, dando loro dignità e benessere psico-fisico e farlo dentro luoghi di inclusione perché la maggior parte delle persone impiegate da noi sono all’interno di servizi alla persona”, ha concluso la presidente del consorzio Consolida, Serenella Cipriani.

 

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