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ENPA – ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI * RAPPORTO ISPRA: « M49, M57 ED I GIOVANI ORSI APPARSI AD ANDALO (TN) NON SONO PROBLEMATICI, L’ABBATTIMENTO È FUORI DISCUSSIONE »

Rapporto Ispra, Enpa: “M49, M57 e giovani orsi apparsi ad Andalo non sono orsi problematici. L’abbattimento è fuori discussione. Lavorare di più su convivenza, c’è ancora molto da fare”. L’Ente Nazionale Protezione Animali esaminerà con estrema attenzione il rapporto redatto dall’Ispra di recente sulla situazione dell’orso bruno nelle Alpi Centrali e in Trentino.

Rimaniamo “perplessi” sulla definizione di orsi problematici per i quali viene indicata la soluzione della “rimozione mediante abbattimento degli esemplari”. Di certo M49, M57 e i giovani orsi comparsi fulmineamente nella sera e poi scomparsi ad Andalo non sono da considerarsi tali. Ora più che mai piuttosto è fondamentale lavorare di più sugli interventi che possono agevolare la convivenza tra la popolazione ursina e gli umani.

Siamo profondamente consapevoli della delicatezza della questione, una situazione complessa che non può essere sottovalutata sotto nessun aspetto sia per il contesto di diritto internazionale – essendo come è noto l’orso bruno tutelato della Direttiva Habitat, dalla Convenzione di Berna e sia per il diritto nazionale, animale particolarmente protetto secondo la legge sulla fauna 157 del 1992 – sia ovviamente per la straordinaria valenza sotto il profilo della biodiversità, essendo questi animali in numero estremamente ridotto e legati ad un progetto europeo adeguatamente finanziato, fortemente voluto e che è stato approvato con un sondaggio dalla stessa popolazione trentina.

Ma la complessità è legata sicuramente anche ad un altro fattore che è quello politico, nella forma di una accentuata ostilità che negli ultimi anni è stata nutrita e ha pesantemente condizionato la presenza di questo grande carnivoro nella Provincia Autonoma di Trento (Pat). E’ significativo che uno dei primi atti della Giunta della Pat sia stato l’interruzione di quella importante progettualità di mitigazione di conflitti tra orsi e attività dell’uomo che poteva continuare ad esercitare una funzione estremamente utile. Così come è altrettanto significativo che la necessità di apertura di corridoi ecologici che abbiamo sempre sostenuto sia stata accantonata rapidamente. Infine, la definizione di orso problematico non può essere attribuita a nessuno degli orsi che hanno alimentato le cronache “anti orso” dell’ultimo anno né per quanto riguarda m49, né per quanto riguarda M57, né per quanto riguarda i giovani orsi accusati di aver fatto una rapidissima, fulminea comparsa e di essere poi svaniti nel nulla.

Di M49 vogliamo ricordare che questo giovane animale fu abituato da un pastore ad assumere latte da cucciolo e, dunque, fu condizionato nei propri comportamenti. Dei giovani orsi comparsi fulmineamente nella sera e poi scomparsi ad Andalo vogliamo ricordare, come per M57, la loro colpa è di essersi accostati, per alimentarsi, a bidoni che non erano certo bidoni anti-orso. Vogliamo inoltre ricordare come faccia acqua a tutt’oggi la forma necessaria di prevenzione che gli allevatori dovrebbero perseguire e per la quale sono stati dotati di strumenti, di fondi, di tecnici, di preparazione.

Dunque la Provincia Autonoma di Trento presenta una serie di anomalie che ci fanno leggere come del tutto impropria qualsiasi l’ipotesi di abbattimento o come si dice di rimozione degli animali. Continueremo naturalmente a portare il nostro contributo al governo del territorio, alla gestione intelligente e competente della popolazione dei grandi carnivori in Trentino, fiduciosi che si possa ancora voltare pagina e assicurare la piena convivenza con le attività umane preziosa di questa specie preziosa che è patrimonio indisponibile dello Stato e dunque di tutti gli italiani.

 

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Foto: archivio Pat