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DORIGATTI RISPONDE A KASWALDER * “CONCEDERE LA CITTADINANZA AUSTRIACA A DISCENDENTI DI CITTADINI AUSTRIACI NON RIENTRA NELLE ATTRIBUZIONI DEL CONSIGLIO PAT E DELLA SUA PRESIDENZA”

Rispondo all’interrogazione 21 dicembre 2017, n. 5467, con cui Lei chiede alcune informazioni o valutazioni sulla questione dell’ipotizzata concessione della cittadinanza austriaca ai sudtirolesi e sulla possibile estensione di questa misura ai trentini.

L’interrogazione è indirizzata anche al Presidente della Provincia; la mia risposta, ovviamente, si limita a considerare la questione dal punto di vista del Consiglio provinciale e della sua presidenza.

a) Una serie di domande si riferiscono a questioni su cui questa presidenza non ha avuto comunicazioni ufficiali, o comunque informazioni diverse da quelle che si possono reperire sugli organi d’informazione, in base a documenti politici. Non mi risulta che questi documenti abbiano già trovato svolgimento in proposte concrete, ad esempio a livello legislativo, nell’ordinamento austriaco. E’ in base a queste proposte che si potrà stabilire chi sarà considerato “Südtiroler – Altösterreicher”, come saranno considerati i cittadini di madrelingua tedesca residenti in provincia di Trento o gli appartenenti alle minoranze ladine, mochena e cimbra della nostra provincia. Questo vale anche per il modo in cui il governo Kurz intenderà svolgere le sue funzioni di tutela, in relazione a quanto stabilito dall’accordo De Gasperi – Gruber e tenendo conto delle successive controversie a livello internazionale – nei limiti in cui questa sia questione politica, e non di carattere giuridico, su cui sarebbero da interpellare, semmai, esperti di diritto internazionale.

b) Quanto alla possibilità di concedere la cittadinanza austriaca, in aggiunta a quella italiana, a tutti i discendenti di cittadini austriaci, per un verso si tratta di questioni che non rientrano nella sfera di attribuzioni del Consiglio e della sua presidenza, ma riguardano, anzi, decisioni politiche di uno Stato diverso da quello di cui facciamo parte. Per un altro verso, pur avendo risvolti e un interesse politico, toccano ambiti dove, per non venir meno alle mie funzioni di rappresentare il Consiglio nella sua interezza e alla mia neutralità rispetto alle diverse posizioni che potranno essere espresse, in proposito, dalle forze politiche presenti in Consiglio provinciale, non m’è certamente lecito esprimere auspici o indirizzi – quale che possa essere il loro valore -, nelle mie vesti di presidente d’assemblea.

 

Con un distinto saluto.

Bruno Dorigatti

 

 

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