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DISTRETTO BIOLOGICO TRENTINO * COVID – PESTICIDI IN AGRICOLTURA: « NON SOTTOVALUTINO LA LEZIONE CHE DOVREMO RICAVARE DALL’ESPERIENZA DI QUESTE SETTIMANE »

È un periodo molto difficile, l’attenzione di tutti è concentrata sulla pandemia che ci ha colpito e sulle conseguenze con cui dovremo fare i conti. Il Comitato promotore del referendum per un Distretto Biologico Trentino è comprensibilmente coinvolto in tutto questo, sia nelle difficoltà odierne che nella riflessione sulle prospettive. La proposta che sta portando avanti può infatti rappresentare una delle possibili strade innovative da percorrere nell’affrontare la realtà che ci aspetta. È sostanziale e irrinunciabile assumere con responsabilità scelte rispettose della Natura che ci ospita e che abbiamo gravemente maltrattato, della sua biodiversità, delle sue risorse e della sua salute (in essa è la garanzia anche per la nostra salute).

Rispettandola, rispettiamo e proteggiamo anche noi stessi. Da tante parti si sollevano voci, anche autorevoli, e appelli affinché la ripresa non ripeta acriticamente i modelli produttivi e di vita finora adottati, ammonendoci che il benessere e i guadagni finora acquisiti dilapidando le risorse della Terra ora ci stanno chiedendo il conto, con costi altissimi in termini di sofferenza, di malattia, di crisi economica e sociale.

Di recente in Valle di Non ed in altre zone ad alta intensità agricola è iniziato l’utilizzo intensivo di pesticidi e fitofarmaci, ammorbando l’aria, affaticando la respirazione, creando alla popolazione non poco disagio e molta preoccupazione per la ricaduta sulla salute e l’indebolimento delle difese, in particolare ora che il Covid attacca proprio le vie respiratorie.

Qualche mese fa molti quotidiani pubblicavano i valori altissimi dei pesticidi utilizzati nella nostra Provincia, valori di molto superiori a quelli di altre Regioni italiane. Non dimentichiamo che se il loro uso intensivo assicura raccolti e guadagni, molto la collettività spende in termini di salute per curare bambini e adulti colpiti da patologie che possono essere fatte risalire all’inquinamento da fitofarmaci. Ci auguriamo quindi che non vengano utilizzati prodotti sulle cui etichette viene riportato che il prodotto è:

1. sospettato di provocare il cancro;

2. tossico per l’uomo;

3. molto tossico per gli organismi acquatici;

4. indispensabile una fascia di rispetto di 25 metri dai corsi d’acqua.

Il Comitato promotore del Referendum per un Distretto biologico Trentino lancia un forte appello alla popolazione del Trentino, alle forze sociali, alle forze economiche dei diversi settori e ai produttori, ai nostri amministratori locali affinché non sottovalutino la lezione che dovremo ricavare dall’esperienza di queste settimane e al termine della crisi puntino decisamente l’attenzione sull’uso intensivo dei fitofarmaci in Trentino individuando soluzioni e metodi alternativi, rispettosi della salute collettiva, sostanziali e non di facciata. E nell’immediato facciamo un ulteriore appello alle coscienze individuali di tutti gli agricoltori affinché rispettino i regolamenti sull’utilizzo dei pesticidi e seguano le linee guida evitando altresì la miscela tra essi.

Come abbiamo saputo reagire coralmente a questo difficile momento così dobbiamo, coralmente e con spirito solidale e costruttivo, orientare le scelte mettendo decisamente al loro centro criteri di attenzione al bene comune e di rispetto della Terra di cui siamo ospiti.

Il Comitato Referendum Distretto biologico Trentino (n. 193 firmatari) e Comitato per il Diritto alla Salute Val di Non, Associazione L’Ortazzo, Associazione Mario Pasi di Cles, Comitato Trentino Tutela Salute Territorio di Mori, Associazione Rotte Inverse, Associazione Trentino Consumo Consapevole, A.P.S. Richiedenti Terra, Cooperativa Sociale ONLUS Terre Altre, Associazione Apicoltori Fiemme.