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DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA – DIA * RELAZIONE 2° SEMESTRE 2019: « PROVINCIA DI TRENTO UTILIZZATA DALLA CRIMINALITÀ, CROCEVIA PER SOSTANZE STUPEFACENTI E MERCI ILLECITE »

La provincia di Trento, in ragione della sua posizione geografica, si presta ad essere utilizzata dalla criminalità italiana e straniera come crocevia per il traffico di sostanze stupefacenti e per le movimentazioni di merci illecite da e per altri Paesi europei. La gestione dei traffici di droga risulta appannaggio sia di soggetti stranieri, in particolare provenienti dall’area balcanica (albanesi, macedoni e bosniaci) e africani (marocchini, nigeriani, tunisini), sia di italiani.

Nel senso, tra le attività di maggiore rilievo del semestre in esame si segnala l’operazione “Carthago”, con la quale, il 19 settembre 2019, la Guardia di nanza ha disarticolato un’organizzazione criminale suddivisa in due sodalizi, costituiti da soggetti maghrebini e italiani, dediti al traffico internazionale di stupefacenti. Il primo sodalizio, di matrice marocchina, stabilmente radicato nelle province di Trento, Foggia e Potenza – in rapporti con esponenti della malavita di Cerignola (FG) ed Andria (BT) nonché con esponenti di un clan di Torre Annunziata (NA) – importava ingenti quantità di hashish e cocaina direttamente dal Marocco, dalla Spagna e dall’Olanda, per poi distribuirle, oltre che nella provincia di Trento, in Campania, in Puglia e nel Lazio.

Il secondo sodalizio, con basi operative nelle province di Trento e Bergamo, si approvvigionava di hashish e cocaina dal Marocco e dalla Spagna, rifornendo, oltre ai “mercati” di Trento e Bolzano, altre regioni italiane, tra cui la Lombardia.

Ed ancora, il 3 dicembre 2019, nell’ambito dell’operazione “Sommo poeta”, la Polizia di Stato di Trento ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 27 nigeriani facenti parte di un’associazione criminale – con ramificazioni a Casal di Principe (CE), Verona e Vicenza, – dedita al traffico, detenzione e spaccio di eroina, cocaina, hashish e marijuana. La droga veniva trasportata da “corrieri”, già confezionata in dosi o custodita in “ovuli”, per il successivo smercio nelle piazze di Trento, Rovereto ed Ala (TN). Il ricavato veniva, attraverso money transfer, trasferito in Nigeria, dove era reinvestito nell’acquisto o nella ristrutturazione di immobili.

Presente anche lo sfruttamento della prostituzione, praticato principalmente da soggetti di nazionalità cinese (all’interno di centri massaggi o in appartamenti), romena e nigeriana nei confronti di connazionali. Emblematica, in proposito, è l’operazione “Osso”, con la quale il 4 luglio 2019 i Carabinieri di Trento hanno disarticolato un sodalizio criminale multietnico. Tra gli arrestati gurano 2 donne cinesi, che ricoprivano il ruolo di maitresse, un soggetto della stessa nazionalità con compiti di cassiere e 3 italiani che avevano in locazione gli appartamenti dove le donne si prostituivano. Questi ultimi provvedevano anche ad assicurare l’utilizzo della rete internet per la gestione della clientela. L’indagine, che ha visto coinvolte oltre alla provincia trentina anche quelle di Milano ed Imperia, ha fatto emergere un giro d’affari di circa 20mila euro al mese, con giovani prostitute che venivano avvicendate in varie città d’Italia.

Per quanto attiene al traffico illegale di merci, si segnala l’operazione conclusa dalla Polizia di Stato il 17 ottobre 2019, con la disarticolazione di un sodalizio criminale, con base operativa in Trento, composto da 10 soggetti italiani, romeni e polacchi, dedito al traffico di carburanti tra l’est Europa e l’Italia. Lo stoccaggio del combustibile, gestito dai promotori ed organizzatori del sodalizio, avveniva a Roma e Latina.

Si segnala in ne che, nel settembre 2019, la Guardia di nanza ha denunciato, per l’ipotesi di riciclaggio commesso al fine di agevolare l’attività di un’associazione di tipo mafioso, alcuni dei componenti – pro tempore – del consiglio d’amministrazione di un noto gruppo vitivinicolo trentino. L’indagine è correlata all’acquisizione, nei primi anni 2000, nelle province siciliane di Agrigento e Ragusa, di un complesso aziendale la cui titolarità – secondo l’ipotesi investigativa – sarebbe stata originariamente riconducibile ad esponenti di Cosa nostra.

 

 

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L’Autobrennero è risultata essere la direttrice sulla quale si muovono, tra gli altri, anche i clan pugliesi (in particolare foggiani) che hanno ormai evidenziata un’evoluzione nel campo del traffico degli stupefacenti. Hanno infatti assunto, anche rispetto ad altre organizzazioni mafiose più strutturate, un ruolo di riferimento come service provider nelle attività di approvvigionamento e smistamento: per tali consorterie la “piazza” di Trento, come si vedrà nel paragrafo del territorio provinciale, rappresenta un mercato di diretto interesse.

In particolare l’eroina gialla, anche definita droga-killer, per l’elevata quantità di principio attivo che può facilmente determinare overdose.

Una potente droga sintetica prodotta principalmente in Cina e nelle Filippine, molto economica e pericolosa per i suoi effetti devastanti sul fisico, il cui commercio illegale è gestito soprattutto da organizzazioni cinesi, filippine ma anche nigeriane, con rari casi di laboratori nell’est Europa.

Significativa è l’operazione “Postalmarket”, effettuata dai Carabinieri di Trento il 4 giugno 2019, a conclusione di un’indagine avviata alla ne del 2017, con il sequestro di droghe sintetiche commercializzate sui marketplaces (siti di vendita on-line) presenti nel c.d. “deep web”. In particolare è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare disposta nei confronti di 18 soggetti: tra questi alcuni cittadini di Trento e Bolzano, altri residenti nel bresciano e due albanesi che erano a capo dell’organizzazione criminale.

Parte di rete internet cui si accede attraverso software appositi, che consentono la navigazione in forma anonima (e dificilmente tracciabile).

1L’operatività nel narcotraffico di soggetti di origine balcanica ha trovato recenti diverse conferme. Ad esempio il 24 febbraio 2018, nell’ambito dell’operazione “Zaghi”, la Polizia di Stato (in collaborazione con gli omologhi Uffici investigativi sloveno, croato e bosniaco) ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Trento nei confronti di 22 persone di nazionalità italiana, bosniaca, croata e macedone, ritenute responsabili del controllo delle reti di vendita al dettaglio nella provincia di Trento (p.p. n. 1802/17 RGNR-8/17 DDA-275/18 RG GIP). Il gruppo era coordinato da due fratelli d’origine bosniaca che avevano sviluppato una tta rete di contatti con i connazionali residenti nell’area balcanica, dai quali si approvvigionavano di stupefacenti.

La successiva operazione “Juducarien”, sempre coordinata dalla Procura di Trento e conclusa dai Carabinieri il 26 marzo 2018 (OCCC n. 3863/16 RGNR e n. 3538/17 RG GIP, emessa dal Tribunale di Trento nei confronti di 10 soggetti, ritenuti responsabili di traffico di stupefacenti tra le province di Trento e Brescia), ha evidenziato più ampi collegamenti, per la rete di spaccio, fra il Trentino e la Lombardia.

Il 12 giugno 2018, nell’ambito dell’operazione “Bombizona”, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Trento nei confronti di oltre cinquanta soggetti, per la maggior parte di nazionalità nigeriana, appartenenti ad un sodalizio che gestiva l’importazione e lo spaccio di sostanze stupefacenti tra le piazze di Trento e Rovereto. La droga era approvvigionata attraverso la rotta balcanica, direttamente dall’Olanda od ancora da altre piazze di spaccio italiane e quindi portata nelle zone di propria “competenza” mediante l’utilizzo di “corrieri” (p.p. 1814/2017 RG Mod. 21-7/17 DDA-917/18 RG GIP).

OCCC n. 2176/2016 RGNR e n. 1874/19 RG GIP emessa dal GIP del Tribunale di Trento l’8 giugno 2019 nei confronti di 6 cittadini marocchini ed un italiano.

In questo caso lo stupefacente veniva venduto al dettaglio alla “clientela” attraverso la capillare distribuzione attuata dai pusher, per lo più tunisini e marocchini, presso i parchi cittadini, nei centri storici, in prossimità di istituti scolastici nonché, in periodi di alta stagione, anche in alcune località turistiche di alta montagna.

1445  OCCC n. 146/19 RGNR e n. 3594/19 RG GIP emessa dal GIP del Tribunale di Trento in data 20 novembre 2019.

 

PROIEZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA SUL TERRITORIO NAZIONALE – A PAGINA 505 ” TRENTINO ALTO ADIGE/SUDTIROL ”

 

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