Con un’apposita mozione presentata del Consigliere ladino Detomas, il Consiglio provinciale ha affidato alla Giunta l’incarico di proporre una norma di attuazione per istituire la “Commissione degli 8”, una commissione paritetica composta da otto membri, due di nomina provinciale, due di nomina regionale e quattro espressione del Comun General de Fascia con l’incarico di trasferire o delegare le funzioni e i compiti a quest’ultimo ente.

La recente riforma dello Statuto di Autonomia che ha istituito il Comun General de Fascia, unico esempio in Italia di ente locale sovracomunale, ha previsto che la Provincia di Trento e la Regione Trentino Alto Adige possano trasferire o delegare a tale ente funzioni amministrative, compiti o attività proprie.

Il consigliere ladino, nel motivare la sua iniziativa, ha voluto precisare che: “per risolvere la complessità del trasferimento di funzioni o competenze da un ente ad un altro, si rende necessario avviare un processo di analisi e di condivisione e, prendendo a modello l’esperienza assai positiva delle Commissioni dei 6 e dei 12, ha ritenuto utile la previsione di un analogo organismo che proponga agli enti interessati le norme che prevedono il trasferimento, in un’ottica di sussidiarietà, di competenze amministrative rilevanti per la comunità ladina, con l’ulteriore funzione di dirimere quelle controversie che potrebbero nascere nell’applicazione di tali norme”.

“Una norma di attuazione dello Statuto” continua Detomas “è una disposizione che diventa precettiva per tutti gli enti interessati, compresa la Regione e la commissione prevista da una tale normativa assume la dignità di organismo costituzionale”.

L’esponente ladino ricorda che un simile esempio di organizzazione istituzionale costituisce un unicum in Italia non solo per ciò che attiene alla ripartizione delle competenze tra enti, ma anche per l’originalità del modello giuridico di tutela di una minoranza che prefigura ormai un riferimento anche a livello europeo.

Tale peculiarità, rappresenta un tassello importante anche per la valorizzazione dell’autonomia trentina che si contraddistingue sempre più per l’originalità dell’impianto statutario e giuridico e nel contempo chiama ad un’assunzione di responsabilità le istituzioni rappresentative delle popolazioni di minoranza.

La proposta ha raccolto il favore della Giunta e il Consiglio provinciale ha approvato la mozione all’unanimità.